La Lombardia sceglie Londra per raccontare la propria idea di transizione ecologica. Non una trasformazione costruita solo su obiettivi climatici e riduzione delle emissioni, ma una politica che prova a tenere insieme ambiente, industria e sicurezza energetica.
È con questo messaggio che Regione si è presentata alla London Climate Action Week, uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati alle politiche per il clima, portando sul tavolo un dato economico: quasi 800 milioni di euro investiti tra il 2021 e il 2026 per accompagnare la decarbonizzazione.
Due direttrici
L’intervento dell’assessore regionale alla Under2 Coalition - una delle più grandi reti mondiali di governi regionali impegnati sulle politiche climatiche - è servito a raccontare quella che Palazzo Lombardia definisce «la via lombarda» verso la neutralità carbonica del 2050: una transizione che punta su incentivi, innovazione tecnologica e collaborazione con il sistema produttivo, anziché su misure considerate «penalizzanti per imprese e territori».
Dietro gli 800 milioni ci sono due direttrici principali. La prima riguarda l’efficienza energetica e l’economia circolare. Circa 630 milioni di euro sono stati destinati all’ammodernamento degli edifici pubblici e dell’edilizia residenziale pubblica, attraverso interventi di isolamento termico, rinnovo degli impianti di riscaldamento e raffrescamento, sistemi di teleriscaldamento ad alta efficienza e opere di bioingegneria. Una parte consistente delle risorse ha finanziato anche il bando Ri.Circo.Lo, dedicato ai progetti di economia circolare nelle filiere del tessile, dell’alimentare, dei Raee e delle costruzioni.
La seconda direttrice guarda invece alle misure che incidono più direttamente sul territorio. Solo nel 2026 la Regione ha stanziato altri 160 milioni di euro per incentivare la sostituzione delle auto più inquinanti, favorire l’installazione di impianti di riscaldamento a biomassa di nuova generazione e finanziare il programma Strade Verdi, che sostiene interventi di forestazione urbana, piste ciclabili e opere per rendere le città più resilienti agli effetti dei cambiamenti climatici.
La strategia complessiva
Gli investimenti, nelle intenzioni della Regione, si inseriscono in una strategia più ampia che comprende la legge regionale sul clima approvata nel 2025, la Strategia integrata per l’adattamento ai cambiamenti climatici, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel green budgeting e i Patti di sostenibilità, strumenti pensati per mettere in rete amministrazioni, imprese e soggetti del territorio.

Il messaggio politico della missione londinese è stato affidato soprattutto alle parole dell’assessore Maione, che ha rivendicato un approccio fondato sulla concretezza. «La transizione ambientale e la sicurezza energetica non si governano con le ideologie, ma con il pragmatismo, l’innovazione tecnologica e una profonda assunzione di responsabilità istituzionale. La Lombardia è il cuore industriale d’Italia e uno dei motori economici d’Europa. Stiamo dimostrando concretamente che la tutela dell’ambiente e lo sviluppo economico, la salvaguardia del territorio e la competitività delle nostre imprese possono e devono camminare insieme. Se dimentichiamo la sostenibilità sociale ed economica, falliremo anche l’obiettivo ambientale».
L’obiettivo politico
A sostegno di questa impostazione, la Regione ha richiamato anche altri tasselli della propria politica ambientale: la legge sulle aree idonee per lo sviluppo degli impianti da fonti rinnovabili, il primato nazionale nel teleriscaldamento e nell’idroelettrico e la Strategia regionale sull’idrogeno, con cui punta ad accompagnare la decarbonizzazione delle industrie più energivore.
Più che una semplice missione istituzionale, quella londinese rappresenta un’operazione di posizionamento. In vista dei prossimi appuntamenti internazionali sul clima, la Lombardia prova ad accreditarsi come uno dei territori europei in cui la transizione ecologica passa attraverso la politica industriale tanto quanto attraverso quella ambientale. Un messaggio rivolto ai partner internazionali, ma anche al dibattito italiano, dove il rapporto tra competitività economica e decarbonizzazione continua a essere uno dei terreni più contesi.




