Cronaca

Undici chilometri, 21 fermate e 426 milioni: la lunga strada del tram

Dall’idea nata nel 2014 con Del Bono alla posa simbolica della prima pietra a luglio: le tappe clou del progetto della linea tranviaria di Brescia
Un'immagine di come sarà il futuro tram
Un'immagine di come sarà il futuro tram

Prima è arrivata l’idea, poi il progetto, quindi i finanziamenti, le gare e le carte bollate. Infine, anche la prima pietra. Per i binari, invece, bisogna ancora aspettare. La storia del tram di Brescia è lunga più degli undici chilometri che dovrà percorrere. Una gestazione cominciata oltre dieci anni fa, con un obiettivo ambizioso: completare la rivoluzione del trasporto pubblico avviata dalla metropolitana. E un investimento da 426 milioni di euro, tra i più importanti nella storia recente della città.

Il progetto

La T2 collegherà la Pendolina alla Fiera, attraversando il centro storico e passando dalla stazione ferroviaria, dove incrocerà la metropolitana. Il tracciato misura 11,3 chilometri, con 21 fermate. Il 72% del percorso sarà in sede riservata, mentre per 3,1 chilometri i convogli viaggeranno a batteria, senza fili aerei. Diciotto i mezzi previsti, prodotti da Hitachi Rail a Reggio Calabria, con una capacità di 216 passeggeri ciascuno e una frequenza, nelle ore di punta, di sei minuti. Non soltanto un’alternativa all’automobile: la linea è destinata a ridisegnare la mobilità lungo l’asse nord-ovest/sud-ovest, collegando quartieri, servizi e aree di trasformazione urbana. Alla Fiera sorgeranno anche il deposito principale e un parcheggio scambiatore da circa 1.100 posti.

L'inaugurazione del cantiere del tram alla Fiera - © www.giornaledibrescia.it
L'inaugurazione del cantiere del tram alla Fiera - © www.giornaledibrescia.it

L’iter

Se ne parla dal 2014, durante l’amministrazione di Emilio Del Bono. Nel 2016 il nuovo Pgt individua le linee di forza del trasporto pubblico, poi inserite nel Pums del 2018. Nello stesso anno viene trasmesso al ministero il primo progetto preliminare. Una seconda versione arriva nel 2021 insieme alla svolta decisiva: il finanziamento statale. Nel 2022 parte la gara per la progettazione definitiva, approvata dal Consiglio comunale nel giugno 2024.

Seguono l’appalto integrato e, nel marzo 2025, l’aggiudicazione al raggruppamento guidato da Manelli, con Alstom e Hitachi Rail. Il contratto viene firmato il 18 giugno. Successivamente Cmc Ravenna subentra nelle opere civili attraverso un accordo con Manelli. Intanto la macchina amministrativa affronta gli espropri, che interessano 133 aree per oltre 111mila metri quadrati, e i ricorsi sull’appalto. Nell’aprile 2026 il Tar respinge quello presentato da Vezzola contro l’aggiudicazione.

Conti e tempi

Il quadro economico complessivo ammonta a 426,4 milioni di euro. Di questi, 326,9 milioni rappresentano il valore dell’appalto per progettazione esecutiva, lavori e fornitura dei tram. A pagare è quasi interamente lo Stato, con due finanziamenti da 359,5 e 63,1 milioni; il Comune contribuisce per 3,7 milioni. Una montagna di risorse pubbliche che rende il rispetto dei tempi una questione tutt’altro che secondaria.

Il 6 luglio 2026, nell’area della Fiera, la sindaca Laura Castelletti e le autorità posano simbolicamente la prima pietra. Il cronoprogramma presentato da Bs Mobilità e Loggia prevede il primo convoglio nell’aprile 2028 e l’entrata in servizio nel settembre 2030, dopo quattro anni e mezzo di lavori. Sono le scadenze sulla carta, da misurare ora con la realtà. Del resto, nel 2024 si prevedeva di inaugurare la linea già nella primavera del 2030, con i cantieri al via nell’autunno 2025. Il calendario ha già cambiato più volte fermata. E il tram, prima ancora di trasportare passeggeri, deve riuscire a rispettare la propria tabella di marcia. 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Commenti

Buongiorno Brescia

La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...