Storie

Dagli olivi sul Garda alle Torbiere: anche gli alberi bresciani si adottano

Anche a Brescia e provincia è possibile compiere questo gesto per sostenere una specie, un bosco, una riserva naturale o un’azienda agricola, finanziando progetti ambientali e tutelando l’ambiente
Giulia Camilla Bassi
Un olivo del Garda - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Un olivo del Garda - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it

Non serve possedere un giardino, avere il pollice verde e nemmeno saper distinguere una farnia da un carpino. Per adottare un albero, oggi, bastano pochi clic. Si sceglie una specie, un bosco, una riserva naturale o un’azienda agricola, si versa un contributo e si riceve generalmente un certificato, accompagnato in alcuni casi da fotografie, coordinate geografiche e aggiornamenti sulla crescita della propria pianta. Un gesto non comune, eppure così semplice, che può essere scelto anche come regalo per una nascita, un anniversario o per ricordare una persona. Negli ultimi anni, però, questa formula si sta trasformando in uno strumento sempre più utilizzato per finanziare progetti ambientali e agricoli, magari per il recupero di un’area degradata, la creazione di nuovi boschi, il rafforzamento di un ecosistema già esistente, la tutela di un giardino storico o il sostegno a una piccola azienda agricola.

Il termine «adozione», però, non indica un passaggio di proprietà. L’albero resta nel luogo in cui viene piantato o coltivato e il contributo rappresenta soprattutto una forma di partecipazione simbolica ed economica. Inoltre, non tutte le adozioni funzionano nello stesso modo. In alcuni casi si finanzia un nuovo albero; in altri si contribuisce a proteggere una pianta già adulta o un intero bosco. Ci sono progetti che permettono di partecipare alla piantumazione, altri che consentono di visitare il luogo, seguire online la crescita dell’esemplare o ricevere i frutti raccolti. Prima di scegliere la formula prediletta, è perciò utile capire che cosa sostiene realmente il contributo e chi si occuperà dell’albero una volta terminata la cerimonia o ricevuto il certificato.

Le Torbiere del Sebino

Nel Bresciano una delle possibilità più immediate conduce alle Torbiere del Sebino. Attraverso la piattaforma WOWnature è possibile scegliere online uno degli alberi destinati alla riserva naturale di Iseo, adottarlo per sé oppure regalarlo. Chi aderisce riceve un certificato digitale e viene informato sugli eventi organizzati nell’area: quando le condizioni ambientali lo permettono, si può partecipare personalmente alla messa a dimora. In caso contrario, sono i responsabili del progetto a occuparsene. L’intervento non consiste semplicemente nell’aggiungere nuove piante. Alle Torbiere le piantumazioni servono anche a ricostruire fasce verdi e habitat adatti a uccelli, anfibi e rettili, utilizzando specie differenti a seconda delle caratteristiche del terreno: ontani e salici nelle zone più umide, querce, frassini e arbusti nelle aree circostanti. Tra il 2023 e l’autunno del 2024 sono stati messi a dimora oltre 4.500 alberi.

Torbiere. Riserva piccola, ma unica, ospita tre specie palustri in via di estinzione
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La stessa piattaforma, in passato, è intervenuta in altri luoghi della provincia. Al Bosco del Lusignolo, tra San Gervasio Bresciano, Milzano e Alfianello, 200 nuovi alberi e arbusti autoctoni hanno sostituito alcuni pioppi diventati instabili e rafforzato un’area verde nata nei primi anni Duemila in mezzo alla pianura agricola. Nel Parco Oglio Nord, invece, il progetto ha interessato il Bosco della Marisca, tra Villachiara e Genivolta, dove alla piantumazione si affiancano il recupero delle zone umide e la realizzazione di rifugi per piccoli animali, pipistrelli e insetti impollinatori.

Alberi di Vita a Mompiano

Non tutte le iniziative passano attraverso una piattaforma nazionale. A Mompiano l’associazione di volontariato Alberi di Vita ha promosso, tra le altre attività di impegno sociale, il progetto «Adotta un Albero di Vita nel bosco di Mompiano», coinvolgendo la scuola primaria Arici, famiglie, anziani, associazioni e realtà del quartiere.

Nel marzo del 2023 sono stati piantati 18 alberi nel parco della Croce Rossa. Durante l’estate cittadini e volontari si sono organizzati per annaffiarli; alcuni esemplari che non avevano attecchito sono stati sostituiti, portando successivamente il totale a 21 piante. Un’esperienza che mostra uno degli aspetti meno visibili della riforestazione: il gesto importante non è soltanto piantare, ma continuare a prendersi cura dell’albero nei mesi e negli anni successivi.

Sul Garda

Ma l’adozione può servire anche a sostenere alberi e coltivazioni produttive già esistenti. È il modello proposto da Bbuono, realtà che riunisce piccoli produttori delle valli bresciane e del lago di Garda, offrendo formule che comprendono generalmente un attestato, una fotografia personalizzata, aggiornamenti digitali e una selezione dei prodotti ottenuti dalla coltivazione adottata.

A Puegnago sul Garda è possibile adottare un albero di olivo dell’azienda agricola biologica Poggioriotto. Le formule disponibili hanno durate differenti e consentono di ricevere olio extravergine Garda Dop biologico, olive in salamoia e paté di olive, oltre a una fotografia del produttore accanto alla pianta contrassegnata con il nome dell’adottante e a un diario digitale attraverso il quale seguirne la vita.

La stessa piattaforma propone anche l’adozione di una vigna dell’azienda agricola La Guarda, realtà familiare che coltiva i propri vigneti sulle colline della Valtènesi, tra la frazione di Castrezzone, a Muscoline, e Polpenazze. L’adottante riceve un attestato, una fotografia personalizzata, aggiornamenti sulle attività svolte in campo e alcune bottiglie prodotte dall’azienda. È inoltre possibile visitare il vigneto e partecipare, previo accordo con i produttori, ad alcuni momenti della stagione vitivinicola, dalla potatura alla vendemmia.

Italia

Allargando lo sguardo al resto d’Italia, la parola «adozione» assume significati diversi. Treedom finanzia progetti agroforestali in vari Paesi: l’albero viene piantato e curato da un agricoltore, fotografato, geolocalizzato e associato a una pagina digitale attraverso la quale seguirne la storia. Biorfarm applica invece il modello agli alberi da frutto coltivati da aziende agricole biologiche italiane. L’adozione è annuale, sostiene direttamente il produttore e comprende una prima consegna del raccolto. L’albero viene numerato e geolocalizzato, mentre fotografie e video permettono di seguirne la coltivazione; in alcuni casi è possibile visitare l’azienda e partecipare alla raccolta.

Il Fondo per l’Ambiente Italiano propone, infine, una forma più legata alla memoria e alla conservazione del paesaggio: è possibile adottare un albero in uno dei Beni FAI e dedicargli una targa con il proprio nome o quello di una persona cara. Il contributo serve alla tutela dei giardini e dei luoghi curati dalla fondazione.

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