Prima si invia, prima si riceve. È la regola che vale per i rimborsi Irpef, che vengono erogati al contribuente dall’Agenzia delle Entrate a seconda di quando si è inviata la dichiarazione dei redditi. La scadenza per l’invio del 730 è il 30 settembre: prima lo si manda, prima si viene, eventualmente, rimborsati. Ma cosa sono i rimborsi Irpef? In quali casi si ha diritto a riceverli? Ed entro quando possono arrivare?
Come funzionano
Quando si compila la dichiarazione dei redditi, si possono indicare anche deduzioni e detrazioni, spese che possono essere «scaricate» e che diminuiscono l’importo complessivo di quanto occorrerà versare. Possono essere agevolazioni fiscali legate alla presenza di familiari a carico o a spese sanitarie, per l’istruzione e altro (qui un riepilogo delle spese «scaricabili»).
Fatto questo, può accadere che le detrazioni, sommate, generino un importo che risulta essere più alto di quello delle imposte che sono dovute dal contribuente: il quale, a questo punto, matura così un credito nei confronti del Fisco, che è quanto appunto gli deve venire erogato tramite i rimborsi Irpef. Rimborsi che, va ricordato, si riferiscono quindi all’anno di imposta precedente a quello in cui si ottengono i rimborsi.
Come lo si riceve
Le modalità di erogazione dei rimborsi variano a seconda della situazione lavorativa del contribuente. Chi ha un sostituto di imposta – lavoratori dipendenti e pensionati – riceve il rimborso direttamente in busta paga o nel cedolino della pensione. In questo caso, per i lavoratori il risarcimento può arrivare a partire dal mese successivo a quello in cui è stata inviata la dichiarazione dei redditi. Diverso per i pensionati: di solito il rimborso Irpef è erogato con la pensione della seconda mensilità successiva alla presentazione del 730.
Chi invece non ha un sostituto d’imposta, come i lavoratori autonomi o le persone senza un impiego, ricevono il rimborso dall’Agenzia delle Entrate attraverso un bonifico o un assegno postale. I tempi per l’erogazione del risarcimento, in generale, possono variare a seconda della durata dei controlli dell’Agenzia delle Entrate: se i dati in possesso del Fisco risultano diversi da quelli dichiarati, l’erogazione dei rimborsi si blocca ed, eventualmente, il credito viene rimborsato entro sei mesi dalla scadenza del 730.
Le tempistiche
Come detto, tutto cambia in base alla data di invio della dichiarazione dei redditi. Per i lavoratori le scadenze sono all’incirca le seguenti:
- Chi ha presentato il 730 entro fine maggio può ricevere gli eventuali rimborsi con la busta paga di luglio
- Chi l’ha presentato entro il 20 giugno, con lo stipendio di agosto
- Chi presenterà la dichiarazione dei redditi non oltre il 15 luglio potrà ottenere i risarcimenti nella busta paga di settembre
- Chi la presenta entro il 31 agosto, con la busta paga di ottobre
E infine, settembre, che, come già ricordato, è l’ultimo mese utile per presentare il 730: se si invia la dichiarazione dei redditi tra il 1° e il 30 settembre si riceveranno i rimborsi con la retribuzione di novembre.




