Consiglio comunale, in Loggia in corso il duello di metà mandato

La sindaca Laura Castelletti ha già presentato la sua relazione alle forze politiche durante la seduta del 30 gennaio, seguita dall’illustrazione più dettagliata rivolta alla città e organizzata al teatro Borsoni di via Milano. Ma l’appuntamento politico più atteso è quello di oggi, quando ad aprirsi – insieme al dibattito – saranno i microfoni di tutti i consiglieri comunali e il confronto tornerà incardinato nel suo schema classico: maggioranza verso opposizione e viceversa.
Alle 8.45, a suonare la campanella del via della seduta del Consiglio comunale di questa mattina è il presidente dell’Aula Roberto Rossini: sarà, come sempre, lui l’arbitro di uno dei duelli storicamente più ruspanti delle legislature. Un confronto che si può seguire in diretta streaming qui:
La surroga di Iyas Ashkar
Il primo atto di questa mattina sarà la surrogazione ufficiale di Iyas Ashkar. L’ex consigliere comunale aveva rassegnato le sue dimissioni scritte poco prima dell’inizio del Consiglio comunale del 30 gennaio per «motivi personali»: ad annunciarle era stata la segretaria comunale Carmelina Barilla durante l’appello che fa da prologo al via della seduta. Un paio di giorni più tardi, nell’ambito di un’inchiesta per pedopornografia partita dall’unità investigativa dell’Ice, è emerso il suo nome tra quelli degli indagati dalla Procura di Milano.
Ashkar – che ha preso le distanze dalle accuse – in Loggia era presidente della Commissione commercio. Tanto in Aula quanto all'interno degli organismi consiliari, a prendere il suo scranno è Giovanni Pasini, consigliere nella Fondazione Casa di Dio onlus e – guardando al conto delle preferenze – primo dei non eletti della lista in corsa nel 2023.

Così come la comunicazione sulle dimissioni dell’ex consigliere comunale Ashkar, anche quella per accogliere Pasini (primo dei non eletti della lista civica della sindaca Laura Castelletti) è stata fulminea. «Abbiamo condiviso con gli altri capigruppo per la votazione in screening» annuncia il presidente Rossini. E così è: applausi, postazione in Aula raggiunta e via: spazio alle interrogazioni.
La Brescia-Iseo-Edolo
La maggioranza chiede alla maggioranza delle spiegazioni sul progetto della linea ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo. La voce del frontman è quella di Mirco Biasutti, che sottolinea: «Si è appreso del ritiro da parte del governo francese della linea di finanziamento pubblico ad Alstom, primaria azienda internazionale nella produzione di materiale rotabile, e che tale scelta condurrà alla cessazione da parte di Alstom della produzione di treni ad idrogeno. Per il servizio sulla linea ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo, la società FerrovieNord ha acquistato da Alstom 14 treni a idrogeno». Ecco le domande: quali ripercussioni si ipotizza possano derivare sul servizio? E quali azioni si stanno intraprendendo?
A chiarire è il vicesindaco Federico Manzoni: «Su questa vicenda né Regione Lombardia né FerrovieNord ci hanno mai aggiornato sugli sviluppi: abbiamo appreso anche noi le informazioni dalla stampa. Dall’interlocuzione urbanistica laterale siamo riusciti ad avere alcune informazioni. Il quadro emerso era cosparso di informazioni imbarazzanti». Manzoni mette sul tavolo un esempio emblematico: «Erano pensati treni di ben 96 metri e non avevano pensato che pressoché nessuna banchina era attrezzata ad accoglierli».

Quindi, la cronistoria – ormai nota –: Alstom non produrrà più quei treni, pur rispettando la commessa, ma – rimarca il vicesindaco – «il vero problema è chi, in futuro, potrà mettere mano su quei convogli, anche per la manutenzione». La chiusura del capogruppo dem Roberto Omodei è una sentenza di bocciatura intestata a Regione Lombardia: «Siamo di fronte a oltre 400 milioni di investimento che non ha alcun beneficio. Un grandissimo pasticcio in cui a perdere è un trasporto pubblico da e per la città. Nel frattempo però la Provincia immagina futuristiche previsioni di prolungamenti: non si riesce a far funzionare un servizio che ha già binari su cui correre, immagino il resto».
Sicurezza
A introdurre il tema della sicurezza è ancora Carlo Andreoli (FdI): «Chi ha la delega alla sicurezza da tempo dimentica non solo via Porcellaga ma anche via Malvezzi, dove i cittadini non possono vivere in sicurezza e liberamente spazi pubblici e privati. È evidente che non sono stasse messe in campo misure sufficienti né efficaci: i residenti sono in forte situazione di disagio».
L’assessore alla regia della partita, Valter Muchetti, ribatte subito chiarendo che l’ordine pubblico dipende dalla Questura. E aggiunge quanto messo in campo: «La Polizia locale è costantemente intervenuta su bivacco, consumo di bevande alcoliche e di stupefacenti. Sono stati predisposti passaggi e sopralluoghi quotidiani diurni e serali. Interventi, questi – assicura l’assessore – che proseguiranno in modo continuativo. Ho incontrato anche il direttore del supermercato: ci sono delle criticità che però affronta insieme alle forze dell’ordine e lamentava anzi che la sovraesposizione mediatica danneggia l’attività».
Una replica che non piace ad Andreoli: «Vedo che l’assessore non abbandona la consuetudine di lavarsene le mani e di dare colpa agli altri. Capisco la difficoltà nel trovare le risposte – incalza il consigliere – ma negare lo spaccio costante che è sotto gli occhi di tutti ogni giorno è persino troppo». Lo dice mostrando le fotografie della zona in Aula e aggiunge: «Magari riprendiamo a convocare la Commissione sicurezza, perché ultimamente si stanno diradando parecchio».
Zone 30

