Una sfida che è stata prioritaria nell’agenda europea e globale per anni, ma che oggi sembra essere travolta da un calo di interesse, nonostante la situazione geopolitica ed economica la indichino ancora come strategica: come si può oggi mantenere la strada intrapresa sul tema della sostenibilità? È da questo interrogativo che è nato il terzo incontro del ciclo «Competere nel cambiamento: Esg, intelligenza artificiale e impresa», promosso dal Giornale di Brescia nell’ambito di GdB&Futura.
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Un incontro in scena nella sede di Mori 2A a Nuvolento e che ha visto confrontarsi interlocutori provenienti da diversi ambiti e realtà, per portare esempi di sostenibilità concreti e replicabili e sottolineare le criticità di un panorama globale sempre più complesso. In dialogo con il giornalista del GdB Stefano Martinelli, i relatori hanno affrontato la questione a partire dalla linea espressa dal padrone di casa, il ceo di Mori 2A Alvise Mori, certo della «necessaria presa di posizione sul tema. Il verbo chiave nel mondo odierno, non solo imprenditoriale, è scegliere: non per inerzia, continuando lungo binari già percorsi, ma con criterio. Oggi sostenibilità e credibilità per un’azienda sono temi connessi».
Un concetto, quello della scelta, rimarcato anche da Andrea Piazzalunga, responsabile dello sviluppo commerciale di Indam Laboratori. «Siamo testimoni nei nostri laboratori di analisi ambientali, della direzione presa dal sistema produttivo bresciano, e affianchiamo gli imprenditori in scelte consapevolmente meno impattanti. Una sfida chiave oggi? L’end of waste, soprattutto per industrie pesanti come le nostre».
Il percorso però è indubbiamente reso complesso da legislazioni non chiare e da rallentamenti burocratici. «Percepiamo la tensione degli imprenditori - ha sottolineato Luca Guerini, direttore commerciale di Gandellini Beniamino -, ma restiamo convinti che il solare sia un cardine della transizione energetica, e che sia necessario slittare da una politica di quantità ad una di qualità». Un tema ribadito da Mori, che ha difeso i timori della categoria, ribadendo «l’importanza dell’analisi del contesto: in Germania sono stati stanziati otto miliardi per le aziende energivore, in Italia uno solo, ma ben sette per le Olimpiadi».
Cer
Tra le risposte concrete portate all’incontro sull’efficienza energetica, oltre al fotovoltaico, anche l’esperienza della società a partecipazione pubblica Garda Uno, raccontata dal responsabile tecnico delle Cer Matteo Modé. «Le Comunità energetiche rinnovabili suscitano un forte interesse e ad oggi si sono costituite in 33 Comuni da noi serviti: cittadini e aziende diventano protagonisti in campo energetico e non più solo consumatori, in un’unione tra collettività ed equilibrio sociale, economico e ambientale».
Un tema caro all’Uomo quello della sostenibilità, fin dalla notte dei tempi, come sottolineato dal professore Antonio Molinari, coordinatore del master in Rischio climatico e governance dell’ambiente dell’Alta Scuola per l’Ambiente dell’Università Cattolica. «L’umanità si confronta con gli antenati dei temi Esg fin dal Mesolitico. Oggi questi argomenti si muovono lungo le coordinate di trasparenza, responsabilità e orientamento strategico: è importante ricordarsi come le competenze e la formazione siano ancora le chiavi di volta per affrontare la complessità futura».
Una soluzione, quindi, forse c’è: continuare a investire in una direzione intrapresa da tempo nel Bresciano, ma facendolo con convinzione, non per inerzia, e insieme.



