Economia

Energia ed elettrificazione per moltiplicare il Pnrr: la proposta di A2A e Teha

Al Forum di Cernobbio presentato il report sulle Utility: le aziende del comparto avrebbero la forza di compiere investimenti privati per 315 miliardi di euro entro il 2035 e per 825 miliardi al 2050
Flavio Archetti
Da sinistra Tavazzi di Teha Group, Mazzoncini e Tasca di A2A
Da sinistra Tavazzi di Teha Group, Mazzoncini e Tasca di A2A

Con il Pnrr, concluso il 30 giugno, l’Italia ha avuto dal 2021 al 2026 circa 194 miliardi di euro di sovvenzioni e prestiti europei. E oggi che non c’è più si apre una fase in cui serve dare continuità agli investimenti e rilanciare la competitività del Paese, anche elettrificando, perché la digitalizzazione e la robotizzazione si alimentano di elettricità e averne in quantità ridotte o pagarla cara significa indebolire industria e benessere collettivo. In questo senso una delle maggiori forze di sviluppo potrebbe arrivare da risorse e capacità industriali del settore Energy & Utility.

A dirlo è lo studio «Investire per competere. Il contributo delle Utility a sviluppo e occupazione del Paese», realizzato da Teha Group e A2A. Secondo il report le aziende del comparto avrebbero la forza di compiere investimenti privati per 315 miliardi di euro entro il 2035 e per 825 miliardi al 2050. Le azioni riguarderebbero nove ambiti: generazione elettrica da rinnovabili e nucleare, soluzioni per la flessibilità del sistema elettrico, infrastrutture elettriche e gas, data center, teleriscaldamento, ciclo idrico integrato, trattamento dei rifiuti e biometano.

L’analisi è stata presentata ieri alla 52esima edizione del Forum di Cernobbio dal presidente di A2A Roberto Tasca, dall’ad Renato Mazzoncini e dal senior partner di Teha Lorenzo Tavazzi. Secondo il presidente Tasca «la fine di giugno ha segnato per il Paese l’inizio di una prova di maturità. Oggi serve trasformare l’eccezionalità degli investimenti europei in un metodo, dando continuità alla modernizzazione e orientando i capitali verso infrastrutture strategiche. La sfida è scegliere come fare. I dati dell’analisi confermano che il comparto favorirà la riduzione delle emissioni di anidride carbonica del 36% al 2050 e ogni euro investito genererà un impatto quattro volte superiore al valore iniziale». Proprio la capacità di investimento del settore potrebbe determinare la continuità della crescita.

«Parliamo di numeri importanti – spiega Mazzoncini –. Sono 825 miliardi di euro entro il 2050, circa 33 l’anno, il 9% della media degli investimenti nazionali dell’ultimo decennio. Una parte è già in corso perché per sostituire il gas ci vogliono nuovi impianti elettrici, ma pensate che per realizzare un fotovoltaico ci vogliono in media sette anni. Più efficienza energetica e la completa elettrificazione dei consumi vorrebbero dire per le famiglie un risparmio fino a 1.000 euro annui, e le imprese potrebbero fare altrettanto per circa 80 miliardi al 2050. Allo stesso tempo l’autonomia energetica nazionale potrebbe salire dal 26 all’81%, riducendo l’esposizione del Paese alla volatilità dei mercati».

In più gli investimenti potrebbero generare benefici per cittadini, imprese e territori. «L’elettrificazione consentirebbe a una famiglia di ridurre la spesa energetica del 20% entro il 2050 - ha evidenziato Tavazzi -. E poi abbassare il costo dell’energia genererebbe per le aziende risparmi cumulati che, se reinvestiti, potrebbero generare fino a 260 miliardi di valore aggiunto. Gli impatti si estenderebbero alla dimensione ambientale».

Leader

Ma nel corso del Forum si è svolto anche un panel sul tema «L’Italia come produttore di sicurezza», con la presentazione di un report sul tema realizzato col contributo non vincolante di Beretta. Qui emerge come l’Italia sia il primo Paese europeo per numero di imprese del settore delle armi leggere , con 8 miliardi di euro di valore generato e 88.000 occupati. «In Italia la filiera delle armi opera in uno dei sistemi di controllo più articolati e rigorosi d’Europa – commenta Carlo Ferlito, ceo e general manager di Fabbrica d’armi Pietro Beretta –. Tracciabilità, verifiche e trasparenza accompagnano ogni fase del lavoro e mostrano uno sviluppo normativo moderno».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Economia & Lavoro

Storie e notizie di aziende, startup, imprese, ma anche di lavoro e opportunità di impiego a Brescia e dintorni.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
Summer GardaSummer Garda

L'inserto in omaggio col GdB in edicola il 6 settembre

SCOPRI DI PIÙ
Delitti Bresciani, il podcast del GdBDelitti Bresciani, il podcast del GdB

I grandi casi della cronaca nera e giudiziaria che hanno varcato i confini della provincia e sono diventati casi nazionali

ASCOLTA
Una data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdBUna data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdB

Dall’archivio storico, disponibile dal 27 aprile 1945 a oggi

SCOPRI DI PIÙ