Zanzare, l’esperto Gabrieli: «Il pericolo sono le malattie infettive»

C’è un periodo dell’anno in cui il problema si ripresenta puntuale come un orologio svizzero: le zanzare d’estate. Con loro arrivano una serie di domande, dubbi e paure sulle malattie infettive. In occasione della giornata mondiale della zanzara, il bresciano Paolo Gabrieli, docente di zoologia all’Università degli Studi di Milano, nel dipartimento di bioscienze, ci dà un quadro attuale di quelle che sono le specie di zanzare attuali, i rischi per la salute umana e i consigli per evitare le punture.
Professore, perché ha senso celebrare questo giorno?
«È importante sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza della lotta alle malattie trasmesse dai vettori. Le zanzare di per sè non rappresentano un rischio, lo sono invece le malattie che possono trasmettere. Nelle aree più povere del mondo milioni di persone perdono la vita ogni anno a causa di queste infezioni. Le stime indicano che nei prossimi anni una percentuale sempre più grande della popolazione mondiale sarà colpita da malattie infettive».
Quante specie di zanzare esistono? Sono tutte in grado di trasmettere malattie infettive?
«Attualmente conosciamo circa 3.500 specie in tutto il mondo. Di queste, quelle capaci di trasmettere le malattie sono meno di un centinaio. Inoltre va ricordato che non tutte pungono: lo fanno solo le femmine perché hanno bisogno del sangue per le loro uova, mentre i maschi si nutrono di nettare e zuccheri».

Una domanda che forse sorge più delle altre: qual è la specie di zanzara più pericolosa?
«Anche qui il discorso è lo stesso di prima: non ci sono specie pericolose, ma malattie pericolose. Tra queste sicuramente la malaria che può essere mortale. La Dengue può esserlo quando causa febbre emorragica. Mentre altre, come la Chikungunya o la West Nile, sono mortali se associate a patologie preesistenti del soggetto punto».
Ci spiega in che modo una zanzara può trasmettere una malattia?
«In realtà le zanzare nascono sane, incapaci di trasmettere virus. Per diventare infette devono prima pungere un ospite malato. Quando pungono, infatti, aspirano sangue ma al tempo stesso iniettano saliva: se il soggetto è infetto, la zanzara ingerisce anche il virus. Questo si diffonde nell’organismo dell’insetto fino a raggiungere le ghiandole salivari. A quel punto, quando la zanzara pungerà un soggetto sano, il virus passerà attraverso la saliva al nuovo ospite».
E sulla West Nile? C’è troppo allarmismo?
«Per chi studia queste malattie non si tratta di novità. La West Nile è diventata una malattia endemica, vale a dire che è ormai parte del territorio. Dobbiamo quindi abituarci alla sua presenza».
Se parliamo, invece, di animali? Quali sono i rischi?
«Purtroppo gli animali sono esposti al rischio tanto quanto gli esseri umani. In particolare i cani possono contrarre la filaria, una malattia parassitaria che può risultare in alcuni casi mortale. Per questo è bene applicare periodicamente gli antiparassitari sui propri animali domestici».
Quali sono le strategie per evitare le punture? I repellenti funzionano davvero?
«Io consiglio sempre di installare le zanzariere in casa e utilizzare i repellenti. E sì, questi ultimi funzionano, ma devono essere utilizzati in modo adeguato: vale a dire tanto e ogni ora».
Professore, un’ultima domanda: il quadro Bresciano, invece, com’è? Ci sono zone più esposte alla presenza di zanzare?
«Sì, naturalmente. Le zone in cui le zanzare vivono maggiormente sono quelle con un alto tasso di umidità, come la Pianura Padana e le aree intorno ai laghi. Tuttavia negli ultimi cinque anni abbiamo notato un aumento della zanzara coreana nelle zone della Valtrompia: segno evidente che il quadro sta cambiando e che alcune specie si stanno adattando anche ad ambienti più freddi».
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