Ci sono 400mila euro per la diagnosi energetica dei condomini
Le priorità sono ben scandite e la linea è chiara: riuscire a chiudere il cerchio degli interventi chiave entro la fine del mandato. A partire da tutte le trasformazioni che gravitano attorno a via Milano e che andrebbero a completare il progetto Oltre la strada: il consultorio e centro vaccinale, il teatro Borsoni, il parco Case del sole per il quale «è stata già eseguita la gara e i lavori dovrebbero partire in estate», la Casa del Parco delle Cave.
Ma c’è anche un paniere di opere sulle quali si è lavorato dietro le quinte in questi anni e che, ora, sono pronte per essere «messe a terra» e dare i loro frutti. A tenere i fili di questo grande lavoro di raccordo che pianifica la Brescia futura e «tiene insieme» in un’unica cornice il lavoro tematico di tutti gli assessorati è il Settore urbanistica, le cui cabine di regia sono affidate a Michela Tiboni. Che su questi quattro anni di amministrazione chiarisce: «Tutto ciò che abbiamo fatto non può prescindere dalla prima consiliatura, durante la quale si è tratteggiata la strategia all’interno del Pgt: questa seconda ha accompagnato esattamente quelle trasformazioni» spiega.
L'equilibrio tra pubblico e privato

Gli esempi non mancano: dal campus dell’Università statale ai piani Poliambulanza, Abaribbi, Rsa di via Romiglia. E, ancora: corso Bazoli, Campo Marte, via Foro Boario.
Arriva lo sportello energia
Dagli obiettivi raggiunti e «spuntati» sul programma di mandato a quelli da raggiungere in questi mesi. Il progetto chiave è articolato e l’obiettivo è dichiarato nel sommario: «trasformare la sfida del cambiamento climatico in opportunità». Si chiama «Un filo naturale» e racchiude un mosaico di azioni che va dalla realizzazione di tetti verdi a zone oasi, passando per una piattaforma di sensibilizzazione sulla crisi climatica, depavimentazione e forestazione.
Un fondo di 400mila euro per i cittadini

«Casa della Comunità in via Don Vender»
L'assessore all'Urbanistica Michela Tiboni con il sindaco Del Bono - © www.giornaledibrescia.itAsessore, nell’ultimo anno inizia un progetto ambizioso: le azioni di «Un filo naturale» sono molte...

Sì, perché la vera sfida amministrativa da cogliere e sulla quale lavorare oggi è quella del cambiamento climatico. A febbraio, grazie al lavoro di networking, il Comune di Brescia è stato invitato a partecipare al progetto Europa sul tema degli One stop shop, un piano che coinvolge una serie di regioni europee che si coordinano per attivare questi sportelli. Nel nostro percorso saremo affiancati dalla Regione Piemonte. È un’opportunità per sensibilizzare e per fornire strumenti concreti per affrontare seriamente il cambiamento climatico e trasformarlo in opportunità.
Come si trasforma la crisi climatica in opportunità?
È una sfida e una visione, serve una strategia per la transizione climatica, perché c’è ancora molto da realizzare: si deve fare fronte, ad esempio, ai problemi legati alle isole di calore e alle bombe d’acqua. Bisogna fare fronte a problemi concreti, ma non lo si può fare da soli. Bisogna coinvolgere i cittadini e tutto il mondo delle categorie: io credo che servano dei principi fondanti condivisi dai quali non si prescinde e che non possono essere messi in discussione a ogni cambio di Amministrazione. Solo così, sui temi importanti, si raggiungono risultati concreti. Anche per questo è importante il lavoro di accompagnamento sulle comunità energetiche.Si era detto che Oltre la strada non si sarebbe fermato alla sola via Milano. Quale la prossima mossa?
Entro l’anno si metterà in moto la riqualificazione di via Metastasio con il giardino della pioggia, ma questo sarà solo il primo esempio di un disegno più ampio. L’idea è di scegliere altri ambiti e di replicare interventi analoghi. Una scelta che non compirà il Comune da solo: si pianificherà insieme ai Consigli di quartiere: questo 2022 sarà l’anno della progettazione.
Ci sono nuovi servizi alle porte? Ad esempio la Casa della comunità...
Sì, Brescia avrà la sua Casa della comunità in via Don Vender: il piano attuativo di riferimento è quello dell’Italmark: nell’area comunale dell’ex depuratore sarà realizzato il nuovo supermercato, il vecchio sarà demolito e lì accanto sarà realizzata la Casa della comunità con i fondi Pnrr.
I fondi per la rigenerazione urbana legati al Pnrr sono ormai persi oppure si sta trovando una soluzione? Non sono pochi: si tratta di 57 milioni...
Stiamo approfondendo con l’Avvocatura per capire se ci sono le condizioni. Purtroppo le regole del gioco per il bando che raddoppiava i fondi dell'operazione Tintoretto sono cambiate in corsa. Speriamo...
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