La valigia sul letto non è quella di un lungo viaggio, ma per alcuni è meglio riempirla anche con qualche effetto personale in più. Perché in tempi di mercato non si sa mai. E perché per qualcuno il futuro non è così certo che sarà ancora in biancazzurro.
Intanto, nel dubbio, la valigia sul letto è quella che per tutti, a prescindere, è fatta per partire alla volta di Piamborno. Ritiro a km quasi zero dove l’Union Brescia resterà da questa domenica (a partire dall’ora di pranzo) fino alla mattinata dell’1 agosto. Stesso posto (dell’anno scorso), nuova suonata: perché quest’anno a Piamborno si sale già con l’idea fissa di una stagione a vincere. E si parte riannodando il filo con il finale della scorsa stagione: Ascoli come capolinea, ma anche come stazione di (ri)partenza.
Stesso posto e stesso allenatore, ma per Eugenio Corini stavolta si tratta anche di impostare il lavoro atletico, aspetto particolarmente delicato visto quanto accadde la passata stagione. Al di là di quanto venne messo in conto ad Aimo Diana e al suo staff in tema di infortuni, altre responsabilità sono state individuate se è vero come è vero che è stata in qualche modo rifondata anche l’area sanitaria.
La ripartenza
Corini può partire dalle fondamenta dell’annata, anche se per la verità si trova già a un piano ammezzato. Appunto perché le buone performances della squadra in coda alla passata stagione sono state considerate patrimonio da non disperdere insieme a un gruppo che nelle difficoltà prima e nell’entusiasmo del finale poi si è cementato. E ha fatto emergere valori sia tecnici che morali. Ora bisogna consolidare, ma anche aggiungere seguendo una traccia tattica già molto ben delineata e che andrà ancor più calcata.
Corini riparte da uno zoccolo duro già di altissimo profilo, anche in rapporto a quello che - con tutto il rispetto per chicchessia (ormai in materia di trappoloni disseminati in serie C qualcosa sappiamo) - sarà il livello medio del girone A.

Lo zoccolo duro. C’è Gori, ci sono Mercati, Mallamo e Lamesta, c’è Crespi. Ci sono Rizzo, Silvestri, Balestrero e De Maria. E c’è già la new entry Casasola: una chicca per la categoria. Presto, prestissimo, potrebbe esserci anche Andrea Rizzo Pinna: parti al lavoro per risolvere le schermaglie, anche dialettiche, tra l’Union e l’entourage del giocatore. Tutto è ben instradato e permane una certa fiducia. Poi, un occhio a chi è già in rosa, non mancano gli elementi per terminare un ipotetico undici di partenza che andrà rifinendosi attraverso le partenze che in maniera compiuta andranno definendosi strada facendo. Intanto, ieri il rientrante Claudio Santini ha raggiunto De Francesco al Desenzano.
Le valutazioni
Mentre Corini valuterà Spagnoli sul quale in attacco c’è l’idea di puntare e mentre sulla destra Guglielmotti potrà essere considerato un nuovo acquisto, è certamente in uscita Andrea Cisco, chiuso dall’arrivo di Casasola. «Balla» Di Molfetta, che ha ancora un anno di contratto, ma che si è disposti a lasciar partire: il Brescia non lo rinnoverà, pertanto se per lui dovesse arrivare una proposta migliorativa, sarà libero.
Un discorso che per la verità vale un po’ per tutti coloro che sono nella sua stessa condizione contrattuale (come Pasini, Pilati oppure Sorensen, ma anche lo stesso Silvestri). C’è poi Vido per il quale siamo alle solite: se sta bene, tecnicamente non ce n’è per nessuno. Ma c’è quel «se»...Va detto che a quest’avvio la punta si è presentata molto bene. Nel complesso, fermo restando che il mercato chiuderà l’1 settembre e che dietro l’angolo ci sono i pericoli di chi potrebbe tentare a esempio Crespi e Mercati, il quadro è chiaro. Intanto, la valigia è sul letto.




