Tre anni fa erano stati fatti dei rilievi, ora, per i cittadini arriva un’amara sorpresa. L’esito delle indagini acustiche eseguite in prossimità del cantiere Tav, a Mazzano, da tecnici di CepavDue, il consorzio per l’Alta Velocità che sta eseguendo l’opera, sta generando non poca preoccupazione tra le famiglie che risiedono in prossimità delle aree di lavoro e delle linee ferroviarie. O meglio, a generare timori, unitamente anche a una certa irritazione, è una comunicazione giunta in queste settimane ai residenti.
Accordi e indennizzo
«Ci stanno contattando tecnici incaricati delle trattative per espropri e indennizzi per conto del general contractor CepavDue a seguito dei rilievi acustici effettuati nel 2023 che avrebbero rilevato un superamento dei 40 decibel consentiti dai limiti di legge, per un eccesso di 26.8 – spiegano i cittadini –. Ci viene proposta la firma di un "accordo amichevole" per l’imposizione di una servitù acustica, ma la modalità presenta contorni anomali e sbilanciati, oltre che pressioni e opacità».
A fronte di un indennizzo, che i cittadini sottolineano essere inferiore ai costi che dovrebbero sostenere e alla svalutazione che si avrebbe dei loro immobili, viene chiesto loro di mallevare CepavDue dalla condizione che si configura come fuori legge, e al contempo di effettuare interventi sulle proprie abitazioni: «Dovremmo fare dei fori sulla facciata delle case per impianti di ventilazione forzata e tenere le finestre sigillate giorno e notte. Molte abitazioni sono edifici complessi soggetti a vincoli, sventrare le pareti antiche con i carotaggi significherebbe rischiare sanzioni e abusi edilizi da parte di Soprintendenza o Comune, e causare un danno estetico, strutturale e patrimoniale irreversibile».
Buste verdi
A preoccupare sono anche i contorni delle richieste: «Ci dicono che molti cittadini hanno già firmato per spingere ad accettare. Contestualmente, si rifiuta il rilascio di documentazione tecnica e bozza dell’atto notarile da far visionare ai nostri periti, si ventila poi l’arrivo, in caso di mancato accordo, di "busta verde" con invio unilaterale di un indennizzo fortemente ridotto ma obblighi per noi invariati. Il tutto richiedendo espressamente di non far intervenire legali e di non comunicare via pec».
Cosa dice il Comune
«Ad oggi il Comune non ha ricevuto alcuna comunicazione da parte di CepavDue e la cosa mi disturba molto – recrimina il sindaco di Mazzano Ferdinando Facchin – avuta notizia di quanto sta succedendo abbiamo chiesto al consorzio un incontro in tempi stretti, ma questo è stato rinviato a fine agosto».
«Sono molto arrabbiato che, a fronte di una zonizzazione acustica per cui ci sarebbero problemi, CepavDue non ci abbia contattati e si stia muovendo direttamente con i privati. Un rapporto corretto, dati anche gli accordi in essere stabiliti con la precedente amministrazione e che noi stiamo rispettando, avrebbe dovuto portare a chiamare prima di tutto il sindaco».
«Mi rammarica molto – prosegue il primo cittadino – che l’incontro chiesto per capire sia stato fissato così in avanti. In questo mese che si fa? Voglio vederci chiaro, vorrei vedere i documenti, se c’è un problema di ordine acustico l’Amministrazione va informata».



