La rotta è tracciata: fare del «D’Annunzio» l’aeroporto «di riferimento per i voli cargo in Italia e nel sud Europa». Con un’attenzione speciale all’e-commerce e una autocanditura a ospitare i test sul nuovo sistema digitale delle dogane europeo. A Montichiari da settembre si trasferiranno i voli di Amazon, che ha da poco annunciato il trasferimento del proprio traffico merci dal’aeroporto di Malpensa al «d’Annunzio». Per trasformare lo scalo in un hub cargo a tutto tondo il Gruppo Save – società che gestisce gli aeroporti di Venezia e Treviso e, tramite la Catullo spa, gli aeroporti di Verona e Montichiari – ha in corso un piano di investimento da 100 milioni. Ma sul volume aggiuntivo che verrà portato dall’arrivo di Amazon e sul numero di nuove rotte che saranno aperte vige ancora il massimo riserbo.
I numeri
L’arrivo del colosso del commercio online si andrà comunque a sommare al traffico di Poste Italiane, di cui il «d’Annunzio» è già hub. Nel 2024, secondo i dati di Assoaeroporti, il volume delle merci gestite dallo scalo è stato di 38.600 tonnellate, in crescita del 9,4% rispetto al 2023. Nel 2025, invece, c’è stata una flessione del 18.6%, con 31.400 tonnellate movimentate.
Una riduzione – si legge nel Bilancio 2025 della Catullo spa – «riconducibile principalmente al prodotto postale, che nel 2025 ha rappresentato il 62% dei volumi complessivi dello scalo». Un calo delle spedizioni che, si spiega nel rendiconto, sarebbe riconducibile a una razionalizzazione dei flussi su strada di Poste.
In ripresa i numeri del 2026, con un +14,3% di merci trasportate nel primo semestre. A livello nazionale, Montichiari nel 2025 rientrava tra i primi dieci scali cargo d’Italia, al quinto posto davanti a Bergamo, Pisa, Roma Ciampino, Napoli e Ancona. Ma lontana dai flussi di Roma Fiumicino (273.880 tonnellate movimentate) e Milano Malpensa (763.118 tonnellate), proprio l’aeroporto da cui il d’Annunzio dovrebbe ereditare le tratte di Amazon.

E-commerce
Questi i numeri. Ma, dal lato qualitativo, Save ha le idee chiare sulla specializzazione su cui puntare: «Vorremmo diventare uno "one-stop-shop", un luogo unico in cui poter trovare tutto quello che ciò che serve per il traffico e-commerce nazionale, intraeuropeo e intercontinentale», spiega Francesco Folonari, direttore cargo di Save.
L’e-commerce porta con sé anche il tema della logistica: «Oggi siamo gli unici a poter offrire, oltre ai servizi aeroportuali, anche il cosiddetto servizio di "sorting", la selezione dei pacchi e la distribuzione nelle varie destinazioni – spiega Folonari –. Già adesso lo facciamo per Poste, ancora più capillarmente lo faremo per Amazon». Per quali destinazioni? «Con l’arrivo di Amazon si apriranno nuove rotte infraeuropee, mentre continuiamo a lavorare per sostenere il traffico intercontinentale, in particolare verso l’estremo Oriente, con cui stiamo consolidando nuove opportunità».
I lavori
La trasformazione in hub di trasporto merci ha come traguardo il 2032: 20 milioni sono già stati spesi, seguirà un altro investimento da 80 milioni. «In costruzione c’è un primo magazzino da 4.300 metri quadri, che sarà pronto a ottobre del 2026, e a seguire ne realizzeremo un secondo da 10mila metri quadri. Ma lavoriamo anche sulla pista».
L’investimento sui magazzini, aggiunge Folonari, punta anche all’innovazione tecnologica: «C’è un piano di automazione e digitalizzazione, con l’implementazione dell’AI». E poi il tema delle dogane: l’Unione europea a marzo ha approvato la riforma del Codice doganale unionale, fortemente incentrata sulla digitalizzazione: «II nuovo sistema digitale delle dogane porterà dei vantaggi in termini di flessibilità e rapidità del processo – conclude Folonari –. Siamo pronti a ospitare i test, a Montichiari c’è l’ambiente ideale».




