I dividendi di A2A fruttano alla Loggia più di 81,4 milioni di euro

Brescia, insieme a Milano, detiene la maggioranza della multiutility: a certificare i dati è stato il Cda che, poco fa, ha approvato la Relazione finanziaria annuale 2025
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Dividendi A2A, 81 milioni per la Loggia

A2A consegnerà nel portafoglio del Comune di Brescia un «assegno» da ben 81,45 milioni di euro. Una cifra che era già stata annunciata mesi fa, ma che ora – con l’approvazione della Relazione finanziaria annuale 2025 avvenuta questa mattina durante il Consiglio di amministrazione della multiutility – è ufficiale. 

Il Comune di Brescia, insieme a quello di Milano, è azionista di maggioranza della società guidata da Renato Mazzoncini. E, da sempre, conta molto sul dividendo di A2A per non tagliare i servizi e per continuare a investire sul welfare. 

Le reazioni politiche

I risultati presentati da A2A aprono subito il dibattito politico in Loggia. Al centro del botta e risposta, in particolare, resta la destinazione e l’impiego dei dividendi che il Comune si appresta ad incassare. «La crescita dei dividendi dimostra che avere una grande multiutility pubblica, moderna e orientata all’innovazione produce benefici concreti per il territorio. Ed è per questo che continueremo a lavorare affinché ogni euro che torna al Comune si trasformi in opportunità reali per le bresciane e i bresciani» commenta la sindaca.

Laura Castelletti ricorda come la cifra ufficializzata questa mattina sia, di fatto, in linea con le previsioni e aggiunge: «Questo risultato si inserisce in un percorso di crescita costante negli anni: erano 11,2 milioni nel 2012, 62,7 milioni nel 2021 e 78,3 nel 2025. Per noi questi numeri non sono solo indicatori economici, rappresentano uno strumento fondamentale per sostenere le politiche pubbliche: significano più risorse per il welfare, la casa, la scuola, la cura dello spazio pubblico, la manutenzione della città, la sicurezza e gli interventi strategici».

In altre parole, i dividendi sono servizi: «I risultati del gruppo, dagli investimenti pari a 1,7 miliardi di euro alla solidità del margine operativo e della posizione finanziaria, confermano la capacità di A2a di crescere mantenendo equilibrio economico e visione industriale. Un percorso che si riflette direttamente anche sulla nostra città.

A parlare invece di «evidente contraddizione» è il presidente della Commissione Bilancio Fabio Rolfi. Che attacca: «Con 81 milioni di dividendi A2a arriva una cedola record per il Comune, che rende Brescia uno dei Comuni più ricchi d’Italia. Ed è ancora più evidente la contraddizione tra una città che gode di una capacità economica enorme, con una spesa corrente fuori controllo grazie a questa iniezione annua di liquidità, e bollette, a maggior ragione in questa epoca storica, sempre più salate per cittadini che non fanno altro che incrementare il costo della vita».

Rolfi invoca «una politica più incisiva» e attacca la Loggia frontalmente: «Serve introdurre agevolazioni ai bresciani che subiscono, per esempio, i disagi dell’inceneritore aziendale collocato in città, riversando su tutta la popolazione questa ricchezza e non solo sulle casse del Comune. Basta dire che non si può fare, si deve fare per una questione di giustizia sociale». Infine, il consigliere leghista rilancia le due priorità già indicate in passato dal centrodestra: «Per rimettere in equilibrio un bilancio oggi troppo squilibrato sulla spesa corrente vanno destinati questi dividendi nella direzione degli investimenti, a partire dalla manutenzione di impianti sportivi e del patrimonio abitativo, ossia le concrete esigenze della città.

Sulla performance pesa l’idroelettrico

Un anno di assestamento, più che di frenata quello della multiutility. A2A chiude infatti il 2025 con ricavi in crescita e investimenti in aumento, ma con margini e utile netto in calo. A determinare la flessione è soprattutto un fattore preciso: il ritorno a livelli ordinari della produzione idroelettrica dopo un 2024 eccezionale.

