Salute e benessere

Dalla Dengue al West Nile, cosa c’è da sapere per un’estate sicura

Gli esperti di Ats Brescia spiegano le misure di prevenzione, quando scattano le disinfestazioni e come funziona il sistema di sorveglianza. Ecco i casi registrati negli ultimi anni
Le zanzare sono il vettore di malattie infettive come le Arbovirosi
Le zanzare sono il vettore di malattie infettive come le Arbovirosi

Un sottovaso pieno d’acqua, una grondaia ostruita o un secchio lasciato all’aperto possono diventare l’ambiente ideale per la proliferazione delle zanzare.

Da qui l’invito di Ats Brescia e Comuni a prestare attenzione ai ristagni d’acqua, primo passo per contenere il rischio di arbovirosi, malattie come Dengue, Chikungunya, Zika e virus West Nile, trasmesse all’uomo attraverso la puntura di esemplari infetti.

Misure di prevenzione

Tra le principali misure di prevenzione figurano l’eliminazione dell’acqua da sottovasi, annaffiatoi e contenitori, la copertura delle cisterne, la pulizia periodica di grondaie, tombini e sistemi di scolo.

Fondamentale anche la protezione individuale: può rivelarsi utile, ad esempio, indossare abiti di colore chiaro, utilizzare repellenti cutanei, installare zanzariere alle finestre e ricorrere, se necessario, a insetticidi per uso domestico.

Quanti casi confermati

Nel territorio di Ats Brescia, che comprende l’intera provincia a eccezione della Valcamonica, nel 2025 sono stati confermati 16 casi di virus West Nile, sette di Dengue e quattro di Chikungunya.

Dall’inizio del 2026, invece, sono stati segnalati cinque casi di Dengue e uno di Chikungunya, riferito però a un’infezione i cui sintomi si erano manifestati nel novembre 2025. Resta vivo il ricordo del focolaio autoctono di Dengue che nell’estate 2024 aveva interessato la frazione Bornato di Cazzago San Martino, coinvolgendo 15 persone, una delle quali residente a Ospitaletto. Complessivamente, nello stesso anno, i casi registrati erano stati 26, con otto ricoveri ospedalieri.

Per quanto riguarda il virus West Nile, negli ultimi anni si sono registrati tre decessi: due nel 2022 e uno nel 2023. In tutti i casi si trattava di persone anziane affette da patologie pregresse.

Quando scatta la disinfestazione

La sorveglianza è affidata al sistema regionale Smi (Sorveglianza delle malattie infettive), nel quale medici di medicina generale e strutture ospedaliere segnalano i casi sospetti o confermati, consentendo il monitoraggio costante della situazione epidemiologica sul territorio. Ats Brescia si attiva ad ogni segnalazione.

Ne abbiamo parlato con Roberta Ferranti, direttore del Servizio Igiene, Sanità pubblica, Salute-Ambiente, Anna Caruana, responsabile della Struttura Malattie Infettive e Claudia Nassuato, direttore del Servizio sanità animale.

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West Nile, prevenzione e sorveglianza

Nel dettaglio, la Struttura di Malattie infettive conduce l’inchiesta epidemiologica, mentre il Servizio Igiene attiva gli interventi di sanità pubblica coinvolgendo il Servizio veterinario e il Comune interessato.

C’è però una differenza sostanziale tra le diverse arbovirosi. In caso di sospetto Dengue, Zika o Chikungunya, infatti, le misure di prevenzione scattano immediatamente, senza attendere la conferma diagnostica. Per il virus West Nile, invece, è necessario riscontrare due casi neuroinvasivi confermati, correlati tra loro nel tempo e n

ello spazio. La ragione è legata alle caratteristiche epidemiologiche delle infezioni: a differenza di Dengue, Zika e Chikungunya, il virus West Nile è ormai considerato endemico e circola stabilmente sul territorio nazionale.

La disinfestazione è a cura del Comune e deve essere comunicata preventivamente alla popolazione. Come spiega la dottoressa Ferranti, l’intervento interessa un raggio di 200 metri dall’abitazione della persona coinvolta e prevede un trattamento adulticida da effettuare per tre giorni consecutivi, dal tramonto all’alba, seguito da uno larvicida.
L’inchiesta epidemiologica condotta dalla Struttura Malattie infettive viene effettuata prima delle disinfestazioni: mira a individuare le aree da sottoporre a disinfestazione ricostruendo gli spostamenti della persona contagiata, individuando i luoghi frequentati nel periodo a rischio e verificando eventuali collegamenti con altri casi.