È il capogruppo di Forza Italia Paolo Fontana a portare all’attenzione la sentenza del Tar dell’Emilia Romagna, che ha accolto il ricorso di due tassisti contro il provvedimento (scattato tramite un’ordinanza) delle zone a 30 km orari, ritenuto illegittimo in assenza di «una puntuale e dettagliata individuazione delle strade interessate, via per via». Il Tar – ricorda Fontana – «ha richiamato le Amministrazioni alla necessità di adottare misure motivate, proporzionate e coerenti con le caratteristiche specifiche del territorio».
A chiarire il quadro è il vicesindaco Federico Manzoni: «Tutte le zone 30 realizzate nella nostra città negli anni non derivano da ordinanze, bensì da progetti con analisi del traffico e previsioni di interventi fisici e tutte sono inserite nel Piano urbano della mobilità sostenibile, che prevede anche le isole ambientali in cui sviluppare politiche di protezione di ciclisti e pedoni, tra le quali appunto le zone 30».
Momento clou
Il momento clou dell’ordine del giorno, come si diceva all’inizio, è però il duello sui risultati ottenuti da sindaca e assessori al giro di boa di metà mandato. Un momento vivace: non solo perché i due anni e mezzo politici che ci lasciamo alle spalle sono stati costellati di scontri e di dialoghi impossibili, ma anche perché sul tavolo ci sono partite tutt’altro che irrilevanti per entrambi gli schieramenti.
Tra i banchi della maggioranza aleggia l’agitazione legata alle nomine nei Consigli di amministrazione delle società partecipate, in scadenza ad aprile, ma nel paniere c’è anche lo sguardo sul futuro della coalizione o ancora, per restare sui temi amministrativi, la gestione dei cantieri e del cronoprogramma legati al futuro tram e il tema della holding di Palazzo Loggia. Per l’opposizione è il momento di sfoderare non solo la carta della bocciatura ma anche quella della proposta. Anche per il centrodestra, infatti, l’orologio elettorale scorre e una strategia dovrà iniziare a svelarsi alla città.
Il dibattito

Il dibattito sulle linee di mandato scocca alle 10.10. A sorpresa non è la sindaca ad avviarlo, ma il suo vice Federico Manzoni: un gesto in realtà in linea con lo stile Castelletti, che ha sempre voluto puntare su un metodo plurale di gestione del mandato. Ma ci sono anche altre due ragioni. La prima: la sindaca, da solista, ha già parlato per due volte, nel Consiglio del 30 gennaio e al teatro Borsoni, quindi stavolta si riserverà lo spazio della replica. La seconda: vuole (anche) un’assunzione di responsabilità da parte della maggioranza che l’ha sostenuta nel 2023, Pd in primis.
Manzoni, non a caso, parte dai rapporti esterni e dice: «Chiaro è che questo mandato è stato fortemente influenzato dal quadro nazionale. Sul carcere il Governo non ha mai risposto alla sindaca, che aveva chiesto l’istituzione di un commissario per la gestione della realizzazione del nuovo istituto penitenziario. Non parliamo poi del pasticcio legato alla Corda Molle, dei fondi per il trasporto pubblico e, più in generale, per la finanza pubblica: il Pnrr ora è finito e dal Governo sono arrivati solo tagli».
Infine, il messaggio politico: «Nonostante tutto questo, il nostro bilancio è in ordine e il Comune sta continuando a investire in tantissimi ambiti, questo anche grazie al lavoro delle nostre società partecipate. Il programma prosegue, come pure la crescita della nostra città, a partire dal numero di residenti: nel 2025 è stato recuperato il dato demografico del 1985». Il confronto inizia cauto, nel mezzo della mattinata. Tutti sanno che il faccia a faccia politico scivolerà ben dopo la pausa pranzo, nel pomeriggio, a «motori scaldati».
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