Passione Meteo

Tutti i numeri di un’estate rovente

Dopo mesi di caldo è arrivato il momento di tirare le somme sulla stagione che, secondo il calendario meteorologico, si è ufficialmente conclusa il 31 agosto
Una giornata di sole a Brescia dell'ultima estate
Una giornata di sole a Brescia dell'ultima estate

Il 31 agosto, secondo il calendario meteorologico, è ufficialmente calato il sipario sull’estate 2026, che aveva preso il via il 1° giugno. Il cambio di stagione, per il momento, è avvenuto solo sulla carta, dato che la prima settimana di settembre è stata eccezionalmente calda, con punte vicine ai 35 gradi. In ogni caso, è arrivato il momento di tirare le somme, grazie ai numeri forniti da Nicola Gelfi, responsabile dell’osservatorio dell’istituto Pastori, situato in viale Bornata e attivo dal 1949.

Le estati più calde

Iniziamo subito con la «top five» delle stagioni estive più calde di tutta la serie storica cittadina: al primo posto, con una temperatura media di +27,76°C, troviamo l’estate 2003, seguita proprio dalla stagione appena conclusa, che ha fatto registrare una media di +26,85°C. Completa il podio l’estate 2022, con una media di +26,28°C, seguita dall’estate 2012 (+25,69°C) e dall’estate 2019 (+25,44°C).

Nel 2003, dal 1° giugno al 31 agosto, le notti tropicali furono sessantanove, mentre nel trimestre da poco concluso ci siamo fermati a cinquantaquattro. Le massime pari o superiori ai 35 gradi, che nell’estate 2003 furono trentotto, quest’anno sono state trentacinque. Se ci spostiamo sul colle Cidneo, le prime tre posizioni in classifica sono identiche, ma cambiano, ovviamente, i numeri: medaglia d’oro all’estate 2003 (+27,88°C), d’argento all’estate 2026 (+27,48°C) e di bronzo all’estate 2022 (+26,89°C).

A Ghedi, invece, troviamo le stagioni estive del 2003 e del 2026 sostanzialmente appaiate (la differenza tra il primo e il secondo posto è pari a tre centesimi di grado, quindi, di fatto, può essere considerata nulla). Roncadelle vede invece prevalere il 2003 di circa tre decimi di grado.

Il bilancio dell’estate 2026

Come mai queste differenze? Potere dei microclimi, che rispondono in modo diverso alle ondate di caldo: nel 2003 i tassi di umidità, nel capoluogo e nelle valli, furono inferiori a quelli rilevati quest’anno e la temperatura media stagionale fu più elevata.

La conclusione, in ogni caso, non cambia: abbiamo vissuto un trimestre segnato da pesantissime ondate di caldo, che in alcune zone della provincia, compreso il capoluogo, non hanno permesso di battere le temperature medie dell’estate 2003, ma in compenso hanno fatto cadere come birilli i record giornalieri (basti pensare ai +37,7°C del 28 giugno e ai +39,4°C del 6 agosto).

Si cambia rotta

La prima settimana di settembre, tanto per cambiare, ha portato con sé numeri estremamente anomali, a causa dell’onnipresente anticiclone subtropicale, che ci ha regalato notti tropicali e massime superiori ai 33-34°C. Francamente, non se ne può più.

Oggi vivremo un’altra giornata lontanissima dalla normalità, ma avremo un buon motivo per sorridere: domani, secondo le previsioni, arriverà la tanto attesa svolta, con un deciso calo termico che spazzerà via la cappa di caldo anomalo. Non mancheranno piogge e temporali, a causa dello scontro fra masse d’aria molto diverse tra loro.

Il meteoquiz

Ora spazio al nuovo meteoquiz, ma prima scopriamo insieme cosa accadde a Mompiano il 16 settembre 2000: un violentissimo temporale, accompagnato da forti raffiche di vento, colpì il quartiere ai piedi del colle di San Giuseppe: caddero anche chicchi di grandine di notevoli dimensioni, proprio durante l’incontro di Coppa Italia Brescia-Juventus, che fu temporaneamente sospeso. Oggi non vi chiediamo di scavare nei vostri ricordi, ma di cimentarvi con un quesito più tecnico.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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