Dossier dei farmaci e ricette valide un anno: svolta per i malati cronici
Addio alla corsa continua dal medico di famiglia per farsi rinnovare la ricetta. E addio anche ai fogli fai da te con l’elenco delle pastiglie da assumere. Per i pazienti cronici sta per aprirsi una nuova stagione: ricette valide fino a 12 mesi e un Fascicolo sanitario elettronico che, con l’introduzione del Dossier farmaceutico, consentirà al farmacista di registrare ogni terapia.
La rivoluzione - resa possibile dal Decreto Semplificazioni e dalla legge di Bilancio 2026 - passa dal digitale per facilitare la cura. Il presidente dell’Ordine dei farmacisti di Brescia Francesco Rastrelli parla di «un cambiamento epocale», convinto che l’innovazione e le sinergie possano migliorare la vita dei pazienti e il lavoro dei professionisti.
Il Decreto Semplificazioni, che ha ottenuto il via libera di Montecitorio, prevede all’articolo 62 che per le patologie croniche (ipertensione, diabete, disturbi tiroidei, cardiopatie, Bpco e asma cronica...) il medico di famiglia, dopo aver stilato il piano terapeutico annuale, indichi nella ricetta dematerializzata la posologia e il numero di confezioni necessarie fino a un massimo di 12 mesi. Questo significa che, una volta ricevuta la ricetta, «il farmacista prenderà in carico la terapia farmaceutica erogando, al paziente, il suo fabbisogno mensile». Quando, definite le linee guida tecniche, la novità verrà applicata, «i vantaggi - sottolinea Rastrelli - saranno molti: riduzione degli accessi agli ambulatori dei medici di medicina generale per il rinnovo delle prescrizioni; maggiore aderenza terapeutica e continuità delle cure; semplificazione della gestione delle terapie per anziani, fragili e caregiver; maggiore integrazione tra medico, farmacia e sistema di presa in carico territoriale».
La Federazione dei medici di famiglia (Fimmg) ha accolto positivamente il cambiamento: «La possibilità di prescrivere i farmaci per patologie croniche fino a dodici mesi, riducendo la necessità di ripetere continuamente le ricette, non è solo una semplificazione burocratica: è una scelta di cura, perché - osserva il segretario generale Silvestro Scotti - significa liberare tempo clinico per il medico di famiglia, ridurre disagi per il cittadino e costruire, insieme alle farmacie, un presidio territoriale realmente vicino alle persone adattando l’atto prescrittivo alle caratteristiche della singola persona valutata per aderenza e compliance».
Seconda novità
La seconda novità - inserita nella Legge di Bilancio che, conclusa la sperimentazione, rende la farmacia dei servizi «parte integrante e finanziata del Ssn» - riguarda il Fascicolo sanitario elettronico 2.0: «Per ogni paziente sarà disponibile un Dossier farmaceutico compilato e aggiornato dal farmacista - spiega Rastrelli, che ha lavorato al tavolo tecnico istituito sul tema presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri -: un elenco delle terapie ricevute e da assumere visibile anche dal medico di famiglia, dallo specialista e in caso di accesso in pronto soccorso».
Nel Fascicolo sanitario elettronico 2.0 ci sarà, inoltre, l’Ecosistema dei dati sanitari, ossia una sintesi della storia clinica del paziente aggiornata da medico di base e specialisti. Un’altra novità - prevista dal Decreto Semplificazioni - riguarda le dimissioni dal pronto soccorso: «In futuro il verbale di dimissioni verrà implementato affinché possa consentire la dispensazione della terapia – spiega Rastrelli –. Per i farmaci prescritti il paziente non dovrà, quindi, passare dal medico di base o dall’ex guardia medica, ma potrà recarsi in farmacia. Un’altra semplificazione che rafforza il nostro ruolo nel sistema».
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