Corini: «Puntiamo a vincere con identità ma senza perdere l’umiltà»

Il tecnico dell’Union Brescia durante la prima conferenza della stagione: «Sul mercato posso garantire che chi arriverà avrà entusiasmo e sarà pronto a sposare la causa»
Erica Bariselli

Erica Bariselli

Giornalista

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Corini: "Puntiamo a vincere", ma sull'Union cade la prima tegola

Eugenio Corini è già in forma campionato. Concentrato al punto giusto, focalizzato su una stagione dalle grandi aspettative che tuttavia è iniziata male, con la tegola del ko di Stefano Gori, che rischia anche un paio di mesi di stop. A Piamborno il tecnico di Bagnolo Mella è stato protagonista della prima conferenza stampa della stagione. Ha toccato vari temi battendo il tasto su consapevolezza, umiltà, identità, desiderio di alzare il livello qualitativo e competitivo della rosa. Il prologo è tuttavia un pensiero delicato a colleghi e amici che in questi giorni stanno soffrendo a livello unano: «Condoglianze – esordisce Corini – a Silvio Baldini e Giovanni Francini per la scomparsa delle loro figlie: voglio esprimere la vicinanza mia e del club».

Gli obiettivi della stagione

Poi il focus si sposta sulla costruzione di una stagione a vincere e ricca di sfide: «Avendo posto le basi lo scorso anno, avendo individuato qualcosa in cui riconoscerci, ora l’idea è di migliorarci in tutto. Anche il mercato va e andrà in questa direzione. Siamo consapevoli del fatto che l’obiettivo è chiaro ed è vincere il campionato. A volte giocheremo meglio, a volte meno, l’importante sarà sempre sapere cosa occorre per vincere le partite». Servirà anche un po’ di sfortuna in meno. Il riferimento è all’infortunio patito dal portiere titolare Gori: «Dopo le opportune valutazioni sul recupero faremo tutti i ragionamenti del caso, pensando se sia il caso di tornare sul mercato o meno. Intanto siamo coperti».

Il mercato

Sulle altre operazioni: «Partiamo già da una bella base, la nostra rosa è di valore e contiamo anche su qualche rientro importante sia dagli infortuni che dai prestiti. Poi abbiamo aggiungo Casasola, giocatore importante. Ora lavoriamo su ciò che ho individuato ci può servire a livello di caratteristiche. Dobbiamo anche aumentare la competizione interna: la squadra viene prima di tutto e per tutti ci dovrà essere un grande senso di responsabilità. Se vale la pena di aspettare Rizzo Pinna? Di sicuro chi arriverà sarà sempre gente che abbia entusiasmo di voler vestire questa maglia. Sulle attese – è l’avvertimento per tutti e nessuno – c’è sempre un tempo limite per tutto, ma assicuro che in generale abbiamo la fortuna di avere idee, anche chiare».

L'obiettivo di mercato Andrea Rizzo Pinna - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
L'obiettivo di mercato Andrea Rizzo Pinna - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it

Tra le altre valutazioni da fare: «Intanto dobbiamo essere attenti alla lista degli Under 23 che è limitante. Poi dobbiamo ancora capire bene anche rispetto a certi limiti appunto, dove e come alzare il livello».

La finale playoff

Alle spalle il Brescia si è lasciato la delusione della sconfitta nella finale playoff che però è anche il punto di ripartenza: «Sapevo e sapevamo – dice Corini – che il ko di Ascoli avrebbe fatto tanto male e infatti così è stato. Siamo arrivati a un passo da un grande traguardo e la delusione pure è stata grande. Ho rivisto la partita subito, ho fatto le mie riflessioni su quella gara e sul percorso fatto tra mille peripezie. E facendo queste analisi ho trovato le energie per ripartire con la voglia di consolidare lavoro e rosa. Come ho detto l’anno scorso, la cosa bella è che il pubblico in noi si è riconosciuto e voglio che sia così anche quest’anno. Ancora di più anzi. L’unione dell’ambiente farà la differenza, darà qualcosa in più in termini di aiuto nelle difficoltà».

Il gioco

Idee chiare anche sul profilo tattico: «L’idea è giocare con tre giocatori dalle caratteristiche offensive. Un’attitudine che consente alla squadra di avere caratteristiche in fase di possesso che siano di aggressività e con più soluzioni. Voglio un sistema flessibile che ci porti ad attaccare o difendere in base alle caratteristiche degli avversari, ma che ci porti comunque sempre a esprimerci con qualità».

Il mercato si è mosso anche in ambito dirigenziale con l’innesto di Mauro Pederzoli: «La sua competenza e il suo spessore anche umano ci portano un altro livello ancora: vedo una grande unità di intenti, vedo due direttori che lavorano bene. C’è un allenatore che lavora altrettanto bene con loro e c’è un presidente sempre informato».

Il direttore dell'area tecnica dell'Union Mauro Pederzoli - Foto New Reporter Papetti © www.giornaledibrescia.it
Il direttore dell'area tecnica dell'Union Mauro Pederzoli - Foto New Reporter Papetti © www.giornaledibrescia.it

Corini informa poi tutti sui pericoli di considerare che il campionato sarà una strada spianata: «Il concetto dell’identità si sviluppa con umiltà. Non facciamo l’errore di ripensare al Vicenza lo scorso anno credendo che sarà tutto facile. Daremo noi a determinare il nostro lavoro nel rispetto dell’avversario. Se avremo umiltà e identità abbiamo poi la qualità di vincere tante partite».

I simboli

La chiosa è sulla vicenda del marchio e della «V», una situazione che vede ancora qualcuno non disposto a riconoscersi nell’Union Brescia: «Io vorrei che tutti fossimo in un’unica direzione, ma ognuno è libero di pensarla come crede. Però credo che già l’anno scorso la gente abbia dato delle risposte in termini di presenza e vicinanza. Lo sforzo di recuperare simboli fondamentali poi è stato veramente importante e decisivo».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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