Brescia e Hinterland

Le sfide bresciane del 2024: tutte le grandi opere in agenda

Il nuovo anno si apre con gli occhi su Conferenza dei servizi per il depuratore del Garda e Cittadella dell’innovazione
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OPERE IN AGENDA NEL 2024

Nuovo anno, nuovi propositi, ma anche... (molti) vecchi progetti, annunciati in passato e rimasti (almeno per ora) solo sulla carta. L’identikit delle sfide amministrative (tradotto: grandi opere e infrastrutture) di città e provincia ricalca per buona parte quello degli anni precedenti. Un po’ perché per mettere in carreggiata un progetto, la burocrazia impone spesso tempi titanici; un po’ perché la caccia ai fondi è sempre più costellata di ostacoli; un po’ anche perché talvolta mancano mano ferma e comunità d’intenti. L’agenda Brescia si ridisegna insomma trascinando nelle pagine 2024 antichi grattacapi (a partire dalla viabilità) e aggiungendo nuove esigenze a cui cercare risposte efficaci (come l’sos abitativa, sempre più incalzante). Qualche punto di svolta, però, lo offre: una sorta di road map delle certezze (intoppi permettendo) che questo nuovo anno consegna ai suoi cittadini.

In città

Partiamo dal fondo: le opere e i progetti ai quali i prossimi dodici mesi dovrebbero restituire risposte chiare. Il capoluogo metterà in carreggiata il progetto tram: no, nel 2024 la città non sarà ancora intarsiata di cantieri, che inizieranno a fare capolino dal 2025, con la prima corsa prevista nel 2029. Il Consiglio comunale della Loggia sarà chiamato però ad approvare il progetto definitivo e la gara dell’appalto integrato: il 5 febbraio scadono i termini per le osservazioni legate agli espropri. Questo sarà anche l’anno della Caffaro: nella cittadella industriale inizieranno i cantieri per la prima tranche della bonifica. Un’accelerata è attesa anche sulla questione della copertura della Pinacoteca e un verdetto arriverà sul dossier Cittadella dell’innovazione: resta l’idea di trovarle casa nell’ex centro commerciale Freccia Rossa, ma tutto resta subordinato al preventivo che i privati devono ancora rendere pubblico. Certo è che se il budget richiesto supererà i dieci milioni, difficilmente l’operazione potrà andare in porto lì. Dopo anni di ritardi e di imprevisti da governare, la primavera alzerà poi finalmente il sipario sul teatro Borsoni di via Milano.

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