Ci sono una ruspa sullo sfondo e un maxischermo che scandisce lo slogan della giornata. Ma, alla fine, non è il classico blocco di cemento a diventare il simbolo dell’inizio dei lavori. Sul palco salgono alcuni bambini con dei mattoncini Lego colorati: sono loro a compiere la vera «posa della prima pietra» della futura linea del tram di Brescia. Un gesto semplice, ma studiato per raccontare l’idea che accompagna l’opera: costruire oggi la città che useranno le prossime generazioni.
Così, nell’area della Fiera, prende ufficialmente il via il cantiere della linea T2 Fiera-Pendolina, il più importante intervento sulla mobilità cittadina dopo la metropolitana automatica. Alle spalle del palco il messaggio sul maxischermo riassume tutto in poche parole: «Il futuro comincia da qui: oggi mettiamo il primo pezzo». Da oggi, però, il futuro ha anche il rumore delle ruspe. Per i prossimi quattro anni il tram accompagnerà la città tra cantieri, deviazioni e inevitabili modifiche alla viabilità, fino all’obiettivo fissato per il 2030.
Il progetto
Il progetto prevede una nuova infrastruttura lunga 21,7 chilometri, perfettamente integrata con la metropolitana leggera automatica. I convogli saranno alimentati in parte dalla linea elettrica aerea e in parte da batterie, una soluzione pensata per ridurre l’impatto urbano e ambientale.
L’idea del tram era già presente da anni negli strumenti urbanistici del Comune. In origine erano previste due linee, poi la scelta si è concentrata sulla tratta Fiera-Pendolina, finanziata inizialmente con quasi 360 milioni di euro e successivamente portata a 422 milioni per far fronte all’aumento dei costi delle materie prime.
L’iter è stato tutt’altro che lineare: studi di fattibilità, bandi ministeriali, ricorsi e anche il cambio dell’impresa incaricata delle opere civili, con Cmc subentrata a Manelli. I tram saranno invece realizzati da Hitachi Rail e Alstom. I primi lavori partiranno proprio dall’area della Fiera, dove sorgeranno il deposito dei mezzi e un parcheggio scambiatore da oltre mille posti.
L’infrastruttura
Ad aprire gli interventi è il vicesindaco Federico Manzoni, che definisce il tram «figlio del successo della metropolitana». Un’infrastruttura che, sottolinea, non cambierà soltanto il modo di spostarsi, ma anche lo sviluppo urbano. Tra gli esempi cita il nuovo studentato negli ex Magazzini Generali, ormai prossimo all’inaugurazione. «Quella non era un’area universitaria – osserva – ma lo diventa perché sarà collegata proprio grazie al tram». Poi il messaggio ai cittadini: «I disagi ci saranno e non potremo evitarli del tutto, ma ci impegniamo a ridurli il più possibile».
Per il presidente di Brescia Mobilità, Alessandro Marini, quello che si apre è «un cantiere estremamente complesso», destinato ad avanzare «metro dopo metro. Sarà un’opera identitaria – afferma – un progetto di protagonismo di tutta la città».
L’assessore regionale ai Trasporti Franco Lucente conferma l’impegno della Regione anche sulla futura gestione della linea. «Vogliamo investire affinché i cittadini scelgano sempre di più il trasporto pubblico. Mi impegnerò perché nel riparto delle risorse venga considerata anche la gestione del tram. Questi undici chilometri tra Fiera e Pendolina renderanno il sistema bresciano ancora più efficace».
Per l’assessora regionale al Turismo Debora Massari, invece, una mobilità più efficiente significa anche una città più attrattiva. «La prima pietra di oggi è il simbolo di una Brescia sempre più connessa e dello sviluppo della Lombardia».
Pianificazione
L’ex sindaco Emilio Del Bono torna con la memoria agli anni in cui nacque il Piano urbano della mobilità sostenibile. «Uno dei compiti più importanti della politica è pianificare. Ricordo ancora l’emozione del finanziamento del 2021, il più importante ottenuto allora a livello nazionale». Per Del Bono il trasporto pubblico significa tempo, qualità della vita ed equità sociale. «Cambierà i quartieri, ricucirà l’Oltremella con il resto della città e ridurrà le emissioni. Brescia resta una delle poche città non metropolitane a poter contare su un sistema integrato tra metro e tram».

A chiudere la cerimonia è la sindaca Laura Castelletti, che invita a guardare oltre i disagi del cantiere. «Il tram cambierà in meglio la nostra quotidianità. Dal 2030 avremo più tempo, una migliore qualità della vita, dell’aria e dell’ambiente. Non stiamo parlando di un orizzonte lontano, ma di cinque anni».
La sindaca ricorda il lavoro svolto nelle ultime due amministrazioni, dal progetto iniziale al reperimento delle risorse aggiuntive, e lega il tram alla trasformazione urbana di diverse aree della città, dalla stazione a via Corsica fino a via Orzinuovi. Senza dimenticare che dalla fine dell’estate il trasporto pubblico locale sarà gratuito per tutti gli under 19.
Mentre sul palco arrivano i bambini con i mattoncini Lego, lascia l’ultima immagine della giornata: «I grandi sogni si realizzano sempre insieme».




