Salute e benessere

Il peso sulla bilancia racconta davvero la verità?

Ritenzione idrica, massa muscolare, ciclo mestruale e composizione corporea possono far oscillare il peso senza un reale aumento di grasso. Ecco perché la bilancia racconta solo una parte della verità e cosa osservare davvero in un percorso di benessere
Federica Federici Signori, biologa nutrizionista
La bilancia, come strumento, pesa soltanto: non può sapere di cosa siamo fatti
La bilancia, come strumento, pesa soltanto: non può sapere di cosa siamo fatti

Ti pesi e il numero non scende. Ti impegni, segui il piano alimentare, ti alleni con costanza ma niente: la bilancia non ne vuole sapere di spostarsi. Eppure, dopo la pizza del fine settimana, l’ago sale e segna quel mezzo chilo in più. Com’è possibile? Perché sembra così facile «ingrassare» da un giorno all’altro e così difficile perdere peso?

A tutto questo, a volte, c’è una spiegazione scientifica. E se quel numero che vedi non ti stesse raccontando tutta la verità? La bilancia, come strumento, pesa soltanto: non può sapere di cosa siamo fatti, non distingue tra liquidi, ritenzione, muscolo o grasso.

Peso e composizione corporea: le differenze

Il nostro corpo è un sistema biologico complesso, composto da una parte di massa magra – muscoli, organi e acqua – e da una parte di massa grassa, cioè il grasso corporeo vero e proprio, che serve anche a proteggere gli organi interni ed è un sistema endocrino capace di produrre ormoni.

Non possiamo giudicare salute e corpo solo da un numero
Non possiamo giudicare salute e corpo solo da un numero

Sulla base della composizione corporea, due persone con lo stesso identico peso possono avere corpi completamente diversi, sia dal punto di vista della salute sia da quello estetico. Un esempio semplice? Una persona alta 165 centimetri che pesa 95 chili. A prima vista potrebbe sembrare una persona in sovrappeso, che quindi necessita di «dimagrire». Ma se fosse un bodybuilder, uno sportivo, un lanciatore o un nuotatore, fisicamente «tutto muscoli», il discorso cambierebbe.

Ecco perché non possiamo giudicare salute e corpo solo da un numero. E soprattutto perché dobbiamo iniziare a pensare che dimagrire non significhi soltanto pesare meno, ma anche migliorare la composizione corporea.

Falsi amici: massa muscolare, idratazione e ciclo mestruale

Ci sono alcune condizioni e alcuni momenti in cui il peso può ingannare. In questi casi la bilancia non è sempre uno strumento affidabile.

Il primo riguarda l’allenamento, soprattutto quello con i pesi, che stimola la massa muscolare. Se sviluppiamo muscolo, possiamo vedere il numero sulla bilancia salire: il muscolo pesa più del grasso e, a parità di volume, è più denso. Con un buon allenamento, quindi, la bilancia può rimanere esattamente allo stesso punto, mentre il corpo diventa più sano, forte e tonico. In questo caso stiamo migliorando, solo che la bilancia non lo sa.

Il muscolo può ingannare la bilancia
Il muscolo può ingannare la bilancia

Il secondo caso è quello in cui ci si pesa subito dopo un fine settimana fuori porta o dopo un pasto più «impegnativo». Da lì può nascere il panico: un chilo in più? Addirittura due? In realtà il peso può cambiare senza che ci sia un reale aumento di grasso. Sale, stress e cattiva idratazione possono portare a un aumento temporaneo del peso. Ma si tratta soprattutto di acqua, non di grasso, e dopo qualche giorno i livelli tornano alla normalità.

Il terzo caso riguarda la popolazione femminile: anche il ciclo mestruale può fisiologicamente far aumentare il peso. Nella fase premestruale, a causa dei cambiamenti ormonali, possono aumentare gonfiore, ritenzione idrica e di conseguenza anche il peso. Alcune donne notano uno o due chili in più durante «quei giorni», ma anche in questo caso non si tratta di grasso: è un aumento transitorio legato agli ormoni.

Il problema psicologico della bilancia

Se ci leghiamo troppo al numero che vediamo sulla bilancia, non stiamo facendo un grosso affare: non siamo numeri e il nostro valore non dipende dal nostro peso. Fissarsi su un dato che non scende può portare a frustrazione, insoddisfazione e senso di fallimento.

Sono sensazioni negative che non si sposano bene con un percorso – quello dell’educazione alimentare e del movimento per il benessere – che dovrebbe durare una vita intera. Il rischio è legare un cambiamento solo a un numero e giudicarci esclusivamente per quello.

Cosa guardare davvero

Esistono alternative più utili per valutare l’andamento della nostra composizione corporea senza dare troppo «peso al peso». I vestiti, ad esempio: come ci veste un paio di jeans può essere un’unità di misura molto più concreta della bilancia.

Le fotografie scattate nel tempo possono essere un'unità di misura più concreta
Le fotografie scattate nel tempo possono essere un'unità di misura più concreta

Ci sono poi le circonferenze corporee, le fotografie scattate nel tempo, i livelli di energia e benessere, la performance sportiva. E, se siamo seguiti da un professionista, anche strumenti come pliche corporee e bioimpedenza, una metodica non invasiva utile per stimare massa grassa e massa magra.

È corretto dire che la bilancia non mente, ma dice solo una piccola parte della verità. Il peso è un dato, non un giudizio. Conta il percorso, lo stile di vita, come stiamo e non soltanto il numero. Non siamo numeri: siamo sistemi complessi e meritiamo di essere valutati come tali, in tutte le nostre sfaccettature.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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