Dalla voragine ai binari, la Tav cancella i suoi cantieri. A Campagna di Lonato, dove per anni si è aperto l’enorme scavo che ha accompagnato il lavoro della talpa Martina, il terreno è tornato a chiudersi. La cittadella costruita attorno alla galleria di Lonato ha quasi perso il volto del grande cantiere, uno dei più rappresentativi della tratta; sotto quella superficie oggi coperta di fango corre ormai la nuova ferrovia.
È forse l’immagine più concreta del passaggio compiuto negli ultimi mesi dalla Brescia Est-Verona. A giugno i primi convogli tecnici avevano appena iniziato a percorrere i 48 chilometri della nuova linea. Oggi opere civili, binari e apparati tecnologici risultano completati e la Tav si prepara all’ultimo tratto del percorso verso l’entrata in esercizio, prevista nel primo trimestre del 2027.
Trasformazioni
Dopo le corse iniziali, effettuate fino a 250 chilometri orari, tra agosto e settembre si è svolta la fase più avanzata dei test, con prove fino a 275 chilometri orari tra Rezzato e Verona Porta Nuova. Una velocità superiore a quella commerciale, necessaria per verificare infrastruttura, alimentazione elettrica, segnalamento e comportamento dei convogli. Il prossimo passaggio è la richiesta di autorizzazione ad Ansfisa, prevista entro la fine dell’anno, prima dell’entrata in esercizio indicata nei primi mesi del 2027.
Anche sulla superficie la trasformazione è ormai quasi compiuta. Il progetto ha imposto la ricostruzione di 15 cavalcavia e la realizzazione di nove sottovia lungo l’intera tratta. Sul versante bresciano sono aperti gli attraversamenti di Calcinato, fra i quali quelli della Statale, di via Brescia, via Stazione e via Moncalvo; a Lonato sono stati ricostruiti i cavalcavia di via Campagna e via Faccendina. A Desenzano il nuovo ponte di via Grezze ha sostituito il vecchio sottopasso, mentre risultano realizzati anche gli interventi di Montonale, Ronchedone e Pergola Vecchia. A Pozzolengo è aperto dal 2024 il cavalcavia di Roveglia.
Sguardo a ovest
La nuova linea potrà comunque aprire senza che sia completo l’intero sistema immaginato per collegare Brescia a Verona. A ovest manca il quadruplicamento dei 10,7 chilometri fra la stazione cittadina e Mazzano: il progetto vale circa un miliardo, non dispone ancora della copertura integrale e non ha una data per l’avvio dei lavori. L’iter autorizzativo dovrebbe concludersi nel 2027, ma serviranno poi finanziamento, gara e cantiere. I treni utilizzeranno dunque la ferrovia storica fino al bivio di Mazzano, dove entreranno sui nuovi binari.
Resta sulla carta anche la Stazione Tav del Garda a San Martino della Battaglia. Il progetto di fattibilità è concluso e l’analisi costi-benefici ha dato esito positivo, ma le risorse iniziali sono state destinate ad altri interventi del Pnrr. Mancano ancora finanziamento e calendario, mentre l’apertura della linea procederà indipendentemente dalla nuova fermata. La Tav, insomma, sta per uscire dai cantieri; non tutte le opere promesse viaggiano però alla stessa velocità.



