Economia

Leo: «Manovra equa che aiuta giovani, famiglie e non trascura le imprese»

Il viceministro dell’Economia e delle Finanze ospite dell’Ordine dei Commercialisti: ««La riforma fiscale è alle fase finali e a novembre al via col Codice tributario»
Il viceministro dell'Economia Maurizio Leo - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Il viceministro dell'Economia Maurizio Leo - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Da qualche anno a questa parte quando si parla di Fisco tutte le strade conducono a Maurizio Leo. Il viceministro dell’Economia e delle Finanze è infatti il deus ex machina «della più grande riforma fiscale della Storia repubblicana», così come è innegabile il suo enorme contributo nella stesura delle varie leggi di Bilancio, compresa l’ultima presentata solo due giorni fa dal governo Meloni.

La sua presenza ieri a Brescia, ospite del 34esimo Congresso internazionale di studi – «La sinergia tecnica tra professionisti e imprese. Profili d’investimento internazionale» – promosso dall’Ordine dei Commercialisti e degli Esperti contabili della provincia di Brescia al Centro Pastorale Paolo VI introdotto dalla presidente Patrizia Apostoli, non è perciò passata inosservata. Da un lato infatti c’è tutta la partita della riforma fiscale, «ormai alle fasi finali» a detta di Leo, e del tanto «sognato» Codice tributario «sul quale non solo stiamo lavorando ma stiamo procedendo, con la presentazione nella prima decade di novembre di un compendio dedicato al contribuente». Dall’altro invece c’è la manovra, che con 26 miliardi «riesce ad aiutare giovani, occupazione, famiglie e imprese, andando ad avvantaggiare una grande fetta della nostra società».

Il Congresso internazionale di studi promosso dall’Ordine dei Commercialisti e degli Esperti contabili
Il Congresso internazionale di studi promosso dall’Ordine dei Commercialisti e degli Esperti contabili

Partiamo proprio da qui: quali sono i punti di forza del testo?

Con scarse risorse a disposizione siamo riusciti a garantire un sostegno trasversale. Abbiamo per esempio previsto una riduzione del carico fiscale per chi avvia una nuova attività economica e confermato le misure di sostegno ai rinnovi contrattuali e alla produttività. Sul versante delle imprese invece particolare attenzione è stata riservata anche agli strumenti di incentivazione fiscale, tra cui il credito d’imposta per il software.

C’è poi l’innalzamento a 55mila euro della soglia alla quale si applica lo scaglione Irpef del 33%

È il tassello di un percorso più ampio e graduale di riduzione della pressione fiscale. Fin dal nostro insediamento abbiamo avviato un processo di semplificazione dell’Irpef, passando a un sistema articolato su tre aliquote. Siamo poi intervenuti sul secondo scaglione di reddito e anche quest’anno proseguiamo nella stessa direzione. Non si tratta, dunque, di misure isolate, ma di una strategia di progressivo alleggerimento del carico tributario.

Una critica che vi viene mossa però è che si privilegino i redditi alti e che venga meno la progressività della tassazione, anche per effetto dell’estensione della flat tax alle partite Iva fino a 100mila euro.

Non c’è nessun vulnus alla progressività, semplicemente con le scarse risorse a disposizione stiamo facendo tutto quanto in nostro potere per aiutare il Paese. Si guardi per esempio agli incentivi per i giovani, sia sul fronte dei rinnovi contrattuali sia su quello degli incrementi salariali conseguiti dagli under 35.

Altra critica riguarda la poca attenzione alle imprese.

Non sono d’accordo: abbiamo potenziato il credito d’imposta e ne è stato strutturato uno specifico dedicato a software e cloud. C‘è poi attivo l’iperammortamento introdotto con la scorsa legge di Bilancio, che copre gli investimenti effettuati fino al 30 settembre 2028. Sono segni evidenti della nostra vicinanza al tessuto produttivo. Non dimentichiamoci poi che abbiamo ottenuto dall’Europa una deroga al Patto di stabilità per far fronte al caro energia.

L’altra grande partita che la vede protagonista è invece la riforma del sistema fiscale alla quale ha già fatto accenno. Qual è la direzione che avete intrapreso?

Come ho già detto in precedenza l’impianto complessivo si fonda su quattro pilastri: piena trasparenza dei rapporti fiscali, incisiva semplificazione burocratica, lotta all’illegalità e garanzia della certezza del diritto dell’amministrazione tributaria. È in questa cornice rivoluzionaria che abbiamo voluto impostare il nuovo rapporto tra Fisco e contribuente, superando una logica prevalentemente accertativa e sanzionatoria a favore di un modello fondato sul dialogo preventivo e sulla collaborazione.

Cosa intende?

Qualche esempio può chiarire questa concezione: per le imprese meno strutturate abbiamo introdotto il concordato preventivo biennale, uno strumento che consente di definire anticipatamente il rapporto con il Fisco, offrendo maggiore certezza nella programmazione degli obblighi tributari. Per le realtà di maggiori dimensioni abbiamo invece rafforzato il regime dell’adempimento collaborativo, ampliandone progressivamente la platea: dal 2028 la soglia di accesso scenderà a 100 milioni di euro di ricavi o volume d’affari. Un modello che si fonda anche sull’adozione di un Tax control framework certificato, ossia un sistema strutturato di rilevazione, gestione e controllo del rischio fiscale. Anche la Giustizia tributaria è cambiata molto, privilegiando il dialogo preventivo all’approdo in contenzioso.

In questo contesto qual è il ruolo dell’intelligenza artificiale, anche per garantire piena attuazione dei quattro pilastri da lei presentati?

L’innovazione tecnologica deve accompagnare e sostenere il processo di riordino del sistema tributario. L’AI è utile quando si parla di interoperabilità delle banche dati, sebbene la revisione definitiva debba spettare sempre alle persone. Stesso discorso vale per la precompilata e per la consultazione semplificata degli atti amministrativi.

Quali sono i prossimi passi?

Manca ancora un Codice tributario così come sognato da Ezio Vanoni. Ma ci stiamo arrivando. Nella prima decade di novembre presenteremo un compendio dedicato al contribuente, con la parte sostanziale delegata agli otto Testi Unici, ora in fase di correttivo in Parlamento e che entreranno in vigore l’1 gennaio 2027, che andranno a raggruppare in modo razionale gli oltre 400 interventi normativi in tema di Fisco. Siamo perciò alle fasi finali della riforma fiscale, con 29 decreti legislativi già pubblicati in Gazzetta Ufficiale.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Commenti

Economia & Lavoro

Storie e notizie di aziende, startup, imprese, ma anche di lavoro e opportunità di impiego a Brescia e dintorni.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
SponsorizzatoNumerica Sales Academy: da allievi a protagonisti del proprio futuroNumerica Sales Academy: da allievi a protagonisti del proprio futuro

Diverse storie, un’unica esperienza di crescita: i partecipanti raccontano come la formazione e l’affiancamento sul campo li abbiano aiutati a scoprire il valore del lavoro nel mondo delle vendite

SponsorizzatoA Brescia la raccolta differenziata scende in campo coi campioni dello sportA Brescia la raccolta differenziata scende in campo coi campioni dello sport

Sabato piazza Vittoria diventa campo di basket: dalle 12 una challenge per tutti e dalle 16 i giocatori di Leonessa Brescia