Cronaca

Amazon, da Malpensa all’aeroporto di Montichiari: raddoppiano i voli

Dal prossimo 8 settembre lo scalo D'Annunzio raddoppierà il proprio traffico: sono previsti 38 voli in più alla settimana e circa 40mila tonnellate di merci aggiuntive
Giovanna Zenti

Giovanna Zenti

Giornalista

Amazon volerà da Montichiari dall'8 settembre
Amazon volerà da Montichiari dall'8 settembre

Montichiari raddoppia, sia il numero di voli che il volume delle merci in transito. All’aeroporto D’Annunzio arriva Amazon, che ha scelto di lasciare Malpensa per far base sullo scalo bresciano a partire dal prossimo 8 settembre.

Un’accelerata nel progetto che punta a fare dell’aeroporto un hub cargo per tutto il Sud Europa: a Montichiari si sposterebbe infatti l’intero nodo Amazon di Malpensa, quello che due anni fa risultava il più servito d’Europa in termini di voli. In una nota, l’azienda statunitense spiega di rivedere regolarmente la propria rete logistica per garantire il miglior servizio ai clienti, e colloca la decisione all’interno di un processo di ottimizzazione continua.

I numeri

Il consuntivo del 2025 registrato da Assoaeroporti dice lo scalo Gabriele D’Annunzio di Brescia-Montichiari ha registrato una flessione del volume di merci del 18,6%, fermando la bilancia a 31.411 tonnellate movimentate. Un dato che colloca l’aeroporto al quinto posto della classifica nazionale, ben lontano dai giganti di Malpensa e Roma Fiumicino, ma anche alle spalle di nodi come Venezia e Bologna.

Ora però, con l’arrivo di Amazon, la geografia della logistica aerea del Nord Italia e del Sud Europa potrebbe essere notevolmente rivista.

L’operazione è in linea con il piano industriale di rilancio di Montichiari. Un masterplan strategico da 100 milioni di euro che punta a trasformare lo scalo bresciano nell’hub cargo di riferimento per il Sud Europa. L’orizzonte è al 2032, il percorso è su più step: il primo prevede un sostanzioso e sostanziale aumento dell’area destinata ai magazzini, che secondo il progetto passerà da 15mila a 60 mila metri quadrati. Poi sarà rivista la viabilità attorno allo scalo: in particolare, saranno ridisegnati i tracciati dei raccordi stradali di accesso allo scalo, che prevedo espropri per la loro realizzazioni.

Interventi propedeutici all’obiettivo finale, ovvero quello di allungare la pista, che con i suoi 2.990 metri è già tra le più lunghe del Nord Italia, per riuscire a far atterrare aerei più grossi degli attuali cargo, postali e non, già in servizio.

Le previsioni parlano di un raddoppio dei volumi di traffico, con gli addetti diretti che passeranno da 200 a oltre 400. L’arrivo di Amazon potrebbe essere un’ulteriore spinta.

Un cargo in arrivo all'aeroporto D'Annunzio di Montichiari © www.giornaledibrescia.it
Un cargo in arrivo all'aeroporto D'Annunzio di Montichiari © www.giornaledibrescia.it

Traffico e volumi raddoppiano

Per capire cosa comporta l’arrivo del colosso di Seattle nelle campagne della Bassa bisogna analizzare i numeri. L’operazione Amazon porterà in dote a Montichiari 38 voli settimanali aggiuntivi, per un totale di circa 4.000 movimenti aerei all’anno in più. Il traffico, di fatto, raddoppierà: oggi in media al D’Annunzio si contano 7-8 voli tra lunedì e venerdì, con una contrazione nel fine settimana.

Calcolando la capacità media dei velivoli impiegati per questa tipologia di collegamenti medio-raggio (Boeing 737 Freighter con una portata stimata tra le 18 e le 20 tonnellate per viaggio), l’arrivo di Amazon potrebbe valere circa 35-40mila tonnellate annue di merci movimentate in più. Il che significa più che raddoppiare la quota totale, che arriverebbe 65-70mila tonnellate: quota mai raggiunta a Montichiari.

Ad occuparsene sarà Gda Handling, che già oggi conta su un centinaio di dipendenti operativi nello scalo. «Le attività di movimentazione merci sono gestite da fornitori terzi indipendenti, responsabili della gestione del proprio personale – ha sottolineato Amazon in una nota -. Ci aspettiamo che tutte le tutele previste dal Contratto Collettivo Nazionale di riferimento applicabili vengano pienamente rispettate durante questa transizione». Una precisazione, questa, che anticipa ma non spegne la preoccupazione di Mle, società del gruppo Bcube che fino ad oggi ha gestito la merce a Malpensa e che teme ora potenziali esuberi.

Il nodo ambientale

Se dal punto di vista economico e strategico l’operazione rappresenta la svolta tanto attesa per l’infrastruttura, da un punto di vista ambientale l’impatto è tutto da calcolare. In una zona, per altro, come hanno più volte detto e ribadito i residenti di Montichiari e dei paesi vicini, che vede già una significativa concentrazione di discariche e allevamenti intensivi.

Facile poi immaginare che la quasi totalità dei nuovi movimenti si concentrerà nelle fasce orarie notturne o nella primissima alba, come già avviene dal 2018 per i cargo di Poste Italiane e di Dhl. Una prospettiva destinata a riaprire inevitabilmente i riflettori sull’impatto acustico e ambientale per i comuni della fascia limitrofa - da Montichiari a Castenedolo, fino a Calcinato - già segnati dal passaggio dei voli militari della vicina base di Ghedi e dai network postali esistenti.

Il corridoio di atterraggio e decollo dell'aeroporto D'Annunzio di Montichiari - Fonte FightBeat
Il corridoio di atterraggio e decollo dell'aeroporto D'Annunzio di Montichiari - Fonte FightBeat

Infine, il capitolo viabilistico. Quale sarà il percorso della merce una volta toccata la pista del D’Annunzio? Gli aerei merci non consegnano pacchi ai privati: spostano prodotti tra grandi nodi di stoccaggio in base alle richieste del mercato. I container scaricati a Montichiari verranno caricati direttamente su gomma per alimentare i poli di smistamento del Nord Italia.

L’asse geografico principale vedrà i camion diretti verso i grandi centri di distribuzione regionali, a partire dal polo logistico di Piacenza fino al deposito di smistamento di Castegnato, vero snodo dell’ultimo miglio per la provincia bresciana. Se sul fronte dell’occupazione locale l’operazione genererà inevitabilmente un indotto positivo tra addetti alla movimentazione di terra, sicurezza, carburanti e servizi aeroportuali, resta del tutto aperta la partita della viabilità.

Centinaia di tir in più alla settimana si riverseranno sulle vie di collegamento bresciane. Lo scalo di Montichiari è ben geolocalizzato e questo avrà sicuramente fatto la differenza nella scelta di Amazon. Tra provinciale 236 e i raccordi verso i caselli di A21 e BreBeMi, non è difficile immaginare che, insieme al traffico aereo, aumenterà anche quello su strada.

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