Cronaca

Val Rabbia, le priorità sono rimuovere i detriti e curare le strade

È emerso dal vertice convocato dalla Comunità montana. Dall’assessore Maione l’idea di una task force permanente. Intanto si punta a mettere in sicurezza la viabilità alternativa e ad accelerare gli interventi strutturali già previsti, come l’innalzamento della 42
Giuliana Mossoni
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Per gestire la situazione Val Rabbia/SS42 convocato un tavolo politico

Mettere in sicurezza la viabilità alternativa alla Statale, liberare al più presto la confluenza tra Val Rabbia e Oglio e accelerare gli interventi strutturali già previsti, come l’innalzamento della 42. Sono queste le richieste emerse ieri mattina in Comunità montana a Breno, durante la riunione convocata dal presidente Corrado Tomasi con i sindaci camuni, assessori e consiglieri regionali e parlamentari bresciani per fare il punto dopo il dissesto di Sonico.

Rischi

Al centro del confronto soprattutto il rischio che una nuova colata possa tornare a interrompere la 42, rimasta chiusa per tre giorni (la media degli eventi ora è di uno ogni tre anni, in abbassamento). «Non possiamo più permetterci una situazione del genere», ha ribadito il sindaco di Sonico Gianbattista Pasquini, ricordando come settembre e ottobre siano mesi particolarmente delicati dal punto di vista idrogeologico, anche per le elevate temperature attese. La priorità è rimuovere il materiale alla confluenza, dove c’è circa un milione di metri cubi: si tratta di 60mila camion entro la primavera, per spostare almeno il 50-60 per cento, da mantenere poi pulito anche a seguire.

«Se la Val Rabbia scarica ancora, non c’è più spazio dove il materiale possa depositarsi», ha sottolineato il sindaco di Malonno Giovanni Ghirardi, con la sua comunità che resta in grave pericolo ogni volta «se non si rende ermetica la 42». Da qui la necessità d’individuare i siti di stoccaggio, evitando che la burocrazia rallenti l’intervento.

Altre strade

Parallelamente si lavora sulle alternative alla 42. La strada del Faeto, utilizzata in emergenza da migliaia di veicoli e ora chiusa per i danni riportati, dovrebbe essere riaperta in due settimane. Il sindaco di Edolo Luca Masneri ha spiegato che procederà con lavori in somma urgenza per 360mila euro, chiedendo sostegno economico a Regione e Provincia.

Sul tavolo anche un secondo collegamento più breve, per un paio di chilometri sterrati, percorribili in fuoristrada. L’ipotesi della Comunità montana è rendere transitabili entrambe le strade almeno a senso unico, così da garantire in emergenza una salita e una discesa alternative a senso unico. Tomasi ha annunciato che l’ente predisporrà in breve i progetti di massima da sottoporre alla Regione.

Proposte

L’assessore Giorgio Maione, intervenuto con i colleghi di Giunta Simona Tironi, Gianluca Comazzi e Debora Massari, ha indicando tre priorità: viabilità alternativa, rimozione del materiale litoide e creazione di una task force permanente, lavorando anche a un’ordinanza di protezione civile e alla ricerca delle risorse. Resta aperto anche il capitolo degli interventi Anas sulla 42: nel 2024 è stata stipulata una convenzione tra Sonico e Regione per alzare la livelletta della statale, su un progetto della Comunità, e Anas ha consegnato i lavori il 13 luglio scorso all’impresa Giudici, che avrà un anno di tempo.

All’incontro sono intervenuti anche gli onorevoli Gianni Girelli e Cristina Almici, i consiglieri regionali Diego invernici, Carlo Bravo, Claudia Carzeri, Paola Polli e Davide Caparini, che ha riproposto il progetto di far correre la statale tutta in galleria, da Forno Allione sin dopo Edolo, bypassando così il problema Val Rabbia.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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