Se Sanremo è Sanremo, Cellino è Cellino. E non c’è proprio niente da fare: che non è una giustificazione, ma un dato di fatto. Il fabbricante professionista di burrasche ha colpito ancora: stavolta facendola veramente grossa. Più grossa di quanto anche uno come lui potesse mai immaginare e se vi state chiedendo se dietro a tutto quanto è accaduto ci fosse una delle solite diaboliche strategie dell’uomo di via Solferino, la risposta è una soltanto: no. Eppure, quanto è accaduto - seguendo un percorso assurdo - potrebbe incredibilmente essersi evoluto fino al punto di rischiare di diventare la vera svolta della stagione, dando la stura alla cappa di negatività che aveva avvolto l’ambiente ricadendo su un gruppo squadra in involuzione.
I tre giorni
Il Brescia e Pippo Inzaghi stanno ancora insieme: ma non come una di quelle coppie stanche che vanno avanti «perché tanto ormai» e per un pre contratto matrimoniale capestro. No: alla fine si sono liberamente riscelti. Con la promessa di nuova vita a braccetto sancita da una stretta di mano sfociata in un abbraccio. Il surreality show, Massimo Cellino lo ha chiuso così e il sipario su una kermesse di tre giorni senza precedenti, è calato. È stata pazzesca la mediacità del tutto e inevitabilmente, esponenziale è stata anche la brutta figura che il club ha fatto per come si è fatto scappare di mano la gestione del dopo Cosenza. In 72 ore c’è stata un’escalation con la curva che ieri, in due ore soltanto, ha fatto registrare il picco, ha raggiunto il plateau e infine ha iniziato a scendere per arrivare a dare una guida tecnica al Brescia. L’incarico, è stato dato a Inzaghi. Che a tutti gli effetti, va comunque considerato un nuovo allenatore. Poi capiremo perché.




