Brescia innovation district: ufficiale l’adesione di Camera di Commercio

Fino a poche ore fa era una certezza, adesso è anche ufficiale: la Camera di Commercio ha aderito al Brescia innovation district (BinD). La conferma è arrivata dallo stesso ente camerale, che supporta e coordina il progetto e che nell'ultima riunione della Giunta ha «convintamente approvato l'adesione – comunica il presidente Roberto Saccone –, mettendo a disposizione importanti risorse economiche».
E continua: «Per la provincia di Brescia si tratta di un'occasione assolutamente decisiva, in quanto vedrà la nascita di un polo d’eccellenza, in grado di stimolare l'innovazione, rafforzare la ricerca applicata, favorire il trasferimento tecnologico e generare un forte impatto sul territorio».
Cos’è il Bind
Il Brescia innovation district nasce dall’idea iniziale della Cittadella. Sarà nelle intenzioni dei fondatori – Camera di Commercio, Comune e Università degli Studi quali attori pubblici, Confindustria, Confapi e Università Cattolica del Sacro Cuore come privati – il polo dell’innovazione sostenibile provinciale. Troverà inizialmente casa nella sede camerale di via Einaudi, per poi spostarsi in un vero e proprio quartier generale comprensivo di laboratori.
L’investimento iniziale per i primi cinque anni è stimato in 28,3 milioni di euro.
Startup

«Si propone di aiutare i settori tradizionali, tuttora punti di forza della nostra economia, a sviluppare distintività e innovazione, così come di stimolare l'avvio di nuovi business, anche in considerazione del fatto che la situazione della crescita delle startup bresciane mostra numeri non all'altezza della nostra tradizione imprenditoriale (sono solo 226, con Brescia 22esima a livello nazionale per valori assoluti e 28esimao per incidenza ogni 100.000 abitanti ndr) – sottolinea il numero uno di Camera di Commercio –. Queste sono infatti fondamentali per la modernizzazione del nostro sistema economico: il polo sarà il soggetto in grado di individuare, supportare e far sviluppare queste realtà, creando le condizioni a loro favorevoli».
La Fondazione
A gestire Il BinD sarà una Fondazione, che attualmente vede tra i suoi membri fondatori – pubblici e privati – ma aperta all’adesione di ulteriori soggetti istituzionali. A tal fine si è già avviata l’interlocuzione con le associazioni dei settori agricoltura, artigianato e commercio.
«L'attuale scenario economico è caratterizzato, a livello globale, da un grado di competizione estremamente elevata – evidenzia Saccone –. Le nostre Pmi avvertono la necessità di rendersi sempre più distintive sui mercati internazionali. È perciò di fondamentale importanza che le istituzioni offrano un decisivo sostegno nel mettere in atto le condizioni affinché le stesse imprese ricevano adeguato supporto, per affrontare compiutamente i temi dell'innovazione quale condizione imprescindibile della loro competitività».
E conclude: «L'economia bresciana rappresenta tuttora uno dei principali motori trainanti di quella nazionale, ma va anche rilevato come essa sia ancora fortemente incentrata su settori tradizionali – che in ogni caso devono continuare a svolgere il loro ruolo fondamentale di colonna portante del sistema economico – mentre ora, in relazione ai mutati scenari, si avverte sempre più la necessità di favorire lo sviluppo dei nuovi business creando, tra l'altro, le condizioni proprio per la nascita e il sostegno di startup innovative». Una missione che il territorio affida ora al Brescia innovation district.
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