Salute e benessere

Farmaci, cambiano gli acquisti: giù l’omeopatia, su gli equivalenti

Cresce la fiducia dei bresciani verso i medicinali generici: contengono lo stesso principio attivo del farmaco di riferimento, ma hanno un prezzo inferiore. E aumenta anche la spesa per la salute degli animali
I farmaci equivalenti possono essere commercializzati quando scade il brevetto di quelli originali
I farmaci equivalenti possono essere commercializzati quando scade il brevetto di quelli originali

Meno omeopatia, più farmaci equivalenti e una spesa farmaceutica crescente per la salute degli animali. Nel Bresciano cambiano le abitudini che passano dal bancone della farmacia. A raccontarlo sono i dati 2020-2025 di Cef, poi diventata Q Farma, uno dei principali operatori della distribuzione farmaceutica in Italia. Rapportati alla quota di mercato della società, restituiscono una fotografia significativa degli acquisti delle farmacie bresciane e mettono in luce tendenze ormai ben definite. Ne abbiamo parlato con Francesco Rastrelli, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Brescia e consigliere di Q Farma.

Il caso dell’omeopatia

Il primo dato riguarda l’omeopatia, in netto calo. Considerando soltanto gli acquisti effettuati attraverso Q Farma, e prima Cef, quindi escludendo quelli da altri grossisti o direttamente dai produttori, nel 2025 le farmacie bresciane hanno comprato meno di 114mila confezioni, contro le oltre 185mila del 2020. Una flessione che non sorprende Rastrelli: «Il boom dell’omeopatia risale agli anni Novanta e primo decennio del 2000 – spiega –. Nel tempo sono diminuiti i medici prescrittori e sono cambiate le abitudini delle famiglie. Al contrario, è cresciuto notevolmente il settore degli integratori e dei prodotti fitoterapici».

Quando scade il brevetto

Segno opposto per i medicinali equivalenti. Tra il 2020 e il 2025 le confezioni acquistate dalle farmacie attraverso il grossista sono passate da oltre 7,4 milioni a quasi 7,7 milioni. Integrando questi numeri con gli acquisti effettuati attraverso altri grossisti, e dalle aziende produttrici, si può stimare che nel Bresciano vengano acquistate ogni anno oltre 10,5 milioni di confezioni. Si tratta dei cosiddetti farmaci generici, che contengono lo stesso principio attivo e nella stessa quantità del medicinale di riferimento, ma vengono commercializzati dopo la scadenza del brevetto e hanno in genere un prezzo inferiore.

Rastrelli considera il dato un segnale positivo, raggiunto anche grazie all’importante apporto professionale e all’attività di informazione dei farmacisti: «L’aumento della fiducia nei medicinali equivalenti va nella direzione di una maggiore sostenibilità della spesa farmaceutica per le famiglie. A parità di principio attivo e forma farmaceutica, chi sceglie il farmaco originale paga infatti, oltre al ticket di 2 euro, spesso anche il differenziale di prezzo».

Rimborsabili sì o no

La stessa tendenza emerge guardando ai farmaci originali. Escludendo il capitolo della Dpc cioè la Dispensazione di farmaci per conto di Ats , le confezioni acquistate attraverso Cef nel 2020 e Q Farma nel 2025 sono in crescita, grazie anche all’aumento dei farmaci un po’ più innovativi, che vengono dispensati dalle farmacie.

Nel 2025, tra i farmaci originali, più di 10 milioni di confezioni appartengono alla categoria etici di classe A, quella dei medicinali rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale, mentre quasi 3 milioni rientrano nella categoria C, cioè farmaci prescritti dal medico, ma a carico del cittadino.

Farmaci veterinari in crescita

Chiude il quadro il settore veterinario, dove si fa largo una dinamica diversa: le confezioni acquistate sono rimaste sostanzialmente stabili, attorno alle 188mila unità, mentre il loro valore economico è aumentato sensibilmente, passando dai 3,2 milioni di euro del 2020 a oltre 4 milioni nel 2025.

«Sono aumentati i prezzi ed è cambiato il mix dei prodotti prescritti – osserva il presidente Rastrelli –. Ma è diverso anche l’atteggiamento delle persone. Quando si tratta della salute del proprio animale domestico, la spesa viene vissuta sempre più come necessaria e difficilmente rinviabile. Il benessere dell’animale è considerato una priorità».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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