La West Nile in Lombardia non è certo una novità: è monitorata da undici anni. È dal 2014 che l’Istituto Zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna – che ha sede a Brescia – sorveglia il virus tornato prepotentemente a far parlare di sé anche perché da inizio 2025, tra Piemonte, Lazio e Campania, ha provocato la morte di otto persone.
L’Izsler è attore del piano regionale di monitoraggio ed è coinvolto su due fronti. Controlla i vettori, ovvero le zanzare, che sono quelle «semplici» e non le «tigre», ma anche gli uccelli selvatici e i cavalli in particolare. Se i primi sono gli organismi dai quali la zanzara culex preleva il virus che poi trasmette, i secondi sono considerati «ospiti ciechi»: la West Nile dal loro corpo non può uscire; la sua presenza è comunque indicativa della circolazione virale.



