Tram, i cantieri partiranno dai capolinea con campo base alla Fiera

A inizio 2026 cominceranno anche gli incontri negli undici quartieri del tracciato. Manzoni: «La posa della prima pietra sarà in primavera»
Un render del futuro tram di Brescia
Un render del futuro tram di Brescia
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È la tratta numero uno del tram, ma si chiama «T2» perché «fa squadra» con la metro già in funzione; il suo arrivo sarà meno scenografico rispetto ai cantieri a cielo aperto che radunavano crocchi di persone incuriosite dagli scavi della vecchia talpa, ma i suoi binari – tutti in superficie – scorreranno per buona parte nel verde (4 km su 11), offrendo una vista panoramica. E sì: il suo esordio creerà un po’ di subbuglio (tra transenne, chiusure e rivisitazioni stradali), ma il teorema di lavori sarà annunciato passo dopo passo e, soprattutto, a opera conclusa non verranno cancellati né i parcheggi (che, laddove necessario, troveranno una nuova «casa» sempre nella stessa area, in stile via Veneto), né le alberature (anzi, sulla carta il bilancio finale sarà in crescita e le piantumazioni saranno equilibrate nelle diverse zone della città).

Il primo viaggio del tracciato d’esordio del tram – quella che riannoderà l’area Fiera al quartiere Pendolina – resta fissato al 2030, ma dietro le quinte – anche se non platealmente – è già scattato il «La» operativo. Ed è quindi possibile delineare una iniziale road map dei prossimi passi.

Quasi cinque anni di lavori

La premessa la scandisce il vicesindaco Federico Manzoni, alla regia dell’assessorato alla Mobilità: «Tutte le specificità organizzative, comprese le modifiche viabilistiche, saranno dettagliate nel progetto esecutivo in capo al raggruppamento temporaneo» guidato da Manelli impresa Spa (per la parte civile) insieme a Hitachi rail e Alstom (per la parte tramviaria).

Federico Manzoni, vicesindaco
Federico Manzoni, vicesindaco

Le società «stanno avviando adesso la progettazione esecutiva, che le vedrà impegnate fino alla fine dell’anno. Poi ci sarà il confronto con Brescia Mobilità, ossia la stazione appaltante, e con il Comune». Il che, rispetto al cronoprogramma iniziale, sposta la consegna del piano dalla fine di quest’anno ai primi mesi del 2026 (verosimilmente entro febbraio), con la posa della prima pietra immaginata – se non ci saranno intoppi – in primavera, quando si inaugureranno quattro anni e mezzo di cantiere.

La mega officina

Quali gli altri punti fermi? Si partirà dalla Fiera, che sarà il campo base, una sorta di gigantesca officina: «Lì si andrà a realizzare il grande deposito: sarà l’intervento più lungo» conferma Manzoni. C’è anche una priorità di indirizzo: la tratta Fiera-Stazione e Pendolina-San Faustino, così da collegare alle due più vicine stazioni del metrò la nuova rete tramviaria per proseguire poi con il completamento dei lavori necessari per il passaggio in centro storico con l’asse Mazzini e San Martino della Battaglia. Saranno quindi la tratta sud-ovest e nord-ovest, a partire in sostanza dai due capolinea, le prime a vedere gli operai al lavoro.

La mappa del tram di Brescia
La mappa del tram di Brescia

Due i parcheggi inclusi nel progetto e già quindi finanziati: un centinaio di posti a Pendolina e circa 1.200 a Fiera, infrastrutture che – ricorda il vicesindaco – potrebbero essere pronti anche prima del completamento dell’intera tratta». E proprio perché si partirà dalla Fiera, in questi mesi Brescia Mobilità – con fondi propri – sta completando l’intervento di riqualificazione del parcheggio «G», a sud della tangenziale (quello che sta nel mezzo degli svincoli, per intenderci): «L’obiettivo è illuminarlo, gestire meglio le acque e migliorare il percorso pedonale. Un investimento di quasi un milione di euro che la società ha sviluppato nel corso dell’estate e che sarà completato per ottobre».

Partecipazione

Proprio oggi, alle 18 in corso Palestro 38/A, sarà inaugurato il «Tram point» (impreziosito dall’opera «Viandanti» dell’artista contemporaneo Namsal Siedlecki), un luogo in cui i cittadini potranno trovare tutte le informazioni relative al progetto. Mentre all’inizio del 2026 la campagna informativa si sposterà nei quartieri: la Loggia organizzerà infatti degli incontri pubblici negli undici dei 33 borghi che saranno attraversati dal tracciato della T2.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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