Notte della Cultura, a Brescia una «movida» di storia e bellezza

Aperture prolungate in tanti spazi culturali e musei della città, dalla Pinacoteca al Museo di Santa Giulia. Al Capitolium l’opportunità di entrare nell’intercapedine dove nel 1826 fu ritrovata la Vittoria Alata
Barbara Fenotti
I visitatori dei musei bresciani per la Notte della Cultura
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I visitatori dei musei bresciani per la Notte della Cultura

La luce del giorno cala e sono quasi le sette, l’ora di confine in cui il centro cambia volto, specialmente il sabato sera. Di solito scatta una sorta di staffetta: musei e palazzi si preparano a chiudere, mentre bar, ristoranti e tavolini cominciano a riempirsi. Ma stasera nel cuore del centro qualcosa è andato diversamente. Le porte dei luoghi della cultura sono rimaste aperte e alla consueta movida del sabato fatta di aperitivi, cene e passeggiate, se n’è mescolata un’altra: quella della cultura.

In Pinacoteca

Nelle stesse strade si incrociano quelli che cercano un posto per cena e quelli diretti verso un museo, chi si ferma per un bicchiere e chi passa da una mostra a un sito archeologico. Coppie, gruppetti di amici, visitatori solitari e diverse famiglie, anche con bambini piccoli accompagnati dai genitori alla scoperta della loro città. E qualche abitudine salta anche dentro i musei.

Perché un dipinto normalmente si guarda, mentre alla Pinacoteca Tosio Martinengo, invece, stasera si può anche annusare. «L’aroma dell’arte» ha portato i visitatori tra le opere seguendo le essenze del profumiere Antonio Gardoni. Una proposta che ha fatto centro ancora prima di cominciare: le prenotazioni aperte nei giorni precedenti avevano esaurito tutti i posti disponibili per i gruppi della visita guidata. Intorno alle 19 davanti alla Pinacoteca si era già formata una piccola coda anche per approfittare dell’ingresso gratuito. 

Visitatrici in Pinacoteca - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it
Visitatrici in Pinacoteca - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it

Capitolium e Santa Giulia

Basta poi spostarsi di poche centinaia di metri per fare un salto indietro di duemila anni. Al Capitolium la notte permette di entrare eccezionalmente nell’intercapedine dove nel 1826 furono ritrovati la Vittoria Alata e gli altri bronzi. Un luogo legato a una scoperta avvenuta esattamente due secoli fa che torna a raccontarsi quando fuori è ormai sera, insieme agli scavi del Teatro romano.

Seguendo via Musei si arriva quindi a Santa Giulia, e la Vittoria Alata cambia ancora linguaggio. Da reperto archeologico diventa soggetto fotografico negli scatti di quaranta autori italiani, mentre poco più in là sono le opere di Franca Ghitti a raccontare un altro pezzo di memoria. Anche qui la serata era pensata per pubblici diversi, con una visita alla mostra e un laboratorio dedicato alle famiglie. Ma non esiste un percorso obbligato per la Notte della cultura: la bellezza sta anche nel poter scegliere dove infilarsi.

La Notte della Cultura a Brescia
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La Notte della Cultura a Brescia

Alla scoperta

Si può deviare verso il Mo.Ca e la Cavallerizza, dove Renato Borsoni viene raccontato nel centenario della nascita, oppure cominciare la salita verso il Castello. Lassù la fotografia di Cristina Mittermeier convive con le armi antiche e con un Risorgimento da attraversare anche indossando un visore per la realtà virtuale. Altrove sono musica, teatro e arte contemporanea a tenere aperte le porte, mentre sotto la Loggia la serata arriva fino alle note della banda cittadina.

Una geografia culturale da percorrere liberamente, passando dall’antica Roma alla fotografia, da un palazzo a una piazza. E intorno continua il sabato sera di sempre. I bicchieri sui tavolini, le cene, le chiacchiere non sono spariti: semplicemente, accanto hanno musei, archeologia, fotografie e spettacoli. Due movide che per qualche ora condividono le stesse strade. 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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