Cronaca

Ritardi, controlli, appalti: il tram di Brescia è sotto processo politico

Il centrodestra: «Nuovo subentro rischioso, espone Brescia Mobilità a nuovi ricorsi: si opti per revocare l’appalto e la Giunta venga a riferire urgentemente in Consiglio comunale». Il vicesindaco Manzoni: «Opposizione incoerente: la revoca allungherebbe i tempi»
Il tram di Brescia si snoderà lungo 11,3 chilometri - proiezione grafica di Brescia Mobilità
Il tram di Brescia si snoderà lungo 11,3 chilometri - proiezione grafica di Brescia Mobilità

Dire che non fosse prevedibile sarebbe come credere che, davanti al vicino antipatico rimasto chiuso fuori casa in pigiama, i condomini avrebbero organizzato una colletta per il fabbro. Quindi sì, era pressoché scontato: il caso Cmc ha trascinato il tram di Brescia sotto processo politico in meno di ventiquattr’ore. Sul banco degli imputati finisce la Giunta Castelletti. Il capo d’accusa: due aziende capofila (Manelli prima e Cmc dopo) in difficoltà, cantieri mai partiti e otto mesi di ritardo (complessivi) per il riassetto del gruppo.

«Bigino» pratico: la condanna per bancarotta fraudolenta del numero uno dell’azienda di Ravenna e le presunte omissioni di Cmc hanno indotto Alstom e Hitachi Rail a chiedere la sostituzione della ditta capofila che si dovrà occupare delle opere civili del progetto tram. E per le opposizioni l’occasione è ghiotta per presentare il conto politico alla Loggia e per ventilare l’ipotesi della revoca dell’aggiudicazione.

Il centrodestra: «Urgente riferire in Aula»

Fratelli d’Italia, Brescia Civica, Lega e Forza Italia-Pli mettono nel mirino l’opera da oltre 426 milioni. «Dopo la posa simbolica della prima pietra fatta in pompa magna la città si trova ancora una volta a fare i conti con un cronoprogramma disatteso. I ritardi tipici di questa Giunta, già sperimentati con la variante al Pgt». Il centrodestra vuole spiegazioni su ritardi, penali e nuovo cronoprogramma. E contesta la strada scelta per uscire dalla crisi: chiedere «ad aggiudicazione avvenuta, la sostituzione dell’impresa principale» significa agire «in aperta violazione dell’articolo 97 del Codice degli appalti» ed aggiungerebbe «motivi aggiuntivi» per l’impugnazione della procedura, già finita davanti al Tar. È una tesi, non un’illegittimità accertata.

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Da qui la domanda se non sia «più prudente, a tutela della collettività, revocare l’aggiudicazione». Perché «non basta dire che il progetto andrà avanti. Occorre spiegare come, quando e a quali condizioni» avverte il vicepresidente della commissione Trasporti Giovanni Posio. L’opposizione chiede dunque a sindaca e vicesindaco di «riferire con urgenza in Consiglio comunale», ricordando che sulla questione erano già state chieste informazioni in Aula attraverso due interrogazioni: «Le risposte che furono pubblicamente fornite dalla Giunta si sono oggi rivelate inconsistenti».

Forza Italia: «Chi ha vigilato?»

Forza Italia apre un altro fronte: quello della vigilanza. «Chi doveva controllare, quando lo ha fatto e con quale rigore?» chiedono il segretario cittadino Flavio Bonardi, il capogruppo in Loggia Paolo Fontana e la responsabile del Dipartimento mobilità Paola Vilardi.

Vogliono sapere quando Brescia Mobilità abbia appreso della condanna e delle presunte omissioni: «Non accettiamo più reticenze, rassicurazioni di facciata o tentativi di minimizzare» scrivono. Contrari al tram, giudicato «inutile e costoso», chiedono ora verifiche sul nuovo operatore, una decisione «motivata e pubblica» e l’applicazione delle penali se i ritardi non saranno recuperati.

Il vicesindaco Manzoni: «I problemi vanno affrontati»

Il vicesindaco Federico Manzoni prova a ribaltare il processo sugli accusatori: «Faccio fatica a capire quale sia la loro posizione». Il centrodestra, osserva il vicesindaco, «denuncia i ritardi, chiede il rispetto del cronoprogramma e poi propone di revocare l’aggiudicazione, con la prospettiva di allungare ulteriormente i tempi». E affonda: «Mi pare quasi di cogliere un certo compiacimento per le difficoltà incontrate», come occasione per colpire la Giunta.

Come dovrebbe essere la fermata del PalaLeonessa - Brescia Mobilità
Come dovrebbe essere la fermata del PalaLeonessa - Brescia Mobilità

«Noi vogliamo che il tram venga realizzato ed entri in funzione il prima possibile. Non siamo contenti dei ritardi, naturalmente, ma se emerge un problema occorre affrontarlo, non ignorarlo». Le decisioni sull’appalto, ricorda, spettano a Brescia Mobilità: «Non mi ergo a censore preventivo di scelte ancora da compiere» punge Manzoni. E aggiunge: «Meglio che il problema sia venuto alla luce adesso, prima dell’apertura dei cantieri stradali, piuttosto che a lavori avviati». L’appaltatore, ricorda infine, risponde in solido degli obblighi contrattuali ed eventuali inadempienze saranno saldate con le penali. Ai consiglieri promette comunque «una puntuale risposta».

Ma la partita politica va oltre il prossimo costruttore. Il centrodestra deve conciliare la fretta di partire con l’ipotesi di azzerare la gara. La Giunta, come abbia potuto non aggiornare Commissione e Consiglio. Ognuno ha la sua domanda per l’altro. Non resta che attendere le risposte, a questo punto, in Aula.

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