Il Brescia resta in serie C: 3-0 Ascoli, finale a senso unico

Union travolta al Del Duca: rimpianti per un’occasione divorata da Mallamo sull’1-0, ma la squadra di Tomei ha ampiamente meritato la vittoria
Erica Bariselli

Erica Bariselli

Giornalista

Ascoli-Brescia, gli scatti della finale
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Ascoli-Brescia, gli scatti della finale

I sogni si infrangono al 90’. In serie B ci va l’Ascoli, mentre il Brescia crolla sul più bello e si lecca le ferite di un epilogo particolarmente amaro e frutto di una vittoria 3-0 dei marchigiani. I bianconeri si sono presentati all’appuntamento con la finale di ritorno semplicemente più pronti in tutto, e a fuoco di un Brescia che ha fatto ben poco per pensare di sbancare e rovesciare un pronostico che dopo l’1-1 del Rigamonti vedeva Balestrero e soci con i vestiti degli sfavoriti.

Restano i rimpianti: in particolare per una maxi occasione capitata a Mallamo in coda a un primo tempo nel quale la squadra di Tomei aveva già indirizzato l’esito sul quale poi ha messo il punto esclamativo a inizio ripresa per mettere la ciliegina nel finale. Fosse arrivato l’1-1 forse… Ma la verità è che i biancazzurri sono arrivati «corti» all’appuntamento finale.

Vantaggio immediato

L’uomo della serie con i biancazzurri per l’Ascoli è Rizzo Pinna che, già in gol all’andata, si ripete all’11’ vincendo un duello sulla trequarti con Silvestri per accentrarsi e punire Gori – poco prima pronto su punizione dal limite di Silipo – infilandolo nell’angolino.

Dentro un Del Duca esplosivo, con la miccia innescata dall’approccio a mille dei bianconeri, il Brescia lotta con la frenesia oltre che con la travolgente fisicità dei dirimpettai che una volta sbloccata la gara si mettono in modalità controllo serrando per bene i ranghi contro i biancazzurri a testa bassa, ma preda di momenti di confusione misto leggerezza.

Occasione divorata

Poi, al 44’ e all’improvviso, il lampo di Lamesta che pesca, solitario al centro dell’area, Mallamo: il centrocampista si divora il pareggio sbagliando quello che è un rigore in movimento. E il tema è un po’ questo: quello dei tanti, troppi errori gratuiti di un Brescia che c’è nell’atteggiamento e nell’interpretazione, ma non nei dettagli. E dall’altra parte l’intenso Ascoli ha gioco facile nel provare ad approfittarne senza metterci nulla di particolare del suo.

L’Ascoli dilaga

Nella ripresa, nonostante la sensazione sia che ci sia bisogno di rischiare qualcosa in più, Corini sceglie di dare continuità alle scelte iniziali: nonostante la pesantissima assenza di Mercati la linea è stata quella di riproporre il consueto spartito tattico: solo con Zennaro a far coppia in mediana con Mallamo e Marras – particolarmente spento – rilanciato dal 1’ con Lamesta alle spalle di Crespi.

È ancora un avvio bruciante dei padroni di casa a disorientare il Brescia, in particolare De Maria che al 7’ – forse anche condizionato dal giallo preso nel primo tempo – si fa incartare da Silipo che stravince il duello prima di punire Gori con una cannonata da posizione piuttosto defilata. Il doppio svantaggio porta Corini a mischiare le carte levando proprio De Maria, non in giornata, e inserendo Boci. Poi fuori anche Zennaro e dentro Cazzadori.

Cambi che sortiscono troppo poco ed è comunque già troppo tardi (anche per gli ingressi di Cisco e Vido) per tutto tranne che il tris ascolano con Milanese su respinta del palo colpito da Silipo. Solo i rimpianti sono puntuali: la serie B dovrà attendere.

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