Sintomi e contagio

Come spiega la dottoressa Caruana, i sintomi delle principali arbovirosi sono spesso simili e possono comprendere febbre persistente, dolori muscolari, rash cutaneo e cefalea. A orientare il sospetto diagnostico è soprattutto il Paese visitato nelle settimane precedenti, mentre la conferma arriva dagli esami di laboratorio.

Diverso è il meccanismo di trasmissione dei vari virus. Il West Nile è veicolato dalla zanzara comune, attiva soprattutto al crepuscolo e nelle ore notturne, e trova il suo serbatoio naturale negli uccelli selvatici. Dengue, Zika e Chikungunya sono invece trasmesse dalla zanzara tigre. In questi casi l’uomo rappresenta il principale ospite del virus: l’infezione si diffonde quando una zanzara punge una persona infetta e successivamente un’altra persona. Non è previsto il contagio diretto da individuo a individuo.

Per chi viaggia

Contro la Dengue è disponibile un vaccino somministrabile a partire dai 4 anni di età. Il ciclo prevede due dosi a tre mesi di distanza l’una dall’altra. In caso di viaggi in Paesi dove la malattia è diffusa, la prevenzione si basa su tre semplici regole.

Come spiega la dottoressa Caruana, prima della partenza è importante informarsi sui rischi sanitari della destinazione e valutare l’opportunità della vaccinazione; durante il soggiorno è fondamentale proteggersi dalle punture di zanzara; al rientro, in presenza di sintomi sospetti, è bene contattare tempestivamente il proprio medico.

Per ricevere informazioni e consulenze specialistiche è possibile rivolgersi agli Ambulatori del viaggiatore delle Asst territorialmente competenti, che offrono indicazioni sulle vaccinazioni e sulle misure di prevenzione da adottare prima della partenza (prenotazioni su Prenota Salute).

Trappole per zanzare 

Un approfondimento a parte merita il virus West Nile, per il quale è attivo un articolato sistema di sorveglianza che coinvolge il Servizio Sanità animale di Ats e l’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna.
La dottoressa Nassuato riferisce che in Lombardia sono attive 44 trappole per zanzare, sette delle quali nel territorio di Ats Brescia. I punti di monitoraggio si trovano a Chiari, Flero, Nuvolento, Villachiara, Leno, Remedello e Corte Franca.

La sorveglianza si svolge da giugno a ottobre. Ogni 15 giorni le zanzare catturate vengono raccolte e analizzate per identificare le specie presenti e verificare l’eventuale circolazione del virus. In caso di positività, il monitoraggio ordinario viene sospeso e si attivano le procedure previste dal piano di contenimento.

L’obiettivo è individuare precocemente la presenza del West Nile sul territorio e monitorarne la diffusione, così da consentire alle autorità sanitarie di intervenire tempestivamente e ridurre il rischio per la popolazione. Prima e dopo gli interventi di disinfestazione vengono inoltre effettuati trappolaggi mirati per valutarne l’efficacia. Questo intervento riguarda anche i casi o i sospetti di Dengue, Chikungunya e Zika.

Esami su avifauna ed equidi

La sorveglianza, per West Nile, non riguarda soltanto le zanzare, ma anche l’avifauna selvatica e, in presenza di sintomi sospetti, gli equidi. Ogni anno, nell’ambito dei piani di monitoraggio e contenimento, in collaborazione con la Polizia provinciale vengono prelevati e analizzati 160 campioni di uccelli nell’intera provincia di Brescia. A questi esami si aggiungono quelli effettuati sugli esemplari rinvenuti morti sul territorio. Le analisi sono affidate all’Istituto zooprofilattico.
Nel 2025 sono state effettuate 34 catture mediante le trappole installate sul territorio. Le analisi di laboratorio hanno interessato 319 volatili, con 14 positività al virus West Nile. Tutti negativi, invece, gli accertamenti eseguiti su tre cavalli.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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