Da Desenzano a New York, passando di nuovo per Brescia. La traiettoria di QuantumSpace si allunga oltre Atlantico e ora torna a incrociare il territorio nel quale il progetto aveva mosso i primi passi. La società italo-americana, specializzata in cognitive visual intelligence, guarda infatti ora alla provincia per portare nel tessuto produttivo bresciano una tecnologia nata nel mondo dell’arte e cresciuta tra healthcare, aerospace e applicazioni industriali.
A conferma di ciò ci sono i contatti avviati nei giorni scorsi con il presidente della Camera di Commercio Roberto Saccone e il direttore generale del Csmt Andrea Zanetti, per provare a entrare dalla porta principale del BinD. «L’idea infatti è verificare possibili collaborazioni con imprese del territorio, fino alla costituzione di joint venture industriali» spiega uno dei cofondatori, nonché ex ceo, Alberto Finadri (è originario di Castiglione delle Stiviere).
Cosa fa
Alla base c’è la cognitive visual intelligence, come la definiscono Finadri e Francesco Rocchi, cofounder e coo (nel team c’è anche il bresciano Marco D’Aiuto): si tratta di una tecnologia che utilizza intelligenza artificiale, computer vision e strumenti di calcolo avanzato per trasformare le immagini in dati strutturati. Da una singola immagine «possono essere estratte oltre 180 mila variabili: informazioni che vengono ordinate, confrontate e messe in relazione per individuare pattern, anomalie e cambiamenti» spiegano.
Il punto di partenza è stata l’arte. QuantumSpace, nata nel 2019 a Desenzano per poi trasferirsi prima a Milano e poi negli States, lavorava sull’autenticazione e certificazione delle opere e aveva la necessità di digitalizzarle e riconoscerne caratteristiche ricorrenti. «Da qui il tentativo di mappare anche elementi meno evidenti del linguaggio di un artista: uso dei colori, frequenze, relazioni tra forme e altri pattern capaci di restituire una sorta di impronta visiva».
Tale metodo poi è stato trasferito ad altri settori, pur mantenendo come fondamento il medesimo principio. Negli Stati Uniti infatti la società ha trovato inizialmente terreno fertile nell’healthcare, favorito anche dalla struttura privata del sistema sanitario a stelle e strisce. «Nell’imaging biomedicale la tecnologia può confrontare esami acquisiti in momenti diversi, evidenziando variazioni che meritano attenzione – precisano i fondatori –. Non facciamo diagnosi e non sostituiamo il medico ma mettiamo a disposizione informazioni che possono supportare una decisione». È una distinzione centrale nel modello: l’intelligenza artificiale non formula il giudizio, ma amplia la quantità di dati leggibili dall’operatore.
«Lo stesso schema può valere per un ponte, una pala eolica, un gasdotto o una linea produttiva – spiegano Finadri e Rocchi –. Attraverso immagini da drone, satellite, radiografie, microscopi o semplici dispositivi fotografici è possibile seguire nel tempo una crepa, una deformazione, il deterioramento di un materiale o lo scostamento di un componente rispetto a una condizione normale». Una delle applicazioni sviluppate ha riguardato, ad esempio, il monitoraggio di gasdotti per Eni.
Immagini

È qui che il ritorno a Brescia acquista un significato industriale. Metalmeccanica, siderurgia, automotive, costruzioni e robotica sono settori nei quali controllo qualità e manutenzione predittiva possono beneficiare della lettura automatizzata delle immagini. «Una volta identificato l’oggetto, con livelli di accuratezza che arrivano al 99,9%, possiamo seguirne le variazioni evidenziano -. I dati possono poi alimentare sistemi di alerting oppure essere utilizzati, direttamente o da terzi, per addestrare altri modelli».
Unicorno
Per QuantumSpace c’è poi un’altra partita, tutta finanziaria. La società prepara in Delaware un round da 25 milioni di dollari e punta a rafforzare una struttura internazionale con New York come uno dei baricentri. L’ambizione dichiarata è costruire una data company scalabile su più industrie e, nel lungo periodo, «avvicinarsi a una valutazione da un miliardo di dollari». Un potenziale unicorno che guarda anche a Brescia per non smettere di crescere.





