Quanto vale l’economia della Franciacorta? In una porzione di terra tanto ridotta quanto stratificata, non è semplice cristallizzare il flusso economico ma è possibile estrapolare alcuni valori.
Il ruolo dei vigneti
L’economia della Franciacorta, trainata principalmente dal suo pregiato vino spumante Metodo Classico, rappresenta d’altronde un elemento economico significativo, posizionandosi come un’eccellenza del made in Italy con un indotto che supera il mezzo miliardo di euro. Una cifra monstre, se si considerano i metri quadri dell’area territoriale tra il capoluogo e il Sebino.
Ma un indicatore economico dello stato di salute di un territorio è anche il suo borsino immobiliare. E in Franciacorta non può non essere considerato quello dei vigneti. Secondo le più recenti quotazioni al primo posto si piazzano i vigneti altoatesini, stabilmente intorno ai 550.000 euro di valutazione per ettaro, e quelli dell’Amarone, con quotazioni oscillanti fra i 480.000 e i 500.000 euro. Ma i vigneti della Franciacorta oscillano intorno ai 230.000 euro, prima dei piemontesi del Barbaresco e delle vigne del Nobile di Montepulciano.
Il turismo
Oltre all’economia di carattere prevalentemente agricolo-rurale, c’è poi da considerare il turismo: da anni la Franciacorta ha ormai rotto il muro dei 150mila turisti annui solo all’interno dei circuiti enologici. L’enoturista tipo in Franciacorta è quasi sempre italiano (gli stranieri sono cresciuti, ma rappresentano ancora circa il 10%) e ha tra i 35 e i 40 anni. In questo contesto, la Strada del Franciacorta conferma un aumento costante di oltre un terzo.
A proposito del settore, gli studi evidenziano che in Franciacorta è rappresentato per quasi la metà da piccole cantine a gestione e con accoglienza familiare e in minima parte di brand famosi. Come a dire: il «treno» dell’enoturismo è composto da vagoni diversi, grandi e piccoli. Tutti, con forze e spinta diversa, contribuiscono ogni anno alla velocità crescente del territorio.



