Spagnoli: «Brescia, ci sono anch’io. Rizzo Pinna aveva predetto il mio gol»

L’attaccante del Brescia, autore del definitivo 2-2 a Lecco: «Il campionato è lungo, basti pensare che quando giocavo a Padova il Vicenza ci rimontò dieci punti. Con questa rete mi tolgo un bel sassolino»
Luca Chiarini

Luca Chiarini

Giornalista

Spagnoli esulta dopo il gol - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
Spagnoli esulta dopo il gol - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it

Evidentemente l’aria di Lecco è rigenerante per Alberto Spagnoli. Gol vittoria un anno fa, pareggio nel settimo minuto di recupero questa volta. L’incornata di oggi vale due punti in meno, ma ha lo stesso speso specifico. «Ci sono anche io», scandisce davanti alla telecamera, sfoggiando un sorriso pieno e rotondo: «Mi sono tolto un bel sassolino».

Non c’è polemica, e dunque nessun destinatario. La sfida è solo con sé stesso, con i capricci di un corpo che per lunghi mesi l’ha lasciato a piedi nella scorsa stagione. E siccome il passato insegna, l’attaccante del Brescia sposta subito il discorso con la squadra: «Ho vinto un solo campionato, a Padova. A dicembre eravamo a più dieci sul Vicenza, che poi però ci rimontò. Alla fine arrivammo comunque primi, ma quanto accadde in quella stagione testimonia che tutto è possibile. Siamo soltanto a ottobre».

Il bilancio

Spagnoli mette ordine tra i pensieri e parla con franchezza: «A caldo viene da dire che sono due punti persi, anche se dopo il 2-2 ho visto grande gioia nei volti dei miei compagni. Non possiamo essere pienamente soddisfatti, ma almeno rosicchiamo un punticino al Cittadella». Di certo se il finale di oggi non ha gettato tutti nello sconforto il merito è suo, della cattiveria che ha messo in quella frustata di testa nell’ultima azione del match: «Ho saputo intorno al 41’ che sarei entrato, e l’ho fatto con voglia e convinzione. A inizio ripresa ho avuto un’altra occasione di testa, e l’ho fallita. Volevo riscattarla e fortunatamente ci sono riuscito».

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Il campionato

Parla da veterano, Spagnoli, che anagraficamente è tra i più navigati dello spogliatoio. Predica calma e ha una buona parola per tutti: «Da fuori questo campionato può sembrare semplice, ma vi assicuro che non è così. Il mister ci dà tutti gli strumenti per affrontare al meglio le partite, e ha uno staff preparatissimo. Serve il contributo di tutti: nei periodi di emergenza anche chi ha trovato meno spazio, come me o Pellegrini, deve farsi trovare pronto».

Il gruppo

Predica bene e razzola meglio, Alberto. Un esempio? I primi che ha abbracciato dopo il gol sono stati Rizzo Pinna e Crespi: «Andrea me l’aveva detto poche ore prima della partita: “Oggi entri e segni”. In campo gli ho risposto che muovere la rete è bellissimo. Quanto a Valerio, escludo che il rigore sbagliato l’abbia condizionato. Mentalmente è fortissimo e non è tipo da farsi abbattere per episodi così. Cerco di rubare qualche sua giocata in allenamento, come credo faccia lui con me. C’è una competizione sana. Ci alleniamo tutti alla grande, e credo sia proprio questo uno dei segreti di questo gruppo».

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