I ricavi salgono a 14 miliardi di euro (+9%), spinti dall’aumento dei volumi di energia elettrica venduta e dal consolidamento di Duereti. Il margine operativo lordo (Ebitda adjusted) si attesta a 2,24 miliardi (-4%): un dato che riflette quasi interamente la minore produzione idroelettrica. Al netto di questo effetto, l’Ebitda risulta invece in crescita del 4%.

Più marcato il calo dell’utile netto, che scende a 686 milioni (-16%). Anche in questo caso il confronto è influenzato dal 2024: senza l’effetto idroelettrico, la riduzione si limita all’1%. Restano però altri fattori di pressione, tra cui l’aumento degli ammortamenti legato agli investimenti e il maggior peso degli oneri finanziari.

Sul fronte finanziario, il gruppo migliora la propria posizione: il debito netto scende a 5,47 miliardi e il rapporto Pfn/Ebitda si attesta a 2,4x. La generazione di cassa operativa copre interamente investimenti e dividendi.

Agli azionisti sarà proposto un dividendo di 0,104 euro per azione, in crescita del 4%: per questo i Comuni di Brescia e di Milano incasseranno 81,45 milioni.

L'amministratore delegato di A2A Renato Mazzoncini - © www.giornaledibrescia.it
L'amministratore delegato di A2A Renato Mazzoncini - © www.giornaledibrescia.it

Investimenti (e sostenibilità) in aumento

Il dato più strutturale resta quello degli investimenti: 1,7 miliardi nel 2025 (+11%), con oltre il 60% destinato allo sviluppo. Reti elettriche, rinnovabili, economia circolare e digitalizzazione sono i principali ambiti di intervento. Parallelamente cresce il peso della finanza sostenibile, che arriva all’83% del debito complessivo.

«Il 2025 è stato un anno ancora caratterizzato da uno scenario energetico complesso e volatile durante il quale anche le politiche green e i valori Esg sembrano aver perso la loro centralità -commenta l’amministratore delegato Renato Mazzoncini -. In questo contesto A2A ha continuato a dimostrare capacità di adattamento e di esecuzione, confermando la solidità industriale e finanziaria del Gruppo». L’ad sottolinea: «Con 1,7 miliardi di euro di investimenti, in aumento dell’11% rispetto al 2024, abbiamo accelerato il percorso di sviluppo nelle energie rinnovabili, nel potenziamento ed efficientamento delle reti di distribuzione elettrica e nel rafforzamento della Circular economy».

Tra i principali driver operativi, cresce in modo significativo il contributo delle infrastrutture: la business unit registra un aumento del margine del 37%, sostenuto anche dall’integrazione di Duereti e dall’espansione delle attività regolate. Segnali positivi anche dal mercato retail, con una base clienti in crescita nel segmento libero elettrico (+3%) e un aumento dell’energia verde venduta (+30%, a 11,6 TWh).

Resta invece in flessione la generazione, con un Ebitda in calo del 26%: qui si concentra l’impatto della minore produzione idroelettrica, solo in parte compensato dal termoelettrico e dal capacity market.

Nel corso dell’anno il gruppo ha inoltre avviato nuove iniziative industriali, tra cui un data center a Brescia collegato al teleriscaldamento, in grado a regime di produrre calore per oltre mille appartamenti attraverso il recupero energetico.

«La forte generazione di cassa e la disciplina negli investimenti consentono di mantenere una struttura finanziaria solida e una politica di remunerazione degli azionisti sostenibile nel tempo», aggiunge Mazzoncini. «Nonostante le tensioni internazionali proseguiremo a investire con l’obiettivo di continuare a contribuire alla transizione energetica e allo sviluppo dell’economia circolare».

Per il 2026, A2A prevede un Ebitda compreso tra 2,21 e 2,25 miliardi e un utile netto tra 630 e 660 milioni: attese che indicano una stabilizzazione dei risultati dopo il ridimensionamento registrato nel 2025.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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