Crespi, peggior media gol in carriera in C. E Spagnoli morde il freno

Valerio segna ogni 324 minuti e mezzo, nelle due stagioni precedenti aveva fatto meglio: il suo valore non è in discussione, ma ci si aspetta una reazione. L’ex Padova è tornato a timbrare dopo un anno e molti guai
Luca Chiarini, Fabrizio Zanolini
Crespi e Spagnoli (insieme a Corini) - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
Crespi e Spagnoli (insieme a Corini) - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it

I numeri non raccontano tutto ma pongono un tema. Quelli della crisi di Valerio Crespi sono interpretabili: due reti in otto partite sono effettivamente poche, ma in fondo lo stesso ruolino aveva scandito le sue prime partite in serie C, con la vecchia FeralpiSalò. La media gol attuale, invece, è per distacco la sua peggiore in questa categoria. Fin qui Valerio ha raggranellato due gol in 649 minuti. Il calcolo è semplice: va a segno ogni 324 minuti e mezzo.

Nello scorso campionato l’impatto era stato dirompente, al punto che la stagione regolare si chiuse al ritmo di un centro ogni 150 minuti. Senza contare i play off, nei quali la media migliorò ulteriormente. Anche sul Garda, nella (mezza) stagione precedente, riuscì ad assestarsi a una rete ogni 198 minuti, poco più di due partite. La buona notizia è che quella attuale è una statistica parziale, in costante aggiornamento, e dunque può essere migliorata.

Le responsabilità

Se lo augurano tutti, senza dubbio lo fa Crespi, che porta sulle spalle la responsabilità di essere il nove del Brescia, la punta titolare sulla quale il club ha scelto di investire per raggiungere l’obiettivo promozione. Il valore del giocatore non è in discussione, e ci mancherebbe. Mettiamoci pure che nel girone dell’Union non si segna moltissimo: il capocannoniere è Paolucci del Cittadella, a quota quattro insieme a Molina del Trento. Però è innegabile che da Valerio tutti si aspettino di più.

Serie C, gli scatti di Lecco-Union Brescia
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Serie C, gli scatti di Lecco-Union Brescia

E la nota più dissonante di Lecco non è stato tanto il rigore sbagliato, che può capitare e in questo caso specifico è pure frutto di un po’ di sfortuna. Peraltro se l’era conquistato lui da solo, raccogliendo palla a centrocampo e lanciandosi in uno slalom gigante che ha calamitato l’entrata avventata di Andrea Mallamo. Il punto vero riguarda quello che è accaduto dopo. Crespi si è accartocciato su sé stesso. È sparito dai radar e ha smesso di incidere. Non ha saputo incassare quello schiaffo. L’elemento da correggere è questo. Perché il Brescia ha bisogno dei suoi gol (Lecco ha confermato il teorema: quando lui resta a secco, spesso e volentieri l’Union non vince), e questa per lui dev’essere la stagione della consacrazione.

Le ultime gare

Il rigore conquistato e poi sbagliato da Crespi - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Il rigore conquistato e poi sbagliato da Crespi - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it

Nell’ultimo periodo Valerio ha saputo fare il Valerio solo con l’Alcione, condensando in una singola giocata tutto il repertorio: controllo pregiato, movimento da grande attaccante e girata letale. Col Treviso si è salvato con un assist per Rizzo Pinna, contro Dolomiti Bellunesi e Lecco ha sempre lasciato un senso d’incompiutezza. Non è un momento no a spostare il giudizio ed è bene ribadirlo. Perché per età (ventidue anni) e potenziale siamo già di fronte a un peso massimo per la categoria. Di più: ha le credenziali per far parte di un eventuale Brescia in categorie superiori. È un patrimonio di questo club.

La concorrenza

Proprio per questa ragione deve rimettersi a correre: non può dipendere tutto da lui, ma è pure lecito attendersi che un giocatore di quel livello trascini, non che si lasci trascinare o affossare a seconda delle circostanze. Anche perché, forse per la prima volta in questa stagione, alle sue spalle c’è uno Spagnoli che morde il freno. Chissà che la concorrenza non serva a stimolare il Valerio un po’ spento di queste ultime settimane.

In forma

di Fabrizio Zanolini

Spagnoli esulta dopo il gol - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
Spagnoli esulta dopo il gol - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it

Da Lecco a Lecco. Per quasi 365 giorni d’attesa. L’attesa di, per usare parole sue, «muovere la rete, perché è bellissimo quando si muove». Alberto Spagnoli è tornato a mettere la sua firma sul tabellino marcatori un anno dopo l’ultima volta. Era il 19 ottobre dell’anno scorso e quella zampata sempre al «Rigamonti-Ceppi» (ma nella porta opposta a quella perforata l’altro ieri) diede tre, meritatissimi, punti al Brescia. Le prospettive per la squadra e per il 32enne nativo di Pordenone, al suo terzo gol stagionale, parevano brillanti.

Ma la sfortuna lo aspettava di lì a poco. Poco più di un’ora nella seguente gara con l’Albinoleffe e poi il buio: un grave strappo muscolare lo mise ko per oltre quattro mesi e il suo ritorno in campo, il 13 marzo nella trasferta milanese con l’Alcione, gli regalò solo 14’ e un altro infortunio muscolare alla coscia che lo lasciò al palo per il resto della stagione, play off compresi, visto che ritrovò l’erba sotto i tacchetti solo nella finale di ritorno ad Ascoli, ma seduto in panchina per l’intero match.

La ripartenza

E allora, tutto rimandato a questa stagione, partita però sotto il segno della scimmia sulla spalla di un virus influenzale che gli ha fatto cominciare la preparazione estiva a Piamborno con qualche giorno di ritardo rispetto ai compagni. Con però tanta voglia di recuperare il tempo perduto e dimostrare alla società che ha fatto bene a puntare su di lui andando a prenderlo dal Padova. L’inizio di campionato gli ha riservato però, finora, solo cinque subentri per un totale di 114’ giocati, con i 45’ di domenica scorsa come maggior minutaggio in campo.

E d’altronde, la scelta di Corini di puntare su un modulo base con una sola punta di ruolo supportata da due trequartisti, ne ha tarpato le ambizioni con Crespi sin qui schierato titolare nel 3-4-2-1 del tecnico bresciano. Ma proprio con Crespi, quando schierati insieme, ha mostrato di saper convivere in un’eventuale scelta dell’allenatore di Bagnolo Mella di passaggio, dall’inizio o in corsa, alle due punte.

Per ora, si gode quella capocciata pesante al 97esimo. Lui, 32 anni festeggiati pochi giorni fa, abituato a gol pesanti nel recupero: sua, infatti, la firma sull’1-1 colto a Vicenza al 94’ nella sfida diretta del febbraio 2025 per consolidare quel primato che, alla fine, il Padova mantenne sul «Lane» per la promozione in B. «Ci sono anch’io», le sue parole al termine del match di domenica in riva al Lario. Già. Perché uno Spagnoli in chiara crescita ora morde il freno. Considerarlo solo un ottimo subentro diventa limitativo. E Corini sa che ora può contare su di lui. Quasi 365 giorni dopo, quella rete s’è nuovamente mossa.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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