Dall’estate da record al grande autunno: che film vedremo al cinema

Dopo una stagione mai vista prima per incassi e presenze, le sale italiane si preparano a un finale d’anno ricchissimo: tra kolossal internazionali, cinema italiano di primo piano e titoli premiati nei festival, l’autunno 2026 può trasformare il boom estivo in una vera ripartenza
Cristiano Bolla
Dune Parte III uscirà il 16 dicembre - Warner Bros.
Dune Parte III uscirà il 16 dicembre - Warner Bros.

Le sale italiane arrivano all’autunno forte di un’estate da record. Tra giugno e agosto 2026 si sono registrati 162,3 milioni di euro di incassi e 20,8 milioni di presenze, il miglior risultato estivo dell’era Cinetel; agosto, con 69,6 milioni di euro e 8,7 milioni di spettatori, ha stabilito a sua volta un nuovo primato mensile. Numeri trainati soprattutto dai grandi titoli internazionali come «Odissea» e «Spider-Man: Brand New Day», ma che confermano una cosa importante: il pubblico, quando trova film capaci di creare evento, continua a scegliere il grande schermo e a trasformare alcune uscite in appuntamenti collettivi. Il finale d’anno può quindi diventare ancora più interessante. Il calendario mette insieme blockbuster molto attesi, una presenza italiana particolarmente fitta e alcuni dei titoli d’autore più importanti passati dai festival internazionali. Questa combinazione promette di allargare il pubblico, alternando franchise già affermati, nuove produzioni italiane e film che arrivano nelle sale preceduti da un forte riconoscimento critico.

I blockbuster dell’autunno

Sul fronte dei grandi titoli, il primo appuntamento è il 24 settembre con il ritorno in sala di «Avengers: Endgame». Il film dei fratelli Russo, che nella sua corsa originale ha sfiorato i 2,8 miliardi di dollari nel mondo, torna a fare da ponte verso la nuova fase dell’universo Marvel e a ricordare quanto il marchio Avengers abbia inciso sull’idea stessa di blockbuster contemporaneo. Il 15 ottobre toccherà invece a «Street Fighter», nuova trasposizione del celebre videogioco Capcom, con Ryu e Ken richiamati al World Warrior Tournament: un nuovo tentativo di portare sul grande schermo uno dei marchi più riconoscibili della cultura videoludica.

Il 22 ottobre arriveranno due proposte molto diverse. «Wildwood - I segreti del bosco proibito» è il nuovo film in stop motion della Laika, lo studio di «Coraline», diretto da Travis Knight e costruito ancora una volta sull’artigianalità visiva che ha reso riconoscibile la casa di produzione. Nello stesso giorno «Clayface» porterà invece l’universo DC verso territori più vicini all’horror e al body horror che al cinecomic tradizionale, cercando una strada meno convenzionale all’interno del cinema di supereroi.

Il 5 novembre sarà la volta di «Il gatto col cappello», nuova incarnazione animata del personaggio di Dr. Seuss, mentre il 12 novembre Johnny Depp vestirà i panni di Ebenezer Scrooge in «Scrooge - Gli spiriti del Natale», diretto da Ti West. Anche in questo caso l’interesse nasce dall’incontro fra un materiale narrativo estremamente noto e un regista associato soprattutto al cinema horror.

Il 19 novembre tornerà poi il mondo di Panem con «Hunger Games: L’alba della mietitura», ambientato ventiquattro anni prima della storia di Katniss e incentrato sul giovane Haymitch Abernathy. È un ritorno alle origini della saga, che prova ad ampliare ancora la mitologia costruita nei capitoli precedenti. Il 26 novembre spazio invece alla commedia con «Ti presento i Fotter», nuovo capitolo della saga comica con Robert De Niro e Ben Stiller, chiamata a ritrovare il pubblico che aveva decretato il successo dei film precedenti.

Ma il vero scontro di fine anno è fissato per il 16 dicembre, quando usciranno insieme «Avengers: Doomsday» e «Dune - Parte III». Da una parte i fratelli Russo e il ritorno di Robert Downey Jr. nell’universo Marvel, dall’altra Denis Villeneuve con il capitolo conclusivo della sua trilogia. Due modi quasi opposti di intendere il grande spettacolo: il cinecomic corale da una parte, la fantascienza monumentale e autoriale dall’altra. A Natale, il 25 dicembre, toccherà infine a «Jumanji: Open World», ancora con Dwayne Johnson, Kevin Hart, Jack Black e Karen Gillan, altro marchio ormai consolidato del cinema d’avventura per il grande pubblico.

Una scena del film Il gatto col cappello - Warner Bros.
Una scena del film Il gatto col cappello - Warner Bros.

Il cinema italiano

Parallelamente, l’autunno sarà importante anche per il cinema italiano, grande assente durante l’estate che si presenta con una quantità di titoli e di nomi di primo piano difficilmente ignorabile. Il 1° ottobre arriva «La città dei vivi» di Edoardo Gabbriellini, liberamente tratto dal libro di Nicola Lagioia e presentato a Venezia nella sezione Orizzonti. Il progetto nasce dall’omicidio di Luca Varani, ma prova a spostare lo sguardo sul contesto umano e sociale che lo circonda.

L’8 ottobre Paolo Strippoli porta in sala «L’estranea», thriller psicologico con Jasmine Trinca e Romana Maggiora Vergano, passato in concorso a Venezia, una sorta di rivisitazione del Dr. Faust diretta da uno dei registi più promettenti in Italia, già autore di «La valle dei sorrisi». Il 15 ottobre «Je so’ pazzo» di Nicola Prosatore affida invece a Massimiliano Caiazzo il compito di interpretare Pino Daniele, raccontandone la formazione e il rapporto con Napoli: una figura centrale della musica italiana riletta attraverso il cinema biografico.

Il 29 ottobre sarà la volta di «Dio ride» di Giovanni Veronesi, con Pierfrancesco Favino nei panni di un frate cappuccino del Seicento e Silvio Orlando in quelli di un cardinale inquisitore. Il film, che ha chiuso fuori concorso la Mostra di Venezia, mette insieme ricostruzione storica, commedia e riflessione sul rapporto fra fede e potere. Il 5 novembre «Se domani non torno» di Paola Randi porterà invece sullo schermo la storia di Giulia Cecchettin, partendo dal libro «Cara Giulia» di Gino Cecchettin e Marco Franzoso e affrontando quindi uno dei fatti che più hanno segnato il dibattito pubblico italiano degli ultimi anni.

L’anno proseguirà con il ritorno di alcuni grandi nomi: «Il rumore delle cose nuove» di Paolo Genovese, in uscita il 12 novembre, racconto corale su tre coppie e sulle crisi che ne incrinano gli equilibri. Genovese torna così a un territorio a lui congeniale, quello delle relazioni, delle fragilità e dei segreti che emergono dentro una quotidianità apparentemente stabile. Il 19 novembre arriverà «Il fuoco che ti porti dentro» di Edoardo De Angelis, tratto dal romanzo di Antonio Franchini e con una grandissima Vanessa Scalera, mentre nello stesso periodo «Un weekend artificiale» di Leonardo Pieraccioni userà la presenza di un umanoide nascosto tra sette persone come motore di una commedia sull’intelligenza artificiale. Due film lontanissimi per tono e ambizioni, ma indicativi della varietà con cui il cinema italiano si presenta in sala.

Il 26 novembre toccherà poi a «La notte delle fragole» di Alessandro Genovesi, con Ficarra e Picone, mentre dicembre proporrà una nuova concentrazione di nomi molto riconoscibili. Il 3 dicembre Nanni Moretti tornerà con «Succederà questa notte», tratto dai racconti di Eshkol Nevo; il 17 dicembre Ferzan Özpetek proporrà «Nella gioia e nel dolore», ancora una volta centrato sui legami affettivi, la memoria e le famiglie costruite oltre il sangue.

Il 25 dicembre, infine, sarà quasi un piccolo derby della commedia italiana. «Bentornati al Sud» riunirà Claudio Bisio e Alessandro Siani sedici anni dopo «Benvenuti al Sud», puntando sulla forza nostalgica e popolare di uno dei successi più riconoscibili della commedia italiana recente. «Salute!» di Riccardo Milani schiererà invece Antonio Albanese e Virginia Raffaele in una storia ambientata nel mondo della sanità, affidandosi a interpreti fortemente legati al pubblico della commedia nazionale.

Dai festival alla sala

Accanto ai titoli più popolari, l’autunno porterà in sala anche alcuni dei film d’autore più attesi dell’anno. Il 1° ottobre usciranno «Her Private Hell» di Nicolas Winding Refn, presentato fuori concorso a Cannes, e «Un po’ di luce» dell’iraniano Ali Asgari, passato invece dal concorso di Venezia. Due film molto differenti, accomunati però da una forte identità registica. Il 16 ottobre arriverà «Fatherland» di Paweł Pawlikowski, premiato a Cannes per la regia e dedicato a Thomas Mann e alla figlia Erika nella Germania del 1949. Per il regista di «Ida» e «Cold War» è un ritorno ai grandi temi della memoria europea, dell’identità e delle ferite lasciate dalla Storia.

Il 29 ottobre sarà poi la volta di «Minotaur» di Andrej Zvjagincev, Grand Prix a Cannes, ambientato nella Russia del 2022 e costruito attorno al progressivo crollo personale e professionale di un dirigente d’azienda. Il 5 novembre Mubi distribuirà «HOPE» di Na Hong-jin, grande produzione coreana fra horror e fantascienza, che riporta in primo piano uno dei registi più riconoscibili del cinema asiatico contemporaneo. Il 19 novembre arriverà infine «Fjord» di Cristian Mungiu, Palma d’oro a Cannes, storia di una famiglia romeno-norvegese travolta da un conflitto che mette in discussione educazione, religione e integrazione. Un film che si inserisce perfettamente nel percorso del regista romeno, da sempre interessato alle tensioni che nascono quando morale privata, società e istituzioni entrano in collisione.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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