Bind non è più un progetto sulla carta, con la costituzione ufficiale della Fondazione, sottoscritta alla Camera di Commercio, il «Brescia innovation district» compie il passo decisivo verso l’operatività. Nei giorni scorsi era stata presentata ufficialmente la governance, ora il polo dell’innovazione può iniziare l’ambizioso percorso con l’obiettivo di mettere in rete imprese, università e istituzioni per trasformare ricerca e tecnologia in sviluppo; sostenendo la crescita di startup innovative e la competitività del territorio.
È bene ricordare che Bind affonda le radici nel progetto «Cittadella dell’innovazione sostenibile», lanciato per la prima volta nel dicembre 2021 sulle pagine del nostro giornale nel pieno della complessa fase di ripartenza post-pandemica. L’idea, nata da InnexHub e Csmt, aveva raccolto fin da subito il sostegno di numerose associazioni di categoria.
Sede provvisoria in Camera di Commercio
Fondazione Bind è stata costituita con atto del notaio Luigi Zampaglione, da Comune di Brescia, Camera di Commercio, Università degli Studi di Brescia, Università Cattolica del Sacro Cuore, Confindustria Brescia e Confapi Brescia. Una volta ottenuto il riconoscimento della Prefettura potrà avviare ufficialmente la propria attività, con sede provvisoria alla Camera di Commercio.
La nascita della Fondazione segue la recente presentazione della governance, guidata da Maria Chiara Carrozza, già ministra e presidente del Cnr, chiamata a presiedere il cda insieme a un gruppo di figure di primo piano provenienti dal mondo della ricerca, dell'impresa e delle istituzioni.
Ricerca, formazione e innovazione sostenibile
Bind coordinerà ricerca, formazione e divulgazione nei campi dell’innovazione sostenibile, del trasferimento tecnologico e delle transizioni ecologica e digitale, accompagnando sia i comparti industriali tradizionali sia la nascita di nuove imprese ad alto contenuto tecnologico.
Per Brescia la sfida è strategica. Se il sistema produttivo continua a distinguersi per forza manifatturiera ed export, il numero di startup innovative resta infatti inferiore rispetto al potenziale imprenditoriale della provincia. Bind nasce proprio per colmare questo divario, aiutando le imprese consolidate a innovare e creando un ambiente favorevole per chi vuole trasformare ricerca e idee in nuove aziende.
Le dichiarazioni
«La Camera di Commercio – commenta il presidente Roberto Saccone – è consapevole che la capacità delle imprese di restare competitive passa dal driver dell’innovazione. In questa prospettiva, Bind rappresenta un asset assolutamente strategico per il futuro del nostro territorio. Vi è inoltre una forte soddisfazione per essere riusciti a costruire un’importante collaborazione tra i principali Enti del territorio, a conferma che il lavoro condiviso sui grandi progetti è in grado di generare risultati significativi e di grande impatto».
Sulla stessa linea Mario Bonomi, vicepresidente di Confindustria Brescia: «Quello di oggi è davvero l’inizio ufficiale del percorso di Bind, dopo la presentazione alla città delle scorse settimane. Le linee guida sono chiare: dobbiamo lavorare insieme ed essere concreti, prevedendo un dialogo costante con tutti gli enti coinvolti. Posso aggiungere che, come Confindustria Brescia, stiamo investendo tempo e risorse in questo progetto: l’obiettivo è quello di creare valore aggiunto coinvolgendo il maggior numero possibile di associate».
Per Confapi Brescia il progetto rappresenta soprattutto una leva per le piccole e medie imprese. «La firma odierna rappresenta un passaggio tanto formale quanto profondamente sostanziale – dichiara il presidente Pierluigi Cordua –. Non si tratta solo di sancire la nascita di un’entità, ma di dare struttura e gambe a un progetto strategico pensato per il cuore del nostro tessuto economico».
Entusiasta l'assessore alle Attività produttive Andrea Poli: «Ce l'abbiamo fatta! Brescia firma un atto, ma soprattutto firma per il futuro. Non è stato facile, ma non abbiamo mai mollato. Questo risultato non è dell'amministrazione, è di questa città, è di Brescia che ancora una volta dimostra che non è seconda a nessuno. È delle imprese che hanno creduto in un progetto quando sembrava lontano. Non chiudiamo un percorso, apriamo un cantiere, per far crescere le imprese e per migliorare la qualità della vita dei nostri concittadini».
Dal mondo accademico
Il mondo accademico conferma il proprio impegno. «Crediamo che il progetto Bind possa contribuire in modo concreto a consolidare un ecosistema dell'innovazione aperto, dinamico e inclusivo – sottolinea Adriana Apostoli dell’Università degli Studi di Brescia –. La nostra adesione nasce dalla volontà di partecipare attivamente a un percorso che guarda al futuro del territorio, valorizzando sapere, ricerca e capacità di cooperare».
Dello stesso tenore le parole di Giuseppe Bonelli della Cattolica: «L’Università Cattolica di Brescia metterà a disposizione di Bind le proprie alte competenze e l'esperienza di decenni di impegno accademico per questo territorio».




