«Giù le mani dai parcheggi gratuiti del Castello». Lo slogan è già pronto, il gazebo pure. Forza Italia sceglie il colle Cidneo per aprire un nuovo fronte con la Loggia sulla mobilità: dopo Ztl, auto e accessibilità del centro, la battaglia si sposta qualche metro più in alto. E questa volta passa dai posti auto che dovranno lasciare spazio al verde.
Che una parte dei parcheggi del Castello sia destinata a sparire, infatti, non è più un’ipotesi. È uno dei tasselli del progetto con cui l’Amministrazione vuole ridisegnare l’accessibilità del colle, accompagnando la riqualificazione ambientale con meno asfalto e meno automobili. Sul tavolo ci sono circa 90 posti: il confronto tecnico riguarda dove intervenire, tra via Alexander Langer e via del Castello, mentre per i residenti si ragiona su forme di sosta riservata. Sullo sfondo resta l’obiettivo più ambizioso: fare progressivamente del Cidneo un grande parco urbano, anche in vista dell’ascensore atteso entro il 2027.
La protesta
È esattamente qui che Forza Italia mette il piede nella porta. Non contesta la riqualificazione del Castello, precisa il partito, ma il rischio che il conto venga presentato agli automobilisti senza avere prima costruito alternative. «Il Castello è un patrimonio di tutta Brescia - sottolinea il segretario cittadino Flavio Bonardi - e deve essere vissuto da tutti. Studenti universitari, lavoratori, famiglie, persone anziane, persone con difficoltà motorie e commercianti devono poter raggiungere il colle senza trovarsi di fronte a nuove barriere economiche o logistiche». E insiste sul nodo universitario: «L’Università è per tutti e non possiamo immaginare una città nella quale, per raggiungere luoghi di studio, lavoro o cultura, l’unica risposta sia quella di eliminare progressivamente la possibilità di arrivare in automobile senza offrire alternative adeguate».

La linea azzurra è dunque: verde sì, ma non a costo zero - almeno per chi oggi parcheggia a costo zero. «Con questo gazebo vogliamo ribadire una posizione molto semplice - afferma il capogruppo Paolo Fontana -: i parcheggi gratuiti del Castello rappresentano un servizio importante per gli studenti universitari, per i lavoratori, per chi frequenta il centro e per le attività commerciali della zona». Per Fontana «l’Università deve essere accessibile a tutti e non può diventare l’occasione per introdurre nuovi costi che finirebbero per gravare soprattutto su studenti e famiglie». Da qui la richiesta alla Loggia di «salvaguardare la gratuità di questi spazi» e affrontare la sosta tenendo insieme «diritto allo studio, mobilità, esigenze dei residenti e sostegno al commercio locale».
Effetti collaterali
Forza Italia allarga infatti il bersaglio oltre gli studenti. Il Castello, negli ultimi anni, è diventato sempre più anche luogo di appuntamenti, concerti e iniziative culturali ed enogastronomiche, come confermato anche dalla programmazione 2026 di «We love Castello». E dunque, sostiene il partito, ridurne l’accessibilità in auto rischierebbe di produrre effetti anche più a valle, sul centro storico. È la tesi di Pietro Piccoli, responsabile dei dipartimenti di FI Brescia: «Mettere a pagamento i parcheggi del Castello significa stangare chi usa l’auto per studio o lavoro e tagliare le gambe al commercio del centro storico, riducendo l’accessibilità a un’area fondamentale della città». La richiesta è di «tutelare il diritto alla mobilità di studenti e lavoratori senza trasformare ogni sosta nell’ennesima tassa sui bresciani che penalizza soprattutto i ceti più deboli».

Il punto politico, però, viene prima del parchimetro. La Loggia immagina il Castello del futuro con meno automobili e più verde; Forza Italia comincia a organizzare l’opposizione partendo dai posti auto. Il progetto deve ancora stabilire esattamente quali saranno sacrificati. La campagna per salvarli, invece, è già cominciata.




