Calcio

Brescia, con Inzaghi confermato è tempo di esorcizzare Mompiano

Dopo il caos in panchina, arriva l’Alessandria al Rigamonti: l’ultimo successo in casa 99 giorni fa con il Pordenone
Così Inzaghi e Jagiello festeggiarono il gol del trequartista all'andata
Così Inzaghi e Jagiello festeggiarono il gol del trequartista all'andata
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Questa è la vigilia più difficile eppure allo stesso tempo la vigilia più facile per il Brescia Calcio. Ci pensi, ci ripensi e più tutto quanto è accaduto a partire da domenica pomeriggio per chiudersi giovedì mattina, è un qualcosa sul quale un giorno probabilmente ci ritroveremo a ridere, ma per ora l’«Inzaghi gate» è ancora un insieme di fatti e dinamiche misteriosi.

La vigilia

Ben oltre una classica cellinata perché stavolta non c’era la giustificazione di provare a risollevare una stagione: qui semmai c’è stato il rischio di farla saltare in aria. Per tutto quanto è avvenuto, dunque, la vigilia della partita contro l’Alessandria è la più difficile. Eppure, appunto, è anche la più facile perché dopo che si è superata una tempesta e si è a tutti gli effetti dei sopravvissuti a un evento fuori controllo, tutto intorno a te e dentro te è più ovattato: le tensioni, come le aspettative. Tutto assume una dimensione più equilibrata e viene la voglia di essere più benevoli gli uni verso gli altri. Viene la voglia di darsi di più e meglio tutti quanti una mano, di guardarsi sotto una luce diversa.

Via la negatività

Se il Brescia da tutta la vicenda esonero-non esonero è uscito più debole nelle sue componenti oppure più forte, è un qualcosa che inizieremo a scoprire questo pomeriggio. Intanto, prendiamo i segnali. Lo tsunami, mentre spazzava via il buonsenso, pare comunque aver fatto alzare quella cappa di anomala negatività (l’atmosfera di Brescia-Ternana che stigmatizzammo in tempo reale fu emblematica) che aleggiava a dispetto della classifica. Quello tsunami ha lasciato dietro di sé un allenatore che emana energia rinnovata - la tigna che ha dimostrato nel non volersi arrendere a un destino che per lui era scritto non è banale e non lo avrebbe fatto se non pensasse di poter rivendicare la propria autonomia-, una squadra che pur di non rischiare di perdere più il suo condottiero si sente ancor più responsabilizzata e una piazza che si è risvegliata dal torpore.

La curva nord del Brescia
La curva nord del Brescia

La situazione

Evidentemente, è solo quando stai per smarrire qualcosa che ti rendi conto di quanto quel qualcosa conti per te e non sia scontato. E tutti hanno (abbiamo) capito di quanto un terzo posto (ora quarto dopo le gare di ieri) maturato oltretutto in condizioni di rapporti tesi e logori, non lo sia. Se una situazione di malus si è involontariamente trasformata in un bonus oggi è proprio l’occasione giusta per capirlo visto che c’è da togliere un tappo che in casa non salta dal 6 novembre scorso con il Pordenone: i tre punti mancano da 99 giorni (da allora due pareggi e due sconfitte). Novantanove: che è anche il numero delle vittorie da allenatore per Inzaghi. Per non fare 100 (giorni senza vittorie a Mompiano), bisogna far fare 100 al tecnico (che tra l’altro ha in febbraio il suo mese migliore: media di due punti secchi a partita in 24 gare). Anche a livello simbolico, mai sigillo personale potrebbe cadere meglio. Perché qui, la suonata non cambia: bisogna ripArtire (per scriverlo alla Inzaghi) e occorre continuare a inseguire.

Il campionato

Ieri la Cremonese ha fatto irruzione in vetta, il Pisa ha frenato ancora, il Lecce gioca oggi, dietro pressa il Monza e cade il Frosinone: è un campionato in cui non ci sono imbattibili né battibili certi. Ma prima che per la classifica, oggi il Brescia dovrà giocare per se stesso. A venerdì sera, risultavano venduti 900 biglietti appena: il che significa che oggi saremo ancora in pochi. Ma conterà soprattutto essere «buoni» e disposti ad accompagnare la squadra a vincere le proprie paure e a levare il freno a mano. Il Brescia ha chiamato anche l’aiutino esterno: ieri Cellino ha convocato a Torbole padre Piero Montagna, sacerdote genovese che ha officiato la messa come già fece sempre a Torbole prima di Brescia-Cosenza (finì 5-1...). Sostanza. Oggi serve puntare alla sostanza e la forma, in un clima costruttivo, potrebbe diventare la conseguenza: al Brescia auguriamo prima di tutto di ritrovare spensieratezza.

Il pullman del Brescia sarà «scortato» dai tifosi fino allo stadio
Il pullman del Brescia sarà «scortato» dai tifosi fino allo stadio

La sfida e la probabile formazione 

Inzaghi, che non potrà contare sui nuovi Adorni e Proia, per vincere la sindrome pensa anche a un qualcosa di diverso: un’accoppiata formata da Moreo con il ripescato Bajic che potrebbe giovarsi delle sgobbate del compagno. Di fronte, la squadra di Longo che sta facendo il suo dignitoso campionato da neopromossa e che vanta modesti, e rispettabili, numeri da neopromossa. Ma siamo sempre lì: il Brescia i conti li deve fare in primis con se stesso. La bufera poteva cambiare tutto, invece non ha cambiato niente. Sperando che tutto, in casa, possa cambiare.

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