Economia

Franciacorta, via alla vendemmia anticipata: «Colpa del caldo torrido»

Confagricoltura ha dato via ufficiale alla raccolta delle uve a Castello Bonomi
Daniele Piacentini
Lavoratori in vigna per il primo giorno di vendemmia
Lavoratori in vigna per il primo giorno di vendemmia

La vendemmia di settembre è ormai un ricordo. In tempi di crisi climatica, la raccolta dei grappoli, in Franciacorta, anticipa sempre più. Stamattina il via alla vendemmia a Castello Bonomi di Coccaglio, dove Confagricoltura ha voluto fare il punto sull’andamento della stagione e sulle prospettive del comparto vitivinicolo. Come spiegato da Gianluigi Vimercati, vicepresidente di Confagricoltura Brescia, «senza quest’ultima decina di giorni di temperature estreme, che hanno bloccato la maturazione, saremmo partiti intorno al 10 agosto. Il caldo fa diminuire l’acidità e aumentare il grado zuccherino: per le basi spumante è necessario intervenire tempestivamente, raccogliendo un prodotto sano e con un equilibrio ancora ottimale».

Lo scenario

Il caldo e le grandinate che, a macchia di leopardo, hanno colpito l’Ovest, hanno avuto ricadute sul fronte della quantità, con una stima di resa inferiore «tra il 20 e il 30 per cento. Il 2025, comunque, era stata un’annata piena con buone giacenze e avevamo tenuto delle riserve». Meno grappoli, dunque, e una possibile resa in mosto più bassa, dato che siccità e caldo hanno limitato l’accrescimento degli acini. Le uve si presentano tuttavia generalmente sane e prive di particolari problemi fitosanitari.

«Nei vigneti colpiti abbiamo un carico inferiore – ha spiegato Sabrina Gozio, presidente della sezione vitivinicola di Confagricoltura Brescia –, ma le uve sono sane. Le piogge invernali hanno permesso alle piante adulte, con apparati radicali profondi, di affrontare meglio la siccità. Maggiori difficoltà nei vigneti giovani e nei nuovi impianti. Siamo comunque fiduciosi: nei terreni non colpiti il carico è buono e le premesse qualitative sono positive».

Da sinistra Sabrina Gozio, Roberto Paladin e Gianluigi Vimercati
Da sinistra Sabrina Gozio, Roberto Paladin e Gianluigi Vimercati

Il nodo lavoratori

Per tutelare chi lavora in vigna – circa 3500 persone in totale, in massima parte arrivati ad hoc dalla Romania, anche se non mancano presenze da Ghana, Pakistan e India – la raccolta si concentra nelle ore più fresche della giornata, interrompendo le operazioni nel primo pomeriggio. Il conferimento di uve eccessivamente calde, infatti, richiederebbe un successivo raffreddamento prima della lavorazione. La vendemmia potrebbe quindi procedere con ritmi più contenuti, ma senza particolari interruzioni.

In molte aziende della Franciacorta la parte principale della raccolta dovrebbe concludersi comunque prima di Ferragosto. Poi toccherà al lavoro in cantina, «che richiede – ha chiosato Roberto Paladin, titolare della cantina Castello Bonomi – precisione, con raccolte parcellizzate in funzione delle caratteristiche di ogni singolo vigneto, capacità di osservazione e scelte puntuali. Questa vendemmia ci invita a riflettere: sarà fondamentale comprendere se gli eccessi climatici rappresentino una nuova normalità, con cui dovremo confrontarci, o se si tratti di eventi straordinari. In ogni caso, sarà sempre più determinante saper leggere il vigneto e adattare le nostre scelte agronomiche alle condizioni di ogni annata».

Il Consorzio

«La natura detta i tempi e noi ci adattiamo al suo andamento, osservando con attenzione ciò che accade nei vigneti e intervenendo di conseguenza». Così Emanuele Rabotti, presidente del Consorzio Franciacorta, sull’avvio sempre più anticipato della vendemmia. «Quest’anno – aggiunge Rabotti – le temperature elevate e la limitata disponibilità idrica hanno accelerato la maturazione delle uve, portandoci ad anticipare l’inizio della raccolta. La conoscenza del territorio e il lavoro quotidiano dei nostri viticoltori ci permettono di affrontare ogni stagione con attenzione e tempestività, con l’obiettivo di preservare la qualità delle uve e dei nostri vini».

La vendemmia rappresenta ogni anno il momento in cui prende forma il lavoro svolto durante l’intero ciclo vegetativo. Un percorso che coinvolge aziende e viticoltori nella cura di un territorio capace di evolvere insieme al clima, «mantenendo saldo – chiosa sempre Rabotti – il legame con la qualità, la sostenibilità e la valorizzazione della denominazione, in cui il Consorzio gioca un ruolo fondamentale nella tutela di questo patrimonio».

Le elevate temperature e la limitata disponibilità d’acqua hanno rallentato la crescita vegetativa nella seconda parte della stagione, soprattutto nei terreni più drenanti e nei vigneti più giovani, senza tuttavia compromettere il regolare percorso di maturazione delle uve. Determinante è stato il lavoro quotidiano dei viticoltori, chiamati a interpretare le esigenze di ogni singolo vigneto e a adattare la gestione agronomica alle diverse condizioni: una conferma dell’importanza del fattore umano, «quel sapere – dice ancora Rabotti – che è elemento imprescindibile e fondante di una denominazione di alto prestigio come Franciacorta».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
Cosmo 2050 - Speciale eclissi di agostoCosmo 2050 - Speciale eclissi di agosto

Dove, a che ora e in che modo seguire i due grandi appuntamenti estivi.

SCOPRI DI PIÙ
Una data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdBUna data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdB

Dall’archivio storico, disponibile dal 27 aprile 1945 a oggi

SCOPRI DI PIÙ
Impara l’inglese in un meseImpara l’inglese in un mese

La nuova edizione in cinque volumi è in edicola con il GdB ogni giovedì fino al 20 agosto

SCOPRI DI PIÙ