In cento «per un pugno di posti»: il valzer delle nomine in Loggia

Ora aperitivo, caffè dietro l’angolo (posizione non in vista ma neppure troppo nascosta, così non pare una chiacchierata sospettosa), atmosfera informale il giusto, dialettica libera da «cravatta slacciata». Ordine del giorno: pirlo e nomine.
Non c’è il gelo del coltello fra i denti, è più un clima da «carissimi rivali», in cui – visto che il mosaico non è ancora chiuso – comunque un partito marca l’altro. Anche perché in ballo c’è la definizione dell’altro tavolo del potere politico: quello delle società controllate o, meglio, delle designazioni (in capo alla sindaca) che incoronano chi si andrà a sedere a quei tavoli. Ogni compagine ha i suoi grattacapi, le sue rivendicazioni, i suoi astanti da accontentare e, soprattutto, i suoi «no» da recapitare a chi – inesorabilmente – per questo giro è destinato a restare chiuso fuori dalla porta. E infatti è un continuo «come faremo a dirgli che alla fine è un no, sono mesi che mi tartassa di telefonate...».
Società e scadenze
D’altra parte, il piatto di questa tornata, in particolare, è di quelli pesanti: la Loggia si prepara a rinnovare i consigli di amministrazione per la regina delle controllate, ossia A2A, Bs Infrastrutture, San Filippo, Bs Mercati, Fondazione Teatro Grande, oltre che il collegio sindacale di Centrale del Latte, Bs Mobilità e dell’organo di controllo di Bs Trasporti. Per tutte queste caselle la deadline era fissata alle 12 di ieri, ma la sindaca Laura Castelletti ha deciso di prorogare il termine fino alle 12 di mercoledì 25 febbraio, allineando di fatto la scadenza a quella del Comune di Milano, con cui la Loggia condivide la maggioranza in A2A. Il traguardo è aprile, quindi la trattativa politica ha in ogni caso ancora un lungo respiro.
Ma se le riunioni a tu per tu si consumano a porte chiuse a suon di delegazioni in pellegrinaggio a Palazzo, la conversazione più interessante è quella davanti al pirlo con una platea all’insegna della mixité politica: centrosinistra di maggioranza e centrodestra di opposizione che condividono le stesse due pene.
La prima: più aspiranti che troni a disposizione (a ieri, le richieste arrivate erano circa un centinaio, pronte a crescere di pari passo ai giorni a disposizione per farsi avanti). La seconda: lo spauracchio di non uscire dalla corsa con l’immagine di chi si è fatto mettere i piedi in testa. E infatti i tormenti si sciorinano sorso dopo sorso, insieme al «toto dinieghi». Il toto nomi, però, esiste. E se è vero che fino al gong non è detta l’ultima parola (che peraltro ha solo la sindaca, il cui «filtro categorico» risiede nel curriculum di un candidato, al netto delle indicazioni dei partiti), qualche casella più stabile delle altre c’è.
A2A
Subito la patata bollente: A2A. Le quote sono note: due nomi al Pd, uno alla sindaca, uno all’opposizione. In pole in «quota dem» c’è l’avvocata Nicla Picchi, che già aveva fatto il beau geste del passo indietro nel precedente giro di valzer, nonostante il suo fosse un profilo giudicato trasversalmente tra i migliori. Sul secondo scranno Pd c’è una sorta di short list: al momento ne fanno parte l’ex rettore della Statale Maurizio Tira, il direttore di Campus edilizia ed ex dirigente di A2A Ugo Pagani, l’uscente Giovanni Comboni e l’ex consigliere di Cattolica assicurazioni Piergiuseppe Caldana, ma circola anche il nome dell’ex presidente di Acque Bresciane Gianluca Delbarba (un sacco di «ex», insomma). La quota Azione-sindaca potrebbe promuovere Flavio Pasotti, attuale numero uno di Bs Metro (se così fosse, si aprirebbe poi in un secondo momento un nuovo bando per sostituirlo).

In casa centrodestra si prefigura invece un discreto vespaio, seppure si sia tentato di tenere sottotraccia e (bar a parte) sottotono. Il punto è questo: FdI, da primo partito, vuole piazzare un nome di bandiera e in lizza (per una quota al femminile) ci sono, oltre all’uscente Elisabetta Bombana, anche Barbara Morandi (ex sindaco di Marcheno) e Graziella Venturi (ex assessore a Travagliato). Per un po’ è girato anche il nome di Lara Comi, ma tutti lo ascrivono a una «fake news divulgata ad arte». Ha invece depositato in autonomia la sua candidatura Paola Vilardi (Forza Italia). Dove sta il vespaio? Nel fatto che gli alleati del partito della premier iniziano a mugugnare. Il momento occhi al cielo palesa un’insofferenza descritta così: «Questi vogliono prendersi tutti i posti in tutti i livelli, scordandosi di quando erano loro in minoranza e si è sempre diviso tutto. Ma la ruota gira...».
San Filippo, Brescia Mercati, Brescia Infrastrutture
Per quel che riguarda San Filippo, l’orientamento pare essere una conferma del presidente uscente Nicola Fiorin, lo stesso vale per Brescia Mercati con Antonio Massoletti. La vera incognita, al momento, resta Brescia Infrastrutture, con il Pd in pressing per mantenere lo status quo con Marcello Peli e l’ipotesi, invece, di poter introdurre una figura nuova. Una partita apertissima, specie con così tanto tempo (e aperitivi) davanti.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@News in 5 minuti
A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.
