Perché saltare i pasti rallenta il metabolismo

Sentiamo spesso dire che saltare i pasti rallenta il metabolismo. Ma sarà vero? cosa succede al nostro corpo quando non mangiamo a sufficienza?
Cos’è il metabolismo
Per prima cosa, è importante capire che cos’è il metabolismo: è l’insieme di tutte le reazioni chimiche che avvengono nel nostro corpo per produrre energia, costruire e mantenere i tessuti, e anche per far funzionare correttamente i nostri organi. In parole molto semplici, è il modo in cui il nostro corpo usa il cibo che mangiamo per tenerci in vita e permetterci di svolgere tutte le attività quotidiane, dalle più complicate (come lavorare) alle più scontate (come respirare o dormire).

Quando si parla di metabolismo però spesso si fa riferimento a quante calorie consumiamo, e questo dipende da 3 fattori principali. Il metabolismo basale (BMR), ovvero l’energia che il corpo consuma a riposo e rappresenta circa il 60-70% del dispendio energetico totale, l’effetto termico del cibo, ovvero l’energia necessaria per digerire, assorbire e metabolizzare i nutrienti, e richiede circa il 10% del dispendio energetico, e l’attività fisica ed il movimento quotidiano, il cosiddetto NEAT (Non Exercise Activity Thermogenesis), la parte sicuramente più variabile del metabolismo, che include lavoro, allenamento, gesti quotidiani, scale… ed il metabolismo è influenzato da tantissimi fattori, come età, massa muscolare, sesso, genetica, ormoni, stile di vita.
Un metabolismo «patologicamente» lento è molto raro, e nella maggior parte quando il metabolismo è «lento», questo dipende da scorrette abitudini alimentari, sedentarietà o diete troppo restrittive, che lo influenzano in modo negativo. Il metabolismo, infatti, non è un interruttore che si può spegnere o accendere, ma è un sistema dinamico che si adatta al nostro stile di vita.
Saltare i pasti non fa dimagrire
Ebbene sì, privare il corpo di nutrienti non porta per forza a ridurre la massa grassa, anzi. Abbiamo visto che il metabolismo è un sistema in continuo movimento che cambia in base al nostro stile di vita, e saltare i pasti può comportare proprio un «rallentamento» del metabolismo.
Questo si traduce con il dover mangiare sempre meno per poter mantenere il proprio peso, perché il corpo risponde a lunghi periodi di digiuno «facendo scorta», ovvero interpretando il digiuno come una carenza di nutrienti non volontaria, da cui deve proteggersi.
Se non mangiamo per troppo tempo, il corpo entra infatti in una modalità di risparmio energetico, utile per compensare la mancanza di calorie, bruciando meno energia a riposo e potenzialmente portando anche a perdita di massa muscolare, aumento dell’appetito ed accumulo di grasso. Saltare i pasti riduce quindi il nostro tasso metabolico, ovvero la velocità con cui il corpo brucia calorie.
Per mantenere un metabolismo sano e attivo, è bene seguire una dieta sana ed equilibrata e fare pasti regolari e bilanciati durante la giornata. In questo senso, per ottimizzare il metabolismo, gli stimoli più importanti sono attività fisica ed aumento della massa magra (con più muscoli, si «brucia» di più anche a riposo, anche dormendo).
Differenza col digiuno intermittente
Sicuramente vi sarete chiesti come mai, se saltare i pasti rallenta il metabolismo, il digiuno intermittente è una pratica associata al benessere. In apparenza sembra una contraddizione, ma saltare i pasti e seguire un digiuno intermittente non sono la stessa cosa, anche se a livello pratico si può «mangiare meno spesso».

Quando si parla di saltare i pasti, si intende pasti saltati in modo casuale, senza una struttura, spesso per recuperare dopo eccessi o per dimagrire più rapidamente. Come abbiamo visto, questi può portare a maggiore fame, riduzione dell’energia e difficoltà a coprire i fabbisogni nutrizionali.
Il digiuno intermittente è invece una strategia organizzata, che alterna finestre di digiuno a finestre di alimentazione pianificata: non è una dieta, ma una specifica distribuzione dei pasti nel tempo. Può funzionare perché riducendo i pasti si riducono le occasioni di mangiare per noia o abitudine, è coerente con i ritmi di alcune persone (come turnisti o chi non ha fame al mattino). Non funziona per tutti, soprattutto se viene usato come forma di restrizione, e in questo caso è molto simile al salto dei pasti.
Bisogna sempre ricordare il punto chiave dell’alimentazione: non è il numero dei pasti a fare la differenza, ma la qualità dell’alimentazione, la sostenibilità nel tempo ed il rapporto con il cibo. E saltare i pasti oltre a rallentare il metabolismo, non insegna niente di tutto questo.
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