Quella che era una pazza idea, adesso è solo un’idea. Che poggia su solide e razionali basi pur mantenendo la sua componente di sogno. Ma no: l’idea di un Brescia promosso contro i pronostici, contro il logorio di una stagione col vento contrario, contro lo scetticismo, non è affatto pazza. Il gruppo squadra ci crede. Ci ha sempre creduto e strada facendo, con i fatti, ha portato tutti dalla sua.
Il clima
L’essere umano è fatto per adattarsi a qualsiasi situazione, il tifoso a qualsiasi categoria. Ed è così che dopo mesi passati ad elaborare e ad accettare accadimenti e serie C, c’è una città intera che aspetta la finale Brescia-Ascoli come fosse quella di Champions League. Testa alta e sguardo fiero: è la grande voglia di Brescia che si respira nell’aria a dettare l’agenda di una piazza che questa sera alle 21.15 (ma cos’è quest’orario da Liga spagnola?) sarà rappresentata a Mompiano da 15.000 e passa cuori (tra questi di nuovo moltissimi ex e non fa più notizia – si fa per dire – quella che sarà la terza presenza consecutiva sugli spalti di Tonali).
Sarebbero stati anche più di 15.000: ma non c’è stato modo di farsi concedere (dalle autorità competenti) anche il settore ospiti vuoto causa divieti (ne parliamo sotto) per metterlo a disposizione di ulteriori bresciani (discorso diverso per la sud che per essere riaperta avrebbe bisogno di lavori di adeguamento e che dunque è formalmente inagibile). Si fa con chi c’è: con trequarti di stadio pronto a fare di più e meglio che con la Salernitana. E giù era stata tanta roba.
Stasera però è speciale perché un domani – che cadrà domenica alle 18 ad Ascoli – esiste: per arrivare però a viverselo con le sufficienti possibilità di andare davvero a rioccupare un pezzo del cielo della serie B, il muro portante delle ambizioni va costruito questa sera. Pur non essendo obbligatoria al 100%, una vittoria serve al 100%: la differenza è molto sottile, ma c’è (ricordiamo il regolamento: in caso di parità al termine dei 180’ sono previsti i supplementari ed eventualmente i rigori).
Corini contro Tomei

La parte del leone la faranno i due allenatori portatori di un calcio organizzato e propositivo per quanto declinato in maniera diversa, anche da un punto di vista tattico. Di certo si affrontano due squadre che giocano anche se, parimenti, vantano difese di ferro. Si affrontano due squadre che nell’insieme stanno bene da un punto di vista fisico. Una considerazione che incredibilmente vale anche per un Brescia nel quale due degli elementi di maggior spicco, anche tatticamente, come Rizzo e Marras, vengono da giorni e giorni di gestione, cure e anti dolorifici: di fatto, non si allenano, ma giocano.
E incidono. Non fosse per l’influenza che ha colpito Crespi, fin qui l’uomo play off con tre gol in quattro partite...Ovvio che in due sfide la differenza la farà anche la lunghezza e la qualità della coperta, ma da tempo in casa biancazzurra, tra le mura dello spogliatoio, si è smesso di ragionare su ciò che non è stato e su cosa manca concentrandosi su quanto invece si ha e come lo si ha. Esercizio tornato buono proprio per contrastare la frustrazione dell’inciampo per il «gorilla» dell’attacco.
L’avversaria

Si pensava che l’Ascoli avrebbe potuto patire qualcosa per la promozione diretta mancata in extremis dopo una straordinaria tentata rimonta all’Arezzo, ma così non è stato. Il tempo di un veloce reset, che la squadra di Tomei – allievo di Di Francesco – è subito tornata a far divertire tutti.
Squadra tosta quella marchigiana, ma che qualcosa comunque concede. Sarà una sfida fatta anche di duelli a distanza: esterni di sinistra contro esterni di sinistra vedi De Maria (re di assist)-D’Uffizi (re del gol: 13). Difensore contro difensore: un Silvestri in stato di grazia di qua, il punto di riferimento capitan Curado di là. E potremmo continuare.
Occhio ai particolari: otto diffidati per il Brescia, zero per l’Ascoli. Numeri che hanno veramente dell’incredibile nei due estremi. E con i quali vanno fatti i conti: tra gli otto, chi piglia un’ammonizione salta il ritorno. Chi ha la spada di Damocle gialla sulla testa giocherà condizionato? Quante domande. Con in testa solo un’idea.



