«Con l’arrivo di Amazon, crolla la nostra speranza di non vedere realizzato il maxi-piano di sviluppo dell’aeroporto di Montichiari»: così la presidente del circolo Legambiente Montichiari, Laura Zaniboni, reagisce all’arrivo del colosso Usa al «D’Annunzio». Certo, per lo scalo monteclarense potrebbe essere una svolta, «ma a che prezzo?» si chiede Zaniboni. «La flessione del volume di merci – aggiunge – ci aveva fatto sperare che il piano di ampliamento, sul quale Legambiente aveva presentato le sue osservazioni, non potesse essere concretizzato, anche se ormai ha ottenuto il via libera del Ministero. Invece questa notizia cambia lo scenario. Le entrate e i movimenti prospettati da un colosso come Amazon potrebbero essere il là per motivare i grandi investimenti necessari alla realizzazione dell’ampliamento, con tutto ciò che ne consegue».
I timori riguardano non solo l’aumento dei voli, ma anche le conseguenze ambientali e acustiche: «Coi voli in aumento si svilupperà tutto il sistema logistico, di trasporto su strada, necessario per le merci. Il tutto su un territorio che già oggi convive con numerose criticità».
L’impatto, secondo Legambiente, va considerato nel suo complesso. A cominciare dalla vicinanza con un altro aeroporto, quello militare di Ghedi, «aeroporto – sottolinea Zaniboni – che in questo periodo, probabilmente per le note questioni di instabilità internazionale, ci pare registri momenti di significativa attività».
La sensazione, per i vertici di Legambiente, è di avere poco margine di manovra. «Devo ammettere che sono molto pessimista sul futuro della nostra pianura – conclude Zaniboni –: eppure, credo che la natura, proprio in questo periodo, tra temperature torride, incendi e maltempo, ci stia dando chiari segnali. Ad ogni modo, continueremo a sensibilizzare e magari potrebbe essere utile una mobilitazione popolare, ma non si pensi che sia semplice coinvolgere le persone».
«Per anni abbiamo lottato, evidenziando conseguenze ambientali e rischi sulla salute per la presenza di questo aeroporto – commenta la notizia Sergio Perini, medico ed ex presidente di Cambia Rotta, sodalizio di Carpenedolo attivo da tempo –. Purtroppo siamo rimasti inascoltati».



