Farmaci, Brescia ne butta 20 tonnellate: arriva la legge anti spreco

L’ha varata Regione Lombardia per favorire forme di recupero dei medicinali inutilizzati o invenduti
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Farmaci, arriva la legge antispreco
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Sciroppi iniziati e mai terminati, bustine scadute in fondo alle borse, confezioni di pastiglie nemmeno aperte perché, nel frattempo, il mal di stomaco è passato. Ogni anno, in città, finiscono nel cestino 20 tonnellate di farmaci inutilizzati. Uno spreco che colpisce, soprattutto se si pensa che, per ragioni economiche, sempre più persone sono costrette a rinunciare alle cure. E che una parte di quei medicinali – quella ancora integra, valida e ben conservata – potrebbe essere recuperata, trasformandosi così da scarto in risorsa preziosa.

Il modello

Nasce da questa consapevolezza la legge numero 120 che il Consiglio regionale ha approvato con l’obiettivo di contrastare la povertà sanitaria e, nello specifico, incentivare e sostenere «attività solidali di recupero e donazione di medicinali e altri prodotti farmaceutici invenduti o inutilizzati». Un primo passo verso l’avvio di un sistema strutturato che coinvolgerà il Terzo settore. Un sistema virtuoso i cui dettagli operativi verranno chiariti attraverso la definizione di un regolamento che, tra le altre cose, individuerà le tipologie di presidi e beni sanitari oggetto delle attività solidali di recupero e donazione; i soggetti che potranno svolgere queste attività e quelli che potranno beneficiarne. Intanto è stato previsto un finanziamento iniziale da 200mila euro.

Questa legge - promossa da Christian Garavaglia (capogruppo di FdI) e approvata martedì all’unanimità - rappresenta «una risposta concreta a un fenomeno silenzioso, ma drammatico – osserva il consigliere bresciano di FdI Diego Invernici, vicepresidente della IX Commissione Sostenibilità sociale, casa e famiglia – : cittadini e nuclei familiari che rinunciano ai farmaci perché non riescono più a sostenerne il costo. Era nostro dovere intervenire, e lo abbiamo fatto con un modello innovativo, solidale e profondamente umano. Un modello che mette in rete farmacie, imprese e realtà del Terzo Settore, valorizzando il volontariato».

L’Osservatorio

Il tutto prevedendo, in parallelo, la costituzione di un Osservatorio regionale sulla povertà sanitaria, quale organo di supporto alla programmazione e alla valutazione degli interventi. Organo che, nel dettaglio, si occuperà del monitoraggio delle eccedenze e degli sprechi di farmaci, presidi e beni sanitari; stilerà progetti per trasformare lo scarto in risorsa e presenterà alla Giunta regionale proposte per lo sviluppo di iniziative di sensibilizzazione sul tema.

Tutti i numeri

In città, si diceva, i bresciani buttano 20 tonnellate di farmaci l’anno. A riferirlo è Aprica, che nel 2024 – attraverso i contenitori posti davanti alle farmacie, i cinque centri di raccolta e il servizio Ecocar – ha raccolto 20.697 chilogrammi di medicinali e quest’anno stima di raccoglierne 20.824 (14.057 kg davanti alle farmacie).

Rispetto al 2023 (17.999 kg) c’è stato un incremento attribuito alla maggiore sensibilità dei cittadini, probabilmente stimolata dalle campagne informative circa l’importanza di gettare questi prodotti negli appositi contenitori (in città davanti alle farmacie ce ne sono 59) e non nell’indifferenziato. Ampliando l’orizzonte a tutta la provincia, l’ultimo dato disponibile risale al 2023 ed è impresso nel «Quaderno dei rifiuti» del Broletto: i farmaci che i bresciani hanno buttato in un anno pesano almeno 94 tonnellate.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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