Storie

La startupper bresciana che a Londra scommette sugli hybrid games

Cecilia Manduca, 32enne originaria di Nuvolento, lavora per la startup norvegese PortalOne: «Uniamo il meglio di videogiochi e tv». E sull’Italia: «Oggi l’ecosistema dell’innovazione è molto meglio di qualche tempo fa»
Cecilia Manduca
Cecilia Manduca

Non è un mestiere per cuori deboli quello dello startupper. Servono competenze, capacità di adattarsi al cambiamento continuo, voglia di non fermarsi nella comfort zone e tanto coraggio. Perché a volte ti trovi a correre in praterie sconosciute, dove anche una nuova frontiera come quella degli hybrid games – format che fonde la partecipazione dei videogiochi con l’intrattenimento televisivo – può diventare il tuo pane quotidiano.

Per Cecilia Manduca, 32enne nata e cresciuta a Nuvolento, questa irrequietezza creativa è stata una costante. Perché tra il diploma al liceo Copernico di Brescia e il suo attuale lavoro come financial director della startup norvegese con base a Londra PortalOne, di strade ne ha imboccate tante: «Ho studiato Business administration e poi Environmental economics all’università di Bolzano – racconta –. In mezzo ci sono però tanti viaggi, tra Thailandia, Australia e Sud America». Poi l’approdo a Londra dove studia Geografia culturale al King's College. «È una materia a cavallo tra sociologia e filosofia» spiega, quasi anticipando quella flessibilità che diventerà la cifra stilistica della sua attività professionale.

Dal venture capital alle startup

«Sono entrata quasi per caso nel mondo delle startup, ma devo dire che mi sono sempre trovata bene negli ambienti di lavoro piccoli – racconta Manduca –. Qui inoltre tutto cambia in fretta e si ha la sensazione di essere sempre sulla breccia di ciò che accade nel mondo. Citando una delle ospiti del mio podcast Top of the Ops (ci torneremo, ndr), “Se stai facendo lo stesso lavoro di 3-4 mesi fa stai sbagliando. E rallenti”». Qui impara il cambiamento, la velocità, «anche se non è un mondo adatto a tutti, dato che manca quel senso di stabilità e di struttura che magari si trova in altri contesti più grandi – ammette –. Dipende molto da ciò che una persona cerca per sé».

Inizia lavorando in un fondo di venture capital, Talis Capital, per quattro anni. Diventa quindi chief of staff in Seqera, scaleup nel campo della bioinformatica: «Quello del chief of staff è un lavoro che allora era quasi sconosciuto, mutuato dalla politica – afferma –. Ora è in forte espansione ma all’inizio facevamo noi stessi fatica a capire quali ne fossero i contorni».

Hybrid games

Poi arriva un nuovo cambio. Entra come financial director nella startup norvegese PortalOne, «realtà sulla quale avevo investito, esattamente come in Segera, durante il mio lavoro nel venture capital». L’azienda si occupa di hybrid games, un settore totalmente nuovo. L’idea è far incontrare «il meglio dei videogiochi e il meglio della televisione»: da un lato la partecipazione attiva del giocatore, dall’altro il volto umano, l’emotività, la ritualità e insieme l’improvvisazione del live show. Gli hybrid games di PortalOne nascono proprio da questa fusione, una piattaforma in cui si può giocare, «a giochi classici come quelli per Atari» e partecipare a tornei quotidiani: «Immaginatevi “Chi vuole essere milionario” – chiarisce Manduca –, Ecco, con noi si può essere un concorrente ogni giorno, partecipando come se si fosse in studio».

L’altra colonna del format prevede invece dei veri e propri live show, dove un personaggio famoso può essere sfidato in diretta: «Qui grazie alla Vr e al green screen la persona in studio è come se fosse davvero coinvolta nella sfida».

Lo scopo degli hybrid games è infatti quello «di dare al gioco un aspetto più immersivo e più televisivo: ci sono personaggi e idoli che segui. Parimente però sei protagonista, attore e non solo spettatore» spiega Manduca. La tecnologia consente inoltre di costruire episodi che sembrano live, con costi di produzione ridotti e quindi scalabile più facilmente, trasformando l’esperienza in qualcosa che si guarda e si gioca allo stesso tempo. «Attualmente la nostra app è disponibile in Nord America e in Norvegia – svela la 32enne –, e tra circa due mesi la lanceremo globalmente».

Il podcast

C’è poi la restituzione di quanto appreso lungo il suo percorso. Insieme a Beatrice Aliprandi, veronese, anche lei con un passato nel venture capital e oggi chief of staff in Praktika.ai, ha lanciato il podcast «Top of the Ops» (ascoltabile qui su Spotify), dedicato al mondo delle operations nelle startup. «Tra colleghe ci siamo aiutate molto, quando il chief of staff non si sapeva bene cosa fosse – afferma –. Negli ultimi anni abbiamo però visto crescere molto l’interesse attorno a questo ruolo, noi vogliamo aiutare chi si sta avvicinando a questo mondo e dare consigli pratici a chi è appena entrato».

Una parte sempre più importante del podcast sarà, manco a dirlo, dedicata all’intelligenza artificiale. «Cominceremo a condividere toolkit e soluzioni operative: nelle startup se non usi l’AI rischi di rimanere indietro. Molte persone hanno però bisogno di ispirazione, esempi e stimoli per capire come applicarla davvero».

Capitolo intelligenza artificiale. Secondo Manduca «nel nostro mondo è imperativo essere lean e veloci: se non usi l’intelligenza artificiale, o non sai usarla bene, rischi di restare indietro – spiega –. Anche durante un colloquio di lavoro, a parità di profilo, ora viene scelto più facilmente chi sa già integrare questi strumenti nella propria operatività».

Italia

Cecilia Manduca coi genitori
Cecilia Manduca coi genitori

Un pensiero però, vedendo il successo di questa emigrata eccellente, vola a chi in Italia è rimasto. «Il mio sguardo sull’ecosistema italiano è cambiato – dice –. Oggi è molto meglio di come lo vedevo fino a qualche tempo fa». Segnali come la crescita di Bending Spoons e la sua Ipo al Nasdaq «sono significativi, perché contribuiscono a creare fiducia e a mostrare che anche nel Paese possono nascere aziende innovative di scala internazionale».

Ovviamente uno sguardo va anche al contesto politico e istituzionale. «In Italia si stanno muovendo cose positive: ci sono più successi, più investimenti e anche realtà come Cdp Venture Capital stanno spingendo nella direzione giusta, investendo non solo nel nostro Paese ma invitando anche attori esteri a farlo – afferma –. Serve però accelerare questo processo in modo deliberato». E l’ultima battuta, affilata, arriva veloce così come il mondo nel quale si muove: «Bisogna anche smettere di raccontare il posto fisso come la cosa più bella del mondo». A buon intenditor poche parole.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Tecnologia & Ambiente

Il futuro è già qui: tutto quello che c’è da sapere su Tecnologia e Ambiente.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
Aree naturali protette del bresciano - Ambienti e percorsiAree naturali protette del bresciano - Ambienti e percorsi

La seconda guida Grafo è dedicata al Parco Alto Garda Bresciano, ai parchi dell’hinterland e della pianura orientale.

SCOPRI DI PIÙ
SponsorizzatoSantogusto: tra atmosfere estive, dj set e piatti gourmetSantogusto: tra atmosfere estive, dj set e piatti gourmet

In occasione della bella stagione il gruppo organizza serate con musica, aperitivi e piano bar