Secondo il calendario meteorologico, la stagione autunnale è iniziata il 1° settembre e si concluderà il 30 novembre, dunque il giro di boa è molto vicino. Finora la bilancia pende chiaramente dalla parte del caldo anomalo, soprattutto a causa di una prima metà di settembre accompagnata da temperature nettamente superiori alla media del periodo. Ottobre, dopo un inizio sopra le righe, ha tentato di riportarsi sui binari della normalità, ma la perturbazione di giovedì scorso si è rivelata meno intensa del previsto e il calo termico è stato tutt’altro che eclatante.
Fare previsioni per la seconda parte dell’autunno è impossibile, ma l’auspicio è che arrivino quelli che gli appassionati di meteorologia chiamano «treni» di perturbazioni atlantiche: si tratta di peggioramenti atmosferici estesi e organizzati, che si susseguono con una certa continuità, portando piogge diffuse in pianura e nevicate in alta quota, con ovvi benefici per i nostri ghiacciai. Sarebbe una preziosa boccata d’ossigeno, dopo un’estate bollente, tuttavia non è affatto scontato che ciò accada.
La realtà supera la fantasia
Nel frattempo, facciamo un breve viaggio nel tempo, ripercorrendo le tappe di una delle ondate di caldo più clamorose di tutta la serie storica bresciana: tre anni fa, proprio quando l’autunno avrebbe dovuto entrare nel vivo, un’estesa area di alta pressione dal sapore estivo abbracciò il Nord Italia, favorendo un’impennata termica da record.

Le temperature raggiunsero valori pienamente estivi e l’osservatorio dell’istituto Pastori, nel pomeriggio del 9 ottobre 2023, rilevò un picco pari a +31,3°C. Soffrire il caldo nel cuore della stagione autunnale, fino a pochi decenni fa, sarebbe stato impensabile, ma il cambiamento climatico ha dimostrato che, in determinate condizioni, è possibile superare i 30 gradi anche in ottobre.
Il meteoquiz
A proposito di caldo anomalo, ecco la soluzione dell’ultimo meteoquiz: quest’anno, secondo i dati dell’osservatorio di Ghedi, abbiamo vissuto il quinto mese di settembre più caldo di tutta la serie storica, iniziata nel 1951. Nulla di nuovo, purtroppo: finora l’unico mese termicamente normale del 2026 è stato gennaio. Con il quesito di oggi, invece, torniamo indietro nel tempo di ventinove anni.



