Cronaca

Impatto ambientale: la Regione cambia le regole, duello sulla semplificazione

Maione: «Nove mesi per una pratica sono insostenibili, basta labirinti burocratici». Pd e M5s sugli scudi: «Abbassato il livello di tutela»
L'ingresso di Palazzo Pirelli -  © www.giornaledibrescia.it
L'ingresso di Palazzo Pirelli - © www.giornaledibrescia.it

Il concetto ricorre decine di volte nei documenti, negli interventi in aula, nelle dichiarazioni elettorali: semplificazione. È diventata la parola d’ordine con cui la politica misura quasi tutto: investimenti, infrastrutture, transizione energetica, competitività.

Anche la nuova legge lombarda sulla Valutazione di impatto ambientale (Via) - approvata martedì al Pirellone - parte da lì. La maggioranza la presenta come un taglio ai tempi morti della burocrazia. Le opposizioni leggono lo stesso testo e vedono un’altra cosa: un arretramento delle garanzie ambientali. In mezzo ci sono le procedure che anticipano ogni grande opera, ogni impianto industriale, ogni data center, ogni polo logistico destinato a cambiare il territorio.

Cosa cambia

Per capire lo scontro bisogna partire dalla Via: è il procedimento con cui la pubblica amministrazione valuta gli effetti di un progetto su ambiente, salute, paesaggio, acqua e suolo prima di autorizzarne la realizzazione. In altre parole: è il momento in cui si decide se un’opera può andare avanti e a quali condizioni. Per questo la sua revisione pesa sempre più del tecnicismo con cui viene raccontata.

Con il voto del Consiglio regionale, in sostanza, va in archivio la legge del 2010: la nuova disciplina aggiorna la normativa alle modifiche introdotte in questi anni a livello nazionale ed europeo e prova a mettere ordine in un sistema diventato più complesso. Lo spiegano meglio le cifre: negli ultimi cinque anni, in Lombardia sono state avviate oltre 2.000 procedure ambientali. Tra il 2019 e il marzo 2026 la Regione ha gestito 422 procedimenti, mentre la sola Provincia di Brescia ne ha seguiti 521, con tempi medi che, a seconda dei casi, superano spesso i nove mesi.

L'assessore regionale all'Ambiente, Giorgio Maione - © www.giornaledibrescia.it
L'assessore regionale all'Ambiente, Giorgio Maione - © www.giornaledibrescia.it

L’idea dell’assessore all’Ambiente, Giorgio Maione, è semplice: se il problema è una macchina amministrativa che perde tempo tra competenze sovrapposte e passaggi duplicati, bisogna intervenire lì. In concreto, cambia soprattutto chi decide e come decide.

La legge individua con maggiore chiarezza l’autorità competente, concentra i progetti più complessi in un unico livello amministrativo, coordina procedure che oggi viaggiano parallele e rafforza il portale regionale, destinato a diventare la piattaforma unica per trasparenza, monitoraggio e partecipazione.

Anche i controlli vengono riorganizzati: gli oneri istruttori e le sanzioni finanzieranno direttamente le attività di vigilanza e potranno nascere Osservatori ambientali dedicati alla verifica delle prescrizioni imposte ai progetti. Per l’assessore Maione la questione è tutta qui. «Vogliamo una pubblica amministrazione che decide, accompagna lo sviluppo e non si perde nei labirinti burocratici». Insomma, un’unica autorità responsabile, meno conflitti di competenza, tempi più rapidi.

Il dibattito

«Semplificare non significa allentare i controlli - specifica l’assessore -. Si può essere veloci senza essere superficiali, competitivi senza rinunciare alla qualità ambientale». È proprio su questa promessa che si concentra la critica delle opposizioni. Per Miriam Cominelli (Pd) il rischio è «abbassare il livello di tutela». «La Via è uno strumento fondamentale per tutelare ambiente, salute e territorio e non può essere ridotta a un semplice passaggio burocratico da velocizzare a tutti i costi».

La consigliera regionale dem, Miriam Cominelli - © www.giornaledibrescia.it
La consigliera regionale dem, Miriam Cominelli - © www.giornaledibrescia.it

Il Pd contesta la bocciatura degli emendamenti sul rafforzamento del supporto tecnico dell’Arpa, sul coinvolgimento dei territori e su una disciplina più chiara delle compensazioni ambientali. Resta un ordine del giorno approvato che impegna la Giunta a valutare, nei futuri provvedimenti attuativi, interventi di riforestazione, rinaturalizzazione, recupero degli habitat e infrastrutture verdi come forme di compensazione.

Paola Pollini (M5s) sceglie invece di ribaltare lo slogan della maggioranza: «La vera semplificazione non consiste nell’indebolire i controlli, ma nel rendere più efficiente la macchina amministrativa senza sacrificare la qualità delle valutazioni ambientali». Secondo il M5s la riforma assegna nuove funzioni a Province e Comuni senza prevedere risorse aggiuntive né un’organizzazione adeguata.

Come spesso accade con le riforme amministrative, il voto arriva prima del verdetto vero: la legge promette procedure più snelle; le opposizioni prevedono valutazioni più deboli. Tra un anno nessuno discuterà più degli articoli approvati martedì. Si discuterà dei grandi progetti che avranno ottenuto il via libera grazie a quelle regole. Ed è lì che la riforma comincerà davvero a essere giudicata.

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