I dividendi di A2A fruttano alla Loggia più di 81,4 milioni di euro

A2A consegnerà nel portafoglio del Comune di Brescia un «assegno» da ben 81,45 milioni di euro. Una cifra che era già stata annunciata mesi fa, ma che ora – con l’approvazione della Relazione finanziaria annuale 2025 avvenuta questa mattina durante il Consiglio di amministrazione della multiutility – è ufficiale.
Il Comune di Brescia, insieme a quello di Milano, è azionista di maggioranza della società guidata da Renato Mazzoncini. E, da sempre, conta molto sul dividendo di A2A per non tagliare i servizi e per continuare a investire sul welfare.
Sulla performance pesa l’idroelettrico
Un anno di assestamento, più che di frenata quello della multiutility. A2A chiude infatti il 2025 con ricavi in crescita e investimenti in aumento, ma con margini e utile netto in calo. A determinare la flessione è soprattutto un fattore preciso: il ritorno a livelli ordinari della produzione idroelettrica dopo un 2024 eccezionale.
I ricavi salgono a 14 miliardi di euro (+9%), spinti dall’aumento dei volumi di energia elettrica venduta e dal consolidamento di Duereti. Il margine operativo lordo (Ebitda adjusted) si attesta a 2,24 miliardi (-4%): un dato che riflette quasi interamente la minore produzione idroelettrica. Al netto di questo effetto, l’Ebitda risulta invece in crescita del 4%.
Più marcato il calo dell’utile netto, che scende a 686 milioni (-16%). Anche in questo caso il confronto è influenzato dal 2024: senza l’effetto idroelettrico, la riduzione si limita all’1%. Restano però altri fattori di pressione, tra cui l’aumento degli ammortamenti legato agli investimenti e il maggior peso degli oneri finanziari.
Sul fronte finanziario, il gruppo migliora la propria posizione: il debito netto scende a 5,47 miliardi e il rapporto Pfn/Ebitda si attesta a 2,4x. La generazione di cassa operativa copre interamente investimenti e dividendi.
Agli azionisti sarà proposto un dividendo di 0,104 euro per azione, in crescita del 4%: per questo i Comuni di Brescia e di Milano incasseranno 81,45 milioni.

Investimenti (e sostenibilità) in aumento
Il dato più strutturale resta quello degli investimenti: 1,7 miliardi nel 2025 (+11%), con oltre il 60% destinato allo sviluppo. Reti elettriche, rinnovabili, economia circolare e digitalizzazione sono i principali ambiti di intervento. Parallelamente cresce il peso della finanza sostenibile, che arriva all’83% del debito complessivo.
«Il 2025 è stato un anno ancora caratterizzato da uno scenario energetico complesso e volatile durante il quale anche le politiche green e i valori Esg sembrano aver perso la loro centralità -commenta l’amministratore delegato Renato Mazzoncini -. In questo contesto A2A ha continuato a dimostrare capacità di adattamento e di esecuzione, confermando la solidità industriale e finanziaria del Gruppo». L’ad sottolinea: «Con 1,7 miliardi di euro di investimenti, in aumento dell’11% rispetto al 2024, abbiamo accelerato il percorso di sviluppo nelle energie rinnovabili, nel potenziamento ed efficientamento delle reti di distribuzione elettrica e nel rafforzamento della Circular economy».
Tra i principali driver operativi, cresce in modo significativo il contributo delle infrastrutture: la business unit registra un aumento del margine del 37%, sostenuto anche dall’integrazione di Duereti e dall’espansione delle attività regolate. Segnali positivi anche dal mercato retail, con una base clienti in crescita nel segmento libero elettrico (+3%) e un aumento dell’energia verde venduta (+30%, a 11,6 TWh).
Resta invece in flessione la generazione, con un Ebitda in calo del 26%: qui si concentra l’impatto della minore produzione idroelettrica, solo in parte compensato dal termoelettrico e dal capacity market.
Nel corso dell’anno il gruppo ha inoltre avviato nuove iniziative industriali, tra cui un data center a Brescia collegato al teleriscaldamento, in grado a regime di produrre calore per oltre mille appartamenti attraverso il recupero energetico.
«La forte generazione di cassa e la disciplina negli investimenti consentono di mantenere una struttura finanziaria solida e una politica di remunerazione degli azionisti sostenibile nel tempo», aggiunge Mazzoncini. «Nonostante le tensioni internazionali proseguiremo a investire con l’obiettivo di continuare a contribuire alla transizione energetica e allo sviluppo dell’economia circolare».
Per il 2026, A2A prevede un Ebitda compreso tra 2,21 e 2,25 miliardi e un utile netto tra 630 e 660 milioni: attese che indicano una stabilizzazione dei risultati dopo il ridimensionamento registrato nel 2025.
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