Beretta Holding, in Croazia nuova fabbrica per le piccole munizioni

La firma dell’accordo col Governo croato è arrivata ieri a Zagabria: l’investimento è di 125 milioni, sarà pronta nel 2029
Roberto Ragazzi

Roberto Ragazzi

Giornalista

Ieri a Zagabria Pietro Gussalli Beretta con i membri del governo croato
Ieri a Zagabria Pietro Gussalli Beretta con i membri del governo croato

L’Europa accelera sulla costruzione di una filiera industriale della difesa, più autonoma e resiliente. In questo scenario si inserisce la nuova mossa di Beretta Holding, che ieri a Zagabria ha firmato l’accordo con il Governo croato per realizzare una fabbrica di munizioni di piccolo calibro a Obrovac, nella Contea di Zara. Un investimento da 125 milioni che consolida la presenza industriale del gruppo italiano nel cuore della nuova geografia europea della difesa.

Beretta Holding deterrà il 50% più 1 azione della nuova società, mentre il restante capitale sarà suddiviso tra lo Stato croato e l’investitore privato Ivan Kapetanovi (sviluppatore di grandi progetti immobiliari e industriali nell’area della Dalmazia). Al gruppo guidato da Pietro Gussalli Beretta spetteranno il trasferimento tecnologico, la gestione della catena di fornitura e l’allestimento delle linee produttive.

L’investimento

Uno degli stabilimenti Beretta negli Stati Uniti
Uno degli stabilimenti Beretta negli Stati Uniti

La fabbrica entrerà in funzione entro la metà del 2029, impiegherà circa 250 addetti e, a regime, svilupperà un fatturato stimato tra 70 e 80 milioni di euro annui. L’impianto produrrà munizioni complementari a quelle già realizzate negli altri siti europei del gruppo, oltre agli inneschi, componente oggi strategico per una domanda in forte crescita.

«Questo nuovo impianto riflette il nostro impegno di lungo termine nel rafforzare la base industriale della difesa europea – ha dichiarato il presidente di Beretta Holding, Pietro Gussalli Beretta –. Combinando tecnologie, know-how industriale e solide partnership locali vogliamo contribuire alla sicurezza dell’Europa e alla sua autonomia strategica».

«È la classica operazione – prosegue Gussalli Beretta – che va ricondotta a quel che sta succedendo in Europa. Nell’Unione europea i Governi di alcuni Paesi stanno potenziando gli investimenti per avere una capacità industriale legata alla difesa, superiore a quella che avevano in precedenza».

La strategia

L’operazione si inserisce nella crescente collaborazione industriale tra Italia e Croazia nel settore della difesa e segue altri accordi europei che il gruppo ha sviluppato negli ultimi anni con Svezia e Finlandia. Una strategia che accompagna il rafforzamento delle capacità produttive dei Paesi dell’Europa centro-orientale, sempre più impegnati a sviluppare sul proprio territorio una filiera nazionale della difesa.

Fondata nel 1526 e oggi impegnata nelle celebrazioni dei suoi 500 anni di storia, il gruppo Beretta rappresenta una delle più antiche dinastie industriali del mondo. Sotto la guida di Pietro Gussalli Beretta ha costruito una rete internazionale di oltre 50 società, diventando uno dei leader mondiali nelle armi portatili leggere, nelle munizioni e nei sistemi ottici.

I numeri del gruppo

Nel 2025 Beretta Holding ha registrato ricavi per 1,68 miliardi di euro, con un Ebitda di 254 milioni, un utile netto consolidato di 125 milioni. Il 60% del fatturato proviene dal mercato civile e il 40% dalla difesa, mentre la distribuzione geografica vede l’Europa pesare per il 55%, il Nord America per il 32% e il resto del mondo per il 12%.

Tra le operazioni più recenti spicca anche la partnership strategica con la statunitense Sturm, Ruger & Co., che consentirà a Beretta Holding di salire fino al 25% del capitale della società americana con un investimento di 103 milioni di dollari, rafforzando ulteriormente una presenza negli Stati Uniti che comprende già nove società, quattro stabilimenti produttivi – destinati a diventare cinque – e oltre 700 dipendenti.